Un abbraccio che spezza la rabbia.

Giulio Gasperini
AOSTA – Fame di pelle, è stata definita da qualcuno: quella mancanza straziante del corpo, del contatto, dell’abbraccio che il distanziamento fisico ci sta facendo provare, in questa epoca pandemica. I corpi mancano, nella loro fisicità. Il libro di Fifi Kuo, edito da Edizioni Clichy, ci racconta L’abbraccio magico, ovvero ciò che può curare un semplice abbraccio.

Il testo, coi suoi disegni, e con le sue parole essenziali, ci racconta una storia che parte da un sentimento naturale quanto complesso: la rabbia. Cosa ci accade quando ci arrabbiamo? La rabbia è un sentimento a spirale, che accelera veloce verso un’autodistruzione, una combustione interna e un’esplosione devastante. È tanto feroce quanto consueta: a tutte e tutti capita, inevitabilmente, di averci a che fare; anche ai bambini e le bambine.

Cosa si può fare, quando non è possibile gestirla e rintuzzarla? Si possono fare tante cose, senza lasciarsi abbandonare al suo influsso e alla sua azione. Il rimedio più naturale e più magico è un abbraccio: un gesto di cura che scioglie ogni resistenza, che ci disarma e ci lascia finalmente riposare, dimentichi di tutto quello che di brutto abbiamo attraversato e che ha rischiato di annientarci.

Nonostante sia un libro per bambine e bambini, come sempre, questo testo diventa esemplare anche per gli adulti, perché ha la potenza delle parole che si miscela a quello delle immagini, in un duetto potente e tellurico. I sentimenti sono comuni, non conoscono età: e anche i libri hanno questo potere. Le parole giuste, anche se essenziali, i disegni colorati e prioritari, creano una narrazione che diventa visione, nuovo orizzonte, strumento per la cura e la guarigione.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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