Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.

Libere e sovrane, le donne della Costituzione

Settenove: la parità dei diritti

Giulio Gasperini
AOSTA – Ventuno furono le donne elette all’Assemblea costituente, che redisse la nostra meravigliosa Carta Costituzionale; ventuno donne e cinquecentotrentacinque uomini. Ma fu solo nel 1946 che le donne votarono, per la prima volta. Libere e sovrane di Settenove dedica a ognuna di loro una narrazione biografica, raccontandoci, attraverso i testi di Micol Cossali, Giulia Mirandola, Mara Rossi, Novella Volani e le illustrazioni di Michela Nanut, chi furono e cosa fecero queste donne costituenti, che lavorarono indefessamente per affermare e garantire la parità di diritti tra uomini e donne.

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Mina è per sempre: fenomenologia di un’icona.

Giulio Gasperini

AOSTA – Mina è un’icona: questo è un assioma, non c’è bisogno di dimostrazioni. La sua voce, unica e irripetibile, la sua classe, l’espressività, la forza intepretativa, il dono di saper essere icona senza volerlo essere, la capacità di reinventarsi e di osare (senza paura né timore): sono tutti aspetti che caratterizzano Mina e la sua carriera; la donna Mina e la cantante Mina, che lei ha deciso di smarcare così crudemente, ritirandosi dalle scene nel 1978, all’apice della carriera, dopo vent’anni di dominio incontrastato, anche degli spazi, televisivi e non solo. Il testo di Aldo Dalla Vecchia, Mina per neofiti, edito da Graphe.it Edizioni, è un tuffo, come recita il sottotitolo, nella vita, nella voce, nell’arte di una fuoriclasse.

È un tuffo corto, succinto; uno sguardo gettato brevemente su ottant’anni di storia personale che si è stretta, per lungo tempo (e continua anche adesso), a stringersi alla storia più nazional-popolare, quella di un’Italia che con le canzoni e la voce e il corpo di Mina è diventato adulta e continua ad ascoltarla, a pretenderla, ad aspettarla da molti anni. La vita e la carriera di Mina non possono essere condensate sufficientemente in queste poche pagine di narrazione leggera e soffice, che ha tuttavia il vantaggio di essere un sapida e gustosa esplorazione, stuzzicante nella voglia che lascia di approfondire, sia la conoscenza che l’ascolto.

Si parte dalla nascita, già avvolta nel mistero, per arrivare agli ultimi album pubblicati dalla cantante, passando per l’esperienza di Baby Gate e dei Caroselli, dei concerti alla Bussola di Marina di Pietrasanta, da Canzonissima a Mille luci, programmi record di ascolti e qualità, per finire alla decisione del ritiro, nel 1978 con i concerti a Bussoladomani e il video di “Ancora ancora ancora”, fino alla ri-apparizione di Mina in Studio del 30 marzo 2001, quando Mina si mostrò online nell’esecuzione di alcune canzoni, tra le quali “Oggi sono io” di Alex Britti: 250.000 persone assistettero all’evento ma i tentativi di connessione furono ben 15 milioni!

Si ripercorrono i tanti duetti che hanno costellato la carriera di Mina, le canzoni che lei ha reso immortali (come La canzone di Marinella, che lanciò Fabrizio De André), ma anche le altre esperienze che hanno reso grande il mito di Mina: le conduzioni radiofoniche e soprattutto la sua attività giornalistica, che l’ha fatta conoscere per una penna ironica e graffiante, profonda ed elegante. Celebri le sue rubriche su La Stampa, dove per più di dieci anni, dal 2000 al 2011, firmò gli editoriali del sabato mattina, e la sua deliziosa rubrica su Vanity Fair, C’è Mina per voi, nella quale rispose, dal 2003 al 2015, alle lettere di numerse persone e fan. 

Mina è leggenda; indiscutibilmente. Un’artista che ha fatto sognare milioni di persone, che ci ha regalato canzonette, come lei ama definirle, irrinunciabili e imprescindibili, una cantante che avrebbe potuto anche tentare la carriera operistica, ma che decise di percorrere altre strade, mai banali né scontate, andando dal pop più estremo, al rock’n’roll, alla bossanova brasiliana, alla sperimentazione elettronica, alla musica sacra (con Dalla Terra) a squisite (e scandalose, per i cultori del genere) incursioni nel melodramma (Sulla tua bocca lo dirò). Mina c’è, anche con la sua assenza: in poche, pochissime, forse nessuna, si possono permettere tanto. E questo testo, breve e squisito, è l’anticamera migliore per cercare di gettare uno sguardo sulla sua stanza tutta per sé.

Fenomenologia delle lacrime per immagini e poesia.

Fatatrac: Perché piangiamo?

Giulio Gasperini
AOSTA – Lo disse bene Karen Blixen: “La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare”; concetto alto e profondamente complesso, difficile da spiegare e narrare, pur nell’apparente banalità. Il magnifico libro illustrato Perché piangiamo?, edito in Italia da Fatatrac, è uno strumento preziosissimo per parlare e indagare, tra immagini e poesia, la fenomenologia delle lacrime. Con il testo di Fran Pintadera e le illustrazioni di Ana Sender, il libro è un incredibile immersione nella radice stessa delle lacrime, un percorso di consapevolezza e coscientizzazione che rompe tabù e pregiudizi sull’essenza stessa del piangere, sul ruolo che le lacrime hanno, sulla loro specifica funzione di correlativo oggettivo.

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La prima volta fu rivolta, da Stonewall all’oggi.

Giulio Gasperini
AOSTA – La prima volta, a Stonewall, fu rivolta. 51 anni fa, dal 28 giugno al 3 luglio, i clienti del bar Stonewall Inn, nel Greenwich Village, si scontrarono con la polizia di New York, dando origine, tra cronaca e leggenda, al movimento di affermazione della comunità LGBT+ contro le vessazioni, le violenze, le violazioni dei diritti, in nome di un’affermazione che fosse anche rivendicazione e richiesta di rispetto e riconocimento. Il movimento LGBT+ è giovane, dunque, ma molto agguerrito e incisivo. Il saggio Stonewall. Memoria e futuro di una rivolta, curato da Yuri Guaiana e Francesco Lepore, ed edito da Villaggio Maori Edizioni, ripercorre la narrazione di quel leggendario inizio e analizza il progresso del movimento LGBT+ in varie parti del mondo, anche in nazioni dove si sta appena affermando, per finire con uno sguardo distopico sul futuro più o meno prossimo, ipotizzando uno scenario che potrebbe essere plausibile per le lotte e le rivendicazioni.

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Edizioni Clichy: miti e mitologie selezionati e illustrati da Jul & Charles Pépin

50 sfumatura di greco dall’antichità a oggi.

Giulio Gasperini
AOSTA – L’umanità cresce assieme e grazie alle sue narrazioni; che spesso squadernano nel versante metafisico, popolando il proprio mondo di dèi ed eroi che sono la sublimazione di pregi e difetti, la croce e la delizia dell’essere uomini e donne mortali. La mitologia greca è un esempio sublime di questa ricchezza narrativa: gli dèi e gli eroi differiscono poco dall’umanità, se non per alcuni tratti esagerati e portati all’estremo della potenza (ma anche dell’inaffidabilità). Le Edizioni Clichy hanno da poco pubblicato 50 sfumature di greco, un’enciclopedia – come recita il sottotitolo – di miti e mitologie accuratamente selezionati e illustrati da Jul & Charles Pépin.

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La voce poetica di un uomo felice.

Giulio Gasperini
AOSTA – Uno straordinario regalo, quello che fa Del Vecchio Editore, pubblicando per la prima volta in Italia la raccolta del poeta cinese Hai Zi, Un uomo felice, curata e tradotta da Francesco De Luca. È un’esperienza straordinaria precipitare nella poesia e nella lingua di uno dei maggiori poeti contemporanei cinesi, sconosciuto in Italia, dalla vita travagliata ma dalla materia poetica potente e concreta, come creta sotto le mani. Il viaggio in queste poesie è una sperimentazione sensoriale e linguistica nuova e stra-ordinaria.

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La lingua rigogliosa di Verdinois nei suoi profili intellettuali.

Giulio Gasperini
AOSTA – I Profili letterari e ricordi giornalistici di Federigo Verdinois, editi da Felice Le Monner Editore, nel 1949, sono una divertente e divertita galleria di ritratti di eccellenti personalità del mondo letterario e giornalistico dell’Italia del primo Novecento. Ci si possono ritrovare nomi illustri e famosi, presentati in una prospettiva più umana e diretta, rispetto alla mediazione delle loro opere. C’è la storia della cultura italiana, in questo testo così prezioso e particolare: una narrazione appassionante e nutriente. Potentissimi i ritratti di Antonio Ranieri, tutto condotto sul filo di una narrativa poetica, e quello di Matilde Serao, realizzato attraverso l’intelligente espediente del dialogo.

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Come si osa con le parole (significato e significante)

Giulio Gasperini
AOSTA – Il testo di Tiziano Maffescioni, Le sinapsi preferiscono la pepsi, edito da Edizioni del Mosaico, è un esempio illuminato e illuminante di come ci si possa divertire con il significato e il significante delle parole. Attraverso un’impostazione grafica accattivante e coinvolgente, il libro si squaderna in due parti, diverse seppur cooperanti e armoniche. Nella prima parte, una mitragliata di motti ed epigrammi che ci stupiscono e ci sconvolgono, ci lasciano senza fiato e sul limite dell’incomprensione, perché alienanti. Le parole sono compromesse nel loro significato abituale e sono condotte al limite dell’abuso, in un gioco estremamente incalzante di risignificazione.

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Un reportage narrativo dalla Cina che “ha perso la testa”

Giulio Gasperini
AOSTA – Albert Londres è il prototipo del reportagista narrativo. Figura forse poco nota, in Italia, è stato indubbiamente uno dei principi della narrazione giornalistica, da ogni parte del mondo, con uno stile particolare e inconfodibile. ObarraO Edizioni, in questi giorni in cui viaggiare è totalmente precluso, dà alle stampe La Cina nel caos, un libro edito nel 1925.

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L’umanità per tutti nelle fiabe di tutti

Giulio Gasperini
AOSTA – Ismail e il grande coccodrillo del mare, scritto da Costanza Savini e edito da Euno Edizioni, è un’opera piccola, per dimensioni, ma smisurata per profondità e respiro. Erroneamente, si potrebbe classificare come un racconto lungo per ragazzi e ragazze, ma è molto di più, perché squaderna una potenza immaginifica (e salvifica) che non si contiene in termini di età.

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