Campo libero all’immaginazione con "Se una notte d’inverno un viaggiatore"

Stefano Billi

Roma – Sicuramente ad ogni lettore sarà capitato di leggere alcune pagine di una storia e poi di interrompere questa lettura per lasciare andare liberamente la propria immaginazione, cosicché il risultato che deriva da questa esperienza consiste in un intreccio di nuove storie, alcune stampate e fuoriuscite dalla penna di un autore, altre puramente sognate ed appartenenti ad una fantasia sconfinata ed impetuosa.
Ecco, questo fenomeno non deve destare preoccupazione: anzi, esso rappresenta proprio la caratteristica peculiare di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, strabiliante romanzo scritto da Italo Calvino (edito Mondadori).
Il libro prende spunto da una vicenda iniziale, per poi dipanarsi in altre dieci avventure tutte concatenate tra loro: il lettore è così catapultato da una situazione all’altra, indifeso rispetto a situazioni del tutto nuove rispetto ai contesti narrativi precedenti.

Ma proprio questi “salti” creati dal Calvino rendono l’opera assolutamente originale: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” è un testo così spiazzante, che affascina e solletica l’attenzione.
Da una pagina all’altra cambiano i protagonisti della vicenda, mutano i luoghi e le tematiche del racconto: ma questi stravolgimenti non affaticano affatto la lettura perché l’autore, attraverso uno stile inconfondibile e sicuramente mirabile, riesce a trovare sempre il momento giusto in cui rapire il lettore per portarlo da una storia all’altra.
La penna del Calvino delinea un modus scrivendi così arguto e ricercato, che si percepisce tutto il valore di una narrazione come questa, che eleva l’autore al rango dei più grandi scrittori che l’Italia abbia mai avuto.
Da considerare poi come, leggendo attentamente, si possano trovare in ogni avventura degli indizi che comporranno la conclusione di un libro così avvincente come davvero pochi altri.
“Se una notte d’inverno un viaggiatore” è l’opera che non ci si aspetta: neanche il lettore più smaliziato è in grado, se non arrivando sino all’ultima pagina, di comprendere come vada a finire il testo, e soprattutto, ogni storia è così inaspettata che quando la si inizia a leggere, si percepisce proprio uno smarrimento provocato dal trovarsi di fronte un quid totalmente nuovo e certamente sconvolgente.
Quest’opera, preziosa come un Brunello d’annata, va gustata con la giusta concentrazione e la sana voglia di lasciarsi sconvolgere da un testo che emana tutta la sua straordinaria creatività.
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