"Come rondini in volo" sul passato

Agnese Cerroni
ROMA Dopo un’adolescenza vissuta in giro per il mondo, Anna avverte la necessità di stabilirsi finalmente in un posto tutto suo, dove poter mettere radici. Il dolore causato dalla prematura perdita di entrambi i genitori l’ha resa schiva e apatica nei confronti della vita e solo una rassicurante alcova può restituirle la serenità di cui ha bisogno. Il luogo prescelto è la casa gialla, vera protagonista di “Come rondini in volo”, il romanzo di Mariapia De Conto edito da Lineadaria, dimora ora in rovina dell’antica famiglia dei Braidi. Anna ne rimane colpita a prima vista e decide di rilevarla e trasferirvisi immediatamente. La casa gialla – così è descritta e il luogo non è mai specificato – immersa nel sole tra i campi gialli di grano, trascina Anna in una dimensione senza tempo, in cui le stagioni si susseguono volubili e i giorni tutti uguali le consentono di lenire le proprie sofferenze. Qui Anna si sente finalmente al sicuro e può tornare lentamente alla routine quotidiana, coltivando la propria passione: dipingere stoffe. Ad accompagnare il viaggio della giovane Anna c’è Geltrude, la vecchia operosa governante che abitava la casa gialla anni prima prestando servizio presso i Braidi. Attraverso i racconti di Geltrude le voci delle donne della famiglia Braidi tornano a sussurrare piano piano, con discrezione. Poi sempre più con decisione rivivono i ricordi di Brigida, Emma, Donna Adele e Beatrice, le donne Braidi. Sottomesse alla tirannia degli uomini che le hanno considerate delle incubatrici, incapaci di sottrarsi efficacemente al proprio destino, sono quelle stesse donne, generazione dopo generazione a sfaldare la gerarchia maschilista e fa arrivare con prepotenza il proprio urlo fino alle nostre orecchie.
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