Babalibri: una storia divertente per scandagliare paure e fragilità

“Secondo la leggenda, un umano che viene morso da un lupo in una notte di luna piena si trasformerà a sua volta in un lupo la notte di luna piena seguente. E tutte quelle dopo, com’è ovvio che sia”. Allora la paura cresce e gli abitanti della landa si trincerano in casa e mettono al sicuro tutto ciò che possono; non è detto, però, che vada tutto bene: alcuni bambini possono essere comunque morsi dal lupo e quindi dovranno essere abbandonati nel Bosco Mannaro.
Terribile? Sì, ma l’unico modo per sopravvivere alle trasformazioni in una creatura incontrollabile. I bambini però non sono soli, vengono presi da un lupo grigio e portati nella scuola dei “mini mannari”.
Comincia così il libro di Julien Hervieux e Juliette Lagrange (traduzione di Giorgia Arnaldi) pubblicato in queste settimane da Babalibri nella collana Superbaba. La scuola dei mini mannari è una perfetta lettura per Halloween: il mistero si mescola al buio e prende vita una miscela fatta di fifa e suspense.
La scuola si trova nel bosco, tra alberi fitti, ed è gestita da Broclan, l’enorme lupo grigio fondatore dell’istituto. Sembra che vada tutto per il meglio, che sia una scuola spaventosa all’altezza delle aspettative, dove si impara a seminare il terrore in tutte le sue forme, ma anche qui ci sono cose bruttissime e normalissime, tipo imparare le tabelline! E qui, comunque, non arrivano solo studenti provetti, morsi da cattivissimi lupi, anzi, gli ultimi a essere giunti alla scuola di Broclan sotto la maestosa quercia sono Bea, Franz e Pavel. Da bambini curiosi e timorosi si trasformano in… tre animaletti simpatici e nient’affatto spaventosi.
L’avventura di Bea, Franz e Pavel a La scuola dei mini mannari è ricca di colpi di scena, insegnamenti e momenti divertenti. Questo libro – perfetto da leggere anche ad alta voce e ideale per sviscerare tematiche importanti quali la paura, le fragilità e le apparenze – è scritto in stampatello minuscolo utilizzando il carattere ad alta leggibilità FS ME ideale per una lettura inclusiva. Che fate, non lo leggete?
