Mondadori: Pietro Grossi torna al pubblico con Qualcuno di noi

Sabato 24 maggio la Fondazione POMA Liberatutti di Pescia si apre all’ascolto

Alle ore 17 di oggi, sabato 24 maggio 2025, la Fondazione POMA Liberatutti ospita lo scrittore fiorentino Pietro Grossi. L’occasione è la presentazione – in dialogo con Alberto Demagistris – del suo ultimo romanzo, Qualcuno di noi, edito da Mondadori. Dopo sette anni di silenzio, Grossi torna con un romanzo che è insieme esplorazione e confessione, capace di attraversare il caos dell’identità e restituirlo con sorprendente lucidità.

Qualcuno di noi si apre con una voce al plurale, che racconta un’infanzia protetta dal benessere familiare, e segnata allo stesso tempo dalla menzogna usata come forma di difesa. Seguono i turbamenti di un’adolescenza attraversata dalla rabbia e da notti che mescolano desiderio, smarrimento e violenza. Quella voce si moltiplica sempre più, fino a diventare un coro interiore che amplifica ed espande la narrazione.

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Mondadori: “Il delitto della finestrella” ci riporta a Bologna

Quarta avventura per l’oste detective di Filippo Venturi

E’ una sera come tante alla Vecchia Bologna. Un anonimo e piovoso giovedì di dicembre che ha portato in trattoria diversi clienti, tra cui due “tiratardi” per i quali (o a causa dei quali) Emilio Zucchini sta facendo le ore piccole. Sta per chiudere la saracinesca quando un grosso boato fa saltare la corrente. Nel buio più improvviso, sente provenire da fuori delle urla e, affacciandosi, scorge la figura di un uomo che barcolla. E’ Maicol Fabbri, il Charlie Chaplin del quartiere. Nulla di strano, visto che Maicol gira sempre tra via Indipendenza e i portici nei dintorni, ma questa sera è strano; Emilio lo osserva e vede che è vistosamente sporco di sangue.

Di lì a pochi passi, infatti, si è appena consumato un omicidio. Così riporta la polizia che presto viene a bussare alla porta del Zucca. Il corpo di un ragazzo è stato rinvenuto nel canale delle Moline, il rivolo d’acqua su cui affaccia la finestrella di via Piella.

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Ossigeno, libri che si leggono tutto d’un fiato!

In arrivo tre romanzi per il nuovo progetto di Mondadori Ragazzi


Grande novità in casa Mondadori: arriva Ossigeno, libri che si leggono tutto d’un fiato, una collana in libreria dal 7 maggio. Questo progetto di Mondadori Ragazzi nasce da un’idea è di Alice Bigli, ex libraia, formatrice, autrice e grande esperta di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. La collana, pensata per portare storie e avventure che parlano di ragazzi e ragazze a ragazzi e ragazze, vedono autori contemporanei cimentarsi in narrazioni adatte a tutti i lettori.

In Ossigeno confluiscono romanzi libri brevi e coinvolgenti, che si rivolgono a giovani sempre più abituati a forme di narrazione dalla fruizione rapidissima, con protagonisti che hanno la complessità emotiva degli adolescenti, che affrontano situazioni, relazioni e problematiche vicine a loro.

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Mondadori: il romanzo di Livia Franchini

Gusci. Una storia d’amore e guarigione

Giulia Siena
PARMA
– “La vita continua a macinare e io le sto dietro. Marzo sembra ancora lontano, ma lo so: arriverà la primavera quando meno ce lo aspettiamo. Arriverà il momento di un nuovo inizio”.
Ruth attende un nuovo inizio. E’ come se, dopo dieci anni, si fosse ridestata da un sogno e ora deve ritrovare la strada: cercarsi, riconoscersi, riadattarsi. In questi dieci – lunghi – anni la storia d’amore con Neil, il ragazzo dell’agenzia di viaggi che ha fatto di tutto per avvicinare quella giovane infermiera imperfetta e inconsapevole.

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Novità Mondadori: Stroppa e la Venezia che incanta

Da qualche parte starò ferma ad aspettare te, romanzo di rinascita

Giulia Siena
PARMA
– Venezia è splendida in queste descrizioni accurate e scevre di banalità. Venezia è un colore intenso, una sfumatura accentuata dalla brillantezza dell’acqua e dalla nostalgia dei ricordi. Venezia è personaggio fondamentale e fedele di Da qualche parte starò ferma ad aspettare te, il nuovo romanzo di Lorenza Stroppa pubblicato da Mondadori. La penna delle Stroppa ci accompagna per una città lontana dal chiasso dei turisti e si addentra nelle vite di Giulia e Diego.

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Grossman, “La vita gioca con me”: il romanzo familiare che torna nei luoghi della storia

Giulia Siena
PARMA
“Sai, mamma” dice Nina più tardi, dopo aver chiuso il finestrino e dopo che Vera si è ripresa, “non mi hai mai raccontato tutto questo”. Lo ho già detto. Questo pensiero non le dà pace. “Non tel’ho raccontato? Mi sembra di aver raccontato parecchie di queste cose”. “No, non hai fatto che ripetermi quello che è successo a Goli”. “Non può essere” dice Vera. “Forse hai dimenticato”. E’ un colpo basso, anche se non sferrato di proposito. “Credi che dimenticherei una cosa del genere?”
Allora Vera comincia il racconto. Davanti una macchina da presa diretta da Gali e Rafael. Le immagini devono catturare quei momenti, quel lungo viaggio a ritroso nella memoria e nei ricordi più duri e mai detti.

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“Quando arrivi, chiama”: la vita cambia in un giorno

Giulia Siena
PARMA
Anna Mittone, scrittrice e sceneggiatrice per la televisione, torna alla narrativa con Quando arrivi, chiama (pubblicato lo scorso giugno da Mondadori). Il romanzo si incentra sulla figura di una donna, Silvia, che all’improvviso deve fare i conti con l’imprevisto; e mentre tutto potrebbe andare distrutto vive la passione e lo struggimento, il dolore della fine e il dolce sapore di qualcosa che comincia.

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Mondadori: “L’età ridicola” in cui si è dato tutto, detto tanto, fatto il necessario

Giulia Siena
PARMA – L’età ridicola è un’età svuotata di senso. L’età ridicola è quella condizione di disillusione e stallo che vive l’anziano mentre aspetta che qualcosa succeda. L’età ridicola poiché si è dato tutto, detto tanto, fatto il necessario. L’età ridicola è il romanzo di Margherita Giacobino pubblicato da Mondadori.

La vecchia protagonista di questo libro non ha un nome; vive in un grande appartamento nel centro di Torino, in quelle mura dove è intrappolato il proprio presente e dove è custodito l’amore passato, ma mai concluso, per Nora. In quelle stanze, che custodiscono ancora il profumo e i vestiti dell’amata, ha vissuto un amore immenso per un’altra donna, la sua donna. Ora, in quelle stanze, accudisce il vecchio gatto Veleno e osserva muoversi un’estranea a suo servizio, Gabriela. Per la vecchia ormai la vita è tutta lì, se non fosse per Malvina, l’amica di sempre con la quale si trascina fino in pasticceria a placare la golosità dell’una e il bisogno di compagnia dell’altra; ma la vecchia è un po’ che ci pensa: forse dovrebbe proporre a Malvina di andare a vivere da lei, c’è Gabriela che potrebbe fronteggiare la continua e sempre maggiore sbadataggine dell’amica e sopperire alle carenze dell’una o dell’altra. Già, dovrà dirglielo a Malvina, così quella povera anima potrà tenersi al riparo dalle grinfie del nipote interessato solo all’eredità e non alle sorti di quella zia avvertita sempre come uno strambo problema a cui dar retta. Continua

Stefano Sgambati, con “La bambina ovunque” c’è la nascita di un padre

Giulia Siena
PARMA – La bambina ovunque: nei giorni tutti uguali, nella monotematicità dei discorsi, nelle ansie di una vita appena nata, nelle serate in casa e nei sorrisi di quella gioia troppo grande. Prima di essere “la bambina ovunque” un figlio è un sogno, un pensiero, una speranza e alle volte ci si chiede se si possa essere portati ad accudire e crescere una creatura, a educarla e condurla nel mondo. Ma Stefano Sgambati nel suo romanzo La bambina ovunque (Mondadori) non vuole raccontare solo questo; il punto di vista dell’autore è quello di un padre che analizza l’emotività di tutti i personaggi coinvolti sulla scena di una nuova famiglia che cresce. Un personaggio nuovo, in questa querelle tra attese e gioia straripante, è quella del padre. Il padre è sempre in ombra, il padre non è la madre, non ha il suo corpo invaso e modificato, non subisce le nausee e i dolori, non si sveglia nel cuore della notte per correre in bagno. Al padre non si rivolgono tante domande, se non le solite: come va, come si sente, quanto manca.
Eppure il padre nasce con il suo stesso figlio, ma le proprie perplessità si preannunciano per tempo. Quello di Stefano Sgambati in La bambina ovunque è il tentativo – riuscito – di dare forma alla sua emozione e trovare un riparo per il senso di inadeguatezza e per quelle ansie, le lunghe attese. Continua

“Il tortellino muore nel brodo”, un noir dallo sguardo gastronomico

Giulia Siena
PARMA “Mi dispiace davvero, ma ci sono cose nella vita che si possono avere e altre no. Il tortellino al pomodoro proprio no. Il tortellino muore nel brodo”. La presa di posizione di Emilio Zucchini nelle prime pagine di questo libro dovrebbe metterci sulla buona strada, da questa affermazione dovremmo già capire diverse cose: Il tortellino muore nel brodo di Filippo Venturi (Mondadori) non è un libro di cucina, ma un romanzo, ed Emilio Zucchini non è un ristoratore qualsiasi. Zucchini, per tutti Zucca, ha uno sguardo attento e ironico, è perspicace ed è uno scapolo incallito che ama vivere tra i tavoli della sua trattoria e“la trattoria è ancora uno di quei luoghi che probabilmente non salveranno il mondo, ma di sicuro possono rendere migliore una giornata, o perlomeno un paio d’ore […] E la trattoria di Emilio è proprio questo: una scatola piena di ricordi e di antichi sapori a cui lui cerca di dare quotidianamente vita”. In un giorno qualsiasi, mentre è alle prese con le tagliatelle e il ragù – sono pochissimi i piatti che si diletta a cucinare prima di accogliere i clienti – fuori dal suo locale succede qualcosa che sconvolgerà la vita di diverse persone. Continua