Editori: letteratura in continuo movimento

Intervista 8tto Edizioni, viaggio a caccia di nuove voci

Giulia Siena
MILANO
– Alla ricerca di storie vicine o lontanissime che esprimano tutta la dinamicità della letteratura. Questo è uno degli obiettivi fondanti di 8tto Edizioni, giovanissima casa editrice milanese nata dall’esperienza di Alessandra Barbero, Cristina Cigognini, Manola Mendolicchio e Benedetta Vassallo. Abbiamo intervistato le fondatrici (nell’immagine in basso) per conoscere meglio il loro viaggio editoriale.

8tto Edizioni è il risultato dell’esperienza e della passione di quattro donne: come nasce il vostro progetto?
Nasce lontano: tutte e quattro abbiamo lavorato per molti anni in una grande realtà editoriale, ma come è ovvio non sempre le nostre scelte collimavano con i piani della società e dunque spesso ci ritrovavamo a dire che un giorno quegli stessi libri scartati sarebbero potuti rientrare in una nostra casa editrice. Ovviamente non abbiamo attinto a quei titoli per il nostro programma, ma quando ci siamo rese conto che eravamo pronte sia da un punto di vista professionale sia da un punto di vista umano abbiamo deciso di spiccare il salto: prima seguendo dei corsi specifici su che cosa vuol dire aprire e gestire una casa editrice, poi studiando sin nei più piccoli dettagli la confezione del libro, cosa per noi importante quanto il contenuto. Inoltre abbiamo dovuto acquisire, e in realtà lo stiamo ancora facendo, tutta una serie di competenze che non rientravano nella nostra cerchia di qualifiche professionali – organizzazione e gestione della logistica, gestione stampatore, area amministrativa, solo per citarne alcune, ma questo non ci ha impedito di perseverare e di portare avanti il nostro sogno.

8, simbolo dell’infinito, compare sia nel vostro nome, sia nel vostro logo: come mai questa scelta?
Siamo delle viaggiatrici nel corpo e nella mente, e per tutte leggere e perdersi nelle storie ha sempre coinciso con l’immaginare la lettura come un viaggio. 8 significa poter partire da un punto e ritornare allo stesso cambiati oppure no, ma pronti a ripartire, instancabili,
all’infinito. Il numero 8, inoltre, per essere disegnato non ha bisogno che la penna si stacchi dal foglio; anche questo ci porta a un discorso narrativo che non ha bisogno di interruzioni, che se vuoi ti può risucchiare e condurre nelle infinite diramazioni che un libro ha insite in sé a seconda di chi lo legge. Per ultimo, poi, lasciateci ringraziare il nostro super grafico Raffaele Anello, che ha creduto nel nostro progetto e ha realizzato per noi il
bellissimo logo, l’immagine coordinata e tutte le copertine di 8tto, che sino a ora hanno riscosso un notevole successo.

Ad oggi come si presenta la vostra linea editoriale?
Siamo state attente a bilanciare tutti gli elementi distintivi di 8tto come le dosi di una ricetta: una spruzzata di racconti, con la raccolta di Clare Fisher Da dove entra la luce, un innesto di letteratura sperimentale – la reality novel Talk! di Linda Rosenkrantz – adagiata sul letto gotico della novella breve Sulla chaise-longue di Marghanita Laski, il tutto condito da un pizzico di sogno americano, ovvero Lillian Boxfish si fa un giro di Kathleen Rooney.
A settembre pubblicheremo il romanzo della nostra prima quota azzurra: Samuel Fisher, scrittore, editore e libraio indipendente. Un’altra sfida!

A poco più di un anno dalla vostra nascita, sapete già dire quali siano le sfide che deve affrontare oggi un piccolo editore in Italia?
Eravamo consapevoli delle difficoltà di fare editoria in Italia, soprattutto per un piccolo editore, ma entrare direttamente nel processo ce le ha fatte toccare con mano. La filiera è complessa e tuttavia appannaggio di pochi player che la monopolizzano, dettando le regole del gioco che spesso sono proibitive per chi è piccolo e ha pochi mezzi. I lettori, rispetto ad altri paesi, sono pochi, ma le novità sono moltissime e trovare spazio e visibilità è difficile. Indispensabile allora è avere un’identità forte, riconoscibile e prendersi cura dei lettori andandoseli a cercare, per così dire, a uno a uno, coltivandoli, fidelizzandoli tramite un rapporto quasi diretto grazie ai social media, senza dimenticare l’interazione stretta e continua con le librerie indipendenti.

La letteratura anglofona è il fulcro delle scelte editoriali di 8tto: come scegliete i manoscritti da pubblicare, quali sono le tematiche che più vi coinvolgono?
Le tematiche che ci interessano sono l’identità, il viaggio inteso come scoperta sia geografica/topografica che interiore, quindi in senso più ampio il cambiamento, che è poi la base di ogni storia, in un modo o in un altro. In letteratura spesso le tematiche si manifestano in maniera sfumata ma comunque efficace. La tematica però non è sufficiente a farci propendere per un libro, deve avere anche delle “stranezze” a livello stilistico, oppure nella caratterizzazione dei personaggi o nella struttura della storia, per esempio. E poi vorremmo dedicare ampio spazio ai racconti, che in Italia non hanno un grande seguito, ma che invece meriterebbero una maggiore attenzione. La ricerca che facciamo sul campo, nelle librerie inglesi, e in particolare di Londra, ci aiuta molto in questo tipo di selezione, perché un libraio ha una motivazione diversa da quella di un agente e i consigli sono davvero mirati. Ovviamente ci serviamo anche di agenti letterari e ci rivolgiamo alle case editrici indipendenti britanniche che ci hanno conquistato.

Sempre meno libri venduti, sempre più libri proposti; come si “combatte” questa continua contraddizione del mondo editoriale italiano?
E’ uno dei principali problemi dell’editoria in Italia. La rincorsa alla novità come panacea di tutti i mali, che rende i libri un prodotto a tempo, da acquistare e consumare in fretta, per fare spazio ad altro. Noi abbiamo scelto, al contrario, di uscire con pochi, pochissimi titoli l’anno, proprio perché crediamo nell’idea che ogni libro proposto meriti di avere i giusti tempi e la giusta attenzione, perché i libri non “scadono”. E forse la pandemia, con lo stop forzato di tutta la filiera e la cancellazione di molte novità, potrebbe essere un’occasione unica per riflettere su questa realtà sempre più insostenibile e per orientarsi su scelte differenti, soprattutto da parte degli editori medio-grandi.

Quali sono i tre titoli del vostro catalogo che consigliate di leggere per questa estate 2020?
Ma perché lasciarne fuori solo uno, poverino? Noi li raccomandiamo tutti e quattro!

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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