“Le ragioni del NO”: il dibattito sul referendum costituzionale arriva in libreria

le-ragioni-del-no_altraeconomiaMILANO – L’atteso dibattito sul referendum costituzionale arriva in libreria. Esce, pubblicato da Altraeconomia edizioni, Le ragioni del NO, il libro, curato da Duccio Facchini, che raccoglie un elenco dei 50 principali motivi per votare “no”, corredati dalla autorevoli opinioni di illustri costituzionalisti e giuristi, tra cui Luigi Ferrajoli, Lorenza Carlassare, Felice Besostri, Vittorio Angiolini e Alessandro Pace. Un piccolo libro tascabile (96 pagine), low cost (4 euro il prezzo di copertina, 1,99 per l’edizione digitale) e “popolare” (pubblicato grazie a un crowdfunding), per dire “no”, a ragion veduta.
 “Le ragioni del NO. Guida al voto per il referendum costituzionale è un libro pratico” – spiega l’editore, che ne ha inviato una copia all’ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma, dopo che le dichiarazioni dell’ambasciatore John Phillips hanno rivelato una conoscenza sommaria della materia.

L’obiettivo di questo pamphlet è, infatti, quello di rendere comprensibile a tutti un tema complesso e spiegare in modo chiaro, sintetico e completo i contenuti della “riforma” costituzionale evidenziando quali siano i rischi per la democrazia e la sovranità popolare (anche legati al sistema elettorale previsto dall'”Italicum“) e quali gli altri problemi, giuridici e sostanziali, che la riforma porta con sé.
Uno strumento utile non solo per i singoli cittadini, ma anche per i “comitati per il NO”, per le associazioni e i gruppi che vogliono diffondere un’informazione chiara e articolata sul tema.

Le ragioni del NO spiega che cos’è e da dove trae origine la “riforma costituzionale”; illustra e critica -articolo per articolo- il DDL Boschi, affrontando dal punto di vista giuridico, politico e valoriale le più spinose questioni, tra cui: la nascita di un Senato di non eletti che non rappresenta né i cittadini né i territori, la complessità dei nuovi procedimenti legislativi, gli ostacoli posti alla partecipazione popolare, e soprattutto il “combinato disposto” con la legge elettorale Italicum, che permetterebbe a un partito (e a un “capo della forza politica”) di governare pur rappresentando solo una minoranza degli elettori. Un disegno di legge costituzionale che non solo modifica la natura e l’operato del Senato della Repubblica, ma stravolge la Carta Cost ituzionale (47 articoli su 139). In appendice materiali per approfondire e contatti utili.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *