Una Fiaba per ASROO: “La casa di Nora” tra i partecipanti al Concorso Letterario Nazionale “IL DONO”

ROSARIA MARCANTONIO
La casa di Nora – C’era una volta Nora e la sua casa. Nora era una vecchina buona e la sua casa, la Casa dei Cuori. Chiunque fosse privo di cuore, poteva andare da Nora e chiederne uno. E Nora con grande gioia sceglieva il cuore più adatto a ogni avventore. Del resto si sa, non tutti i cuori sono uguali. Ognuno ha bisogno del cuore giusto. Del suo cuore. Non di un altro. A una mamma ad esempio serve un cuore grande, a un papà un cuore forte, a un medico un cuore generoso, a un giudice un cuore giusto, a una maestra un cuore paziente e così via dicendo. A ognuno il proprio. E Nora non sbagliava mai. Mai aveva assegnato per errore un cuore duro a una sposa novella oppure un cuore allegro a un vecchio avaro. Quando arrivavano alla sua porta in cerca di un cuore, le bastava guardarli negli occhi per intuire quale fosse quello giusto. Soltanto una volta aveva esitato: si trattava di sua figlia Lisette. Si sa che il giudizio di una mamma è obbiettivo fino a un certo punto: una mamma sa, conosce i propri figli, ma a volte si impone di guardare altrove. Il petto di Lisette non poteva ospitare un cuore gentile eppure Nora, non volendo dare a sua figlia il cuore malvagio che meritava, le diede un cuore gentile. Il risultato fu terribile. Lisette, la cui indole malvagia non tollerava tanta profusione di gentilezza, impazzì. In preda a una continua irrequietezza, di giorno vagava per le strade di campagna percuotendosi e strappandosi i capelli, di notte saliva sulla quercia che divideva il contado dalle vie del paese e ululava instancabilmente, senza tregua, verso la Casa dei Cuori. Nora dovette capacitarsi e dare il cuore giusto a sua figlia, liberandola dalla pazzia e restituendola alla meno spaventosa perfidia.

Negli ultimi tempi Nora era preoccupata per un altro motivo: stava aumentando il numero dei Senza Cuore, di quelle persone che pur non avendo un cuore non si rivolgevano a lei, anzi erano ben contenti di vivere senza. Aveva notato che da quando i Senza Cuore stavano aumentando, i colori del paese e della campagna circostante stavano perdendo di intensità: tutto intorno a lei sembrava offuscato da un velo di nebbia. La preoccupazione di Nora era tale che un giorno decise di rivolgersi al gran dispensatore di cuori, il Cuore Supremo, colui che la riforniva dei cuori necessari.

Dopo aver ascoltato i timori di Nora, il Cuore Supremo rispose: – Cara Nora, non possiamo fare nulla per evitare la sciagura dell’invasione dei Senza Cuore e di un mondo privo di sentimenti, buoni o cattivi che siano. Insieme ai sentimenti e alle passioni, si affievoliranno piano piano anche i colori di cui sono l’espressione e con cui è stato dipinto il nostro mondo. A poco a poco, senza neanche accorgersene, gli uomini si troveranno in un mondo grigio, dentro e fuori. Non saranno più capaci di essere felici, allegri, emozionati, ma neanche tristi, arrabbiati o nervosi. Riusciranno soltanto a essere immobili e, cosa ancor più spaventosa, indifferenti.-

Nora, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio, alla parola “indifferenti” interrompe il Cuore Supremo per chiederne il significato. Non le era mai capitato di trovarsi di fronte a gente indifferente. Indifferenti! Come si può essere indifferenti? Una reazione ci vuole! Come si fa a rimanere indifferenti se la mamma ci abbraccia, se il papà ci fa un complimento, se la biondina con gli occhi azzurri ci fa un sorriso? Come si fa a rimanere indifferenti se la mamma ci sgrida per il disordine della nostra camera, se il papà si arrabbia per il nostro brutto voto, se la biondina con gli occhi azzurri sorride al nostro migliore amico? Non è possibile! Una reazione ci vuole!

-Deve esserci un rimedio! – risponde Nora – Non possiamo arrenderci a un destino di automi senza sentimenti e a un mondo privo di colori. –

Il Cuore Supremo esita prima di rispondere. Poi sospira e dice: – In verità ci sarebbe un modo per fermare l’invasione dei Senza Cuore, ma è difficile da realizzare. –
Nora, speranzosa, chiede al Cuore Supremo di continuare.

-Un’antica profezia annunciava l’invasione di un esercito di Senza Cuore. Da loro non c’è da temere cattiverie o malefatti tangibili. I Senza Cuore colpiscono con l’indifferenza, con l’assenza assoluta di sentimenti, sia buoni che cattivi. L’indifferenza dei Senza Cuore paralizza tutti gli esseri viventi, non solo gli uomini, ma anche gli animali che diventano meno giocherelloni e meno vivaci, e le piante che, non essendoci più i colori, smettono di fiorire. Intorno tutto è grigio.- dice il Cuore Supremo

– Ma la soluzione quale sarebbe?- chiede Nora, curiosa.

– La soluzione è il Dono- risponde il Cuore Supremo. – È necessario che una persona buona rinunci al suo buon cuore per donarlo a una persona malvagia. L’influsso benefico di un dono così importante si diffonderebbe d’un tratto in tutti i Senza Cuore infondendo in loro il desiderio di averne uno e nel contempo la vitalità rinnovata si renderebbe visibile attraverso il ritorno dei colori della natura. Questo purtroppo non è facile da realizzare. Tu che sei la dispensatrice dei cuori sai benissimo che ogni cuore ha il proprio petto. A ognuno il proprio cuore. Proprio il suo. Non un altro. E sappiamo cosa è successo a Lisette. Sono rarissimi i casi di compatibilità di cuore e petto estranei. E se anche ci fosse compatibilità, difficilmente un cuore malvagio abbandonerebbe il proprio petto. Inoltre, la persona buona priva del proprio cuore si dissolverebbe all’istante, similmente al cuore malvagio.-

– Bisogna tentare! Donerò il mio cuore a Lisette – annuncia Nora senza esitare. Siamo madre e figlia. Saremo compatibili. Sono sicura che questa volta accetterà un cuore buono. Il mio cuore. –

Nora, quel giorno stesso, chiamò sua figlia nel giardino della Casa dei Cuori e, con il cuore in mano, si fece Dono. Lisette, liberatasi della malvagità, per la prima volta pianse calde lacrime che bagnarono Nora diventata polvere. In quel punto nacque una pianta sempreverde dagli splendidi fiori multicolori.

Suona il campanello della Casa dei Cuori. Lisette apre. Un corteo di Senza Cuore a gran voce chiede il proprio cuore. Proprio io suo. Non un altro. Lisette, felice, elargisce cuori, non sbagliandosi mai, dando a ognuno il cuore giusto. Non un altro.

31 ottobre 2018, ad Antonio per il suo compleanno

“La casa di Nora” di Rosaria Marcantonio
Tra i primi dieci classificati al concorso nazionale Il Dono – ASROO

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Un commento

  1. Bellissima,
    complimenti.

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