Interviste: Kublai, Libri Cibi e Incontri, il luogo che mette in relazioni parole e persone

Giulia Siena
LUCERA
– In questo spazio di libri le presentazioni avvengono su dei gradini, alle spalle di una vetrina e al cospetto di una sala da caffè con tanti scaffali e, di solito, moltissima gente. Alle volte si esce dalle stanze e si parla all’aperto. I lettori e i curiosi arrivano per ascoltare autori e romanzieri, critici e attori provenienti da tutta Italia e giunti in quest’angolo di Puglia per disquisire di libri con la naturalezza che evoca questo luogo. Kublai, Libri Cibi e Incontri  (Via A. Gramsci, 27) da due anni sovverte quelle logiche che volevano tacitamente i luoghi culturali più importanti come prerogativa dei grandi centri metropolitani. Kublai, invece, cambia le silenti regole dell’editoria, crea vitalità e confronto, porta gli autori al contatto diretto con la gente, lontano dai salotti più conosciuti e fuori dalle solite rotte.

Kublai, Libri Cibi e Incontri è una “libreria con ristoro”, un luogo metropolitano in una città di provincia. Come nasce questa storia?
Il nome Kublai – racconta Marco – rimanda a “Le città invisibili” di Calvino, Kublai è l’alter ego di Marco Polo e si appassiona al suo impero solo attraverso il racconto del viaggiatore. Da qui l’idea di creare un luogo di relazione, un posto che può essere utile solo in relazione a qualcun’altro perché nessuno basta a sé stesso. L’unico modo per stare bene è  appassionarsi a sé e alle cose a partire dal racconto degli altri.
Così Kublai, Libri Cibi e Incontri nasce nel giugno 2015 ed è una avventura particolarissima nella quale Marco Esposito, Pasquale Monaco e Raffaele Checchia hanno voluto investire. Kublai è il risultato dell’unione di desideri, progetti e motivazioni di tre persone con percorsi differenti che hanno puntato a creare un’attività che lasciasse il segno nella vita quotidiana della comunità. Quello che è nato è un lavoro faticoso che porta, però, frutti molto belli.

Dal progetto iniziale e in questi due anni Kublai è cresciuta molto, tanto da diventare un importante luogo di incontro e confronto di rilevanti autori del panorama nazionale. Come sono cambiate le cose?
La libreria deve essere un posto vivo – ribadisce Marco – un libraio oggi non può pensare di aprire la porta e di ritrovarsi, quasi magicamente, gente che compra i libri; la vendita è solamente la parte conclusiva ci un lavoro di condivisione tra autori, librai e lettori. Noi volevamo che Kublai fosse principalmente un posto vitale dove incontrarsi e mettere in campo le proprie idee; il lavoro di ricerca sui libri da proporre, il confronto con gli autori e le case editrici, la nostra curiosità e quella dei lettori ha portato, poi, a formulare eventi, incontri e attività con scrittori (un centinaio circa, dall’apertura) che seguissero una proposta, una logica ben definita.

Qual è il valore aggiunto che una libreria indipendente fornisce alla città?
Le librerie indipendenti sono una importante risorsa per la città quando generano riflessione e confronto nella comunità. Noi vogliamo stimolare verso il dibattito pubblico e attuarlo attraverso la consapevolezza dei cittadini, attraverso i gesti quotidiani all’interno della città. Siamo in un periodo in cui la discussione seria e pacata ha perso la sua utilità; vogliamo riprenderla e pensiamo che i libri possano aiutare il cammino su questa strada.

Ampia la proposta editoriale contenuta in queste mura; come scegliete i libri da proporre?
Cerchiamo di avere tutto quello che ci piace avere rispettando i lettori e i loro gusti. Nella nostra proposta ci sono anche tanti editori indipendenti con i quali abbiamo rapporti diretti e di cui stimiamo le scelte e il lavoro; sono loro a nostro avviso, infatti, coloro che pubblicano alcune delle cose migliori che sono in Italia, soprattutto parlando di letteratura straniera.

Quali libri portare in vacanza?
Sicuramente da leggere il nuovo libro di Annie Ernaux, “Memorie di una ragazza” (L’Orma Editore), “Cielo rosso al mattino” di Paul Lynch e “Citizen. Una lirica americana” di Claudia Rankine (entrambi 66th and 2nd). Da non lasciarsi sfuggire – aggiunge Pasquale – “Umami” di Laia Jufresa (SUR) e “Requiem per un’ombra” di Laura Toffanello e Mario Pistacchio (66th and 2nd).

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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