L’autodeterminazione che ci rende felici.

Giulio Gasperini
AOSTA – È arrivata, edita da Officina Milena, nella collana Milena Rainbow, la nuova graphic novel di Alessandro Coppola, illustratore di libri per l’infanzia e per giovani adulti, che si firma ACquolina, per sottolineare questo suo nuovo lavoro, Farti crescere la barba non farà di te un uomo, realizzato nelle vesti di fumettista. Questa narrazione è un’indagine, delicata e soffusa, di un’interiorità, una soggettività che cerca di affermarsi nonostante le opinioni altrui, i pregiudizi, le offese e le violenze.

Partendo da una celebre frasi di Judy Garland, “Sii la versione originale di te stesso e non la brutta copia di qualcun altro”, la ricerca del protagonista della graphic novel si squaderna nel confronto con sé stesso e con l’alterità, che circonda e spesso costringe, definisce ed esilia sulla base di difformità rispetto a una presunta norma.

L’osservazione del mondo, la contemplazione del dentro e del fuori, accompagna nell’analisi, nell’esplorazione di sé stessi e del proprio vivere, sondando le mancanze e le necessità, trasformando i bisogni in rivendicazioni ed esigenze indispensabili e non contrattabili. Questo fumetto di ACquolina, tutto in bianco e nero, parte dalla provocazione di un titolo che pare condanna, umiliazione suprema, ma che viene usato come strumento opposto, come possibilità di scardinare il punto di vista denigratorio ed escludente, per farsi invece slogan di pretesa, anche politica.

Parte tutto da qua, dall’autodeterminazione, dalla volontà di affermarsi rispetto a sé stessi e basta, senza nessuna interferenza né condizionamento dell’esterno, che sia il vicino di panchina alle istituzione più secolari. Osservando, guardandosi attorno, si afferma la necessità della propria deliberazione, in un mondo nel quale accade di tutto e tutto può accadere, senza limiti alcuni.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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