“Il vegan in cucina”: vegano senza rinunciare al sapore.

Il vegan in cucinaGiulio Gasperini
AOSTA – Si può cucinare vegan senza rinunciare al sapore. Ce lo insegna Stefano Momentè in “Il vegan in cucina”, edito da Macro Edizioni, ricettario con oltre 300 formule magiche senza l’utilizzo di carne, pesce, uova e latticini. Dura la vita del vegano: rigorosa scelta alimentare che ignora tutti i derivati animali, incluso il miele e il pane quando lavorato con lo strutto. Allora, come cucinare? Cosa inventarsi per avere il medesimo apporto di elementi nutritivi e senza dimenticarsi che mangiare è soprattutto gratificare sé stessi? Facile, con questo ricettario.
Dopo aver spiegato cosa sia la piramide vegana, Momentè comincia a illustrare i piatti, dai fondamentali ai dolci, sicuramente le portate più difficili da sostituire per chi rinuncia a uova, latte, burro. Accanto a ogni ricetta, esaustivamente descritta, uno specchietto riassuntivo con gli ingredienti, il tempo di preparazione e il livello della ricetta, così da poter sempre valutare cosa poter cucinare magari nei ritagli di tempo a cui siamo oramai condannati.
Senza indulgere in foto o eccessive spiegazioni ampollose, le ricette sono semplici ed essenziali, affrontabili anche da chi si può considerare un novello cuoco, in particolar modo nel campo vegano. Interessanti le sals e i patè e i tanti modi in cui si può cucinare il riso. Ampia attenzione è invece rivolta al seitan e al tofu, due alimenti essenziali per chi rinuncia alla carne. Un ricettario, insomma, che soddisferà la fantasia dei vegani ma che incuriosirà e premierà la fiducia dei “carnivori”, offrendo esempi di piatti gustosi e saporiti.
Un ricettario, però, che allo stesso tempo aiuta a far riflettere e a capire meglio la decisione vegan; perché non bisogna mai dimenticarsi che il veganesimo, più che una scelta alimentare, è “una scelta di vita a tutto tondo, priva di crudeltà nei confronti di noi stessi, dell’ambiente e degli animali”.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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