"Nel tuo deserto", la storia di un viaggio indimenticabile


Silvia Notarangelo
Roma – Pensare spesso a momenti vissuti, senza trovare il coraggio e i modi di raccontarli per paura di rovinarne il ricordo. E’ questa la sensazione che ha accompagnato Miguel Sosa Tavares per oltre vent’anni prima di riuscire a rivivere, mettendo nero su bianco, quel viaggio indimenticabile. Non è il Sahara, non è l’entusiasmo del reportage, a renderlo così speciale è Claudia, la sua giovane e inaspettata compagna di viaggio. “Nel tuo deserto”, pubblicato da Cavallo di Ferro Editore, è la storia del loro incontro, di una brevissima convivenza forzata che saprà regalare ad entrambi irripetibili emozioni.

Sono diversi, Miguel e Claudia, attraversano momenti della vita diversi, cercano e vogliono cose diverse. Claudia è partita per distrarsi, per allontanarsi da “un altro deserto senza fondo” in cui sentiva di precipitare, Miguel per lavoro, per raccontare e filmare la magia del Sahara. Claudia è dolce, vulnerabile e, a tratti, un po’ infantile, Miguel è sicuro di sé, attento e orgoglioso. Una combinazione apparentemente esplosiva.
Eppure bastano pochi giorni per rendersi conto di quanto le differenze li uniscano, di come, in quel preciso momento, ognuno sembri avere un terribile e, talvolta, inconfessato, bisogno dell’altro. Miguel diventa la guida e Claudia il suo sostegno, quando lui decide, lei, incondizionatamente, lo appoggia. Non lo ammettono, ma, a poco a poco, nasce in tutti e due la consapevolezza di condividere un’esperienza unica, in cui persino le parole diventano un inutile accessorio. Sono, così, i silenzi ad accompagnare, spesso, il tempo che passano insieme. Nell’abitacolo di una jeep o in una piccola tenda, sopportando il freddo e il caldo, le giornate trascorrono velocemente tra imprevisti burocratici, riprese televisive e lunghe serate dedicate a contemplare le stelle. Ma tutto passa troppo in fretta e il ritorno alla routine quotidiana segna il definitivo allontanamento tra i due.
La distanza temporale, e non solo, è ormai tanta, ma l’autore, ancora oggi, sembra a tal punto coinvolto da confessare alla fine del libro: “Ci sono viaggi senza ritorno né repliche ed io non tornerò mai da questo viaggio”.

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