Intervista: Libreria Il Gorilla e L’Alligatore

ORTE – In provincia di Viterbo, in un paese con meno di diecimila abitanti, Stefania (nella foto in basso) ha voluto dare vita a un luogo che fosse animato dai libri e, attraverso essi, che una intera comunità si incontrasse e si confrontasse. Così nel 2009 si sono aperte le porte della libreria Il Gorilla e L’Alligatore, uno spazio che contiene tante diverse letture e molte esperienze.
Vediamo come è nata quest’avventura.

Cos’è e come nasce il progetto della Libreria Il Gorilla e L’Alligatore?
Il Gorilla e l’Alligatore è una libreria indipendente a carattere generalista per lettori di tutte le età e di tutti i gusti: dalla narrativa contemporanea ai grandi classici, dalla saggistica ai libri illustrati per l’infanzia. La libreria apre nell’agosto del 2009 in un piccolo locale nel borgo medievale di Orte, in provincia di Viterbo. Nasce da un’idea molto semplice: portare in un luogo di provincia, dove una libreria non era mai esistita, la vivacità e l’offerta culturale presente nei grandi centri urbani e creare una comunità di lettori ai quali offrire uno spazio fisico dove incontrarsi, parlare di romanzi e farsi consigliare le letture dalla propria libraia di fiducia.

Sono passati quasi dieci anni da quando le porte de Il Gorilla e L’Alligatore si sono aperte per accogliere i lettori; come è cambiata la libreria nel tempo? 
E’ cambiata molto, sicuramente. Nelle dimensioni e nella scelta dei libri proposti. Aprire una libreria indipendente oggi non è facile e poter offrire un assortimento adeguato è ancora più difficile e oneroso. Il primo assortimento lo scelsi con un’enorme cura e, nonostante il budget iniziale limitato, provai a regalare un’identità alla libreria. Insieme a mio marito, che mi aiuta nel tempo libero, organizzai i primi eventi. Lo spazio a disposizione era ristretto ma la gente iniziò a incuriosirsi e a partecipare. I primi anni sono stati duri e gran parte degli incassi sono stati destinati ad aumentare l’assortimento. Pian piano sono riuscita a instaurare rapporti diretti con gli editori indipendenti e con alcuni di loro posso dire che siamo cresciuti insieme. Dopo sette anni la libreria si è spostata nell’attuale sede, nel quartiere di Petignano, sempre a Orte: un locale più spazioso situato in una zona più accessibile, anche per chi ci raggiunge dai paesi limitrofi. L’assortimento a dieci anni dall’apertura è molto più ampio e variegato: maggiore offerta per bambini e ragazzi, un angolo dell’usato, uno spazio per giochi creativi e “non book” e più scaffali per accogliere gli editori indipendenti e dar loro maggiore visibilità. Organizziamo presentazioni di libri, una rassegna dedicata al genere noir, reading musicali e letture animate per i bambini, che sono diventate ormai un appuntamento fisso per molte famiglie della zona. Abbiamo anche un piccolo gruppo di lettura, i “Lettori Scatenati”, che si riunisce una volta al mese. Da luogo dedicato alla vendita, la libreria sta diventando sempre di più un luogo dove trascorrere piacevolmente il proprio tempo.

Come scegliete i libri che arricchiscono questi scaffali? Cosa proponete ai lettori?
Il primo assortimento lo scelsi seguendo in parte il mio gusto personale. C’erano i titoli che definirei “immancabili” in ogni libreria, ma a questi aggiunsi anche molti autori contemporanei che amavo o che avevano rappresentato la mia personale “educazione letteraria”. Oggi la mia scelta è orientata anche ai gusti dei miei lettori. Quando leggo la scheda di un romanzo in uscita penso già alla persona alla quale proporlo. Con una libreria indipendente bisogna prestare molta attenzione alla scelta dei titoli per non “ingolfarsi” e contenere al massimo i resi. Per questo motivo non troverete mai le pile di novità da smaltire in tre mesi ma alcuni titoli selezionati, spesso accompagnati da un mio breve commento che aiuti il lettore nella scelta.

Investire nella cultura è una sfida coraggiosa: perché scommettere sui libri?
Investire in un settore come quello dell’editoria a molti sembra un gesto tra il folle e il coraggioso. “In Italia si legge poco”, “con la cultura non si mangia”: queste sono le frasi che un aspirante libraio solitamente si sente dire. Ho sempre creduto che in un comune come Orte ci dovesse essere almeno una libreria perché portare i libri in mezzo alla gente, consentire ai bambini di vedere e toccare un libro fin da piccoli, organizzare letture animate e incontri con autori sono fattori che aiutano a far crescere nuove generazioni di lettori. Credo che si scommetta sui libri perché si crede ancora nel valore del libro come mezzo per unire e crescere come individui. Rodari scriveva: “Vorrei che tutti leggessero non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. Credo che le librerie indipendenti siano prima di tutto luoghi di libertà e per la libertà. E per questo dieci anni fa ho scelto di scommetterci.

Cosa significa essere una libreria indipendente nella provincia italiana? 
Sono nata e cresciuta in una grande città e l’incontro con la realtà della provincia italiana ha rappresentato per me una scelta di vita e un cambio radicale di molte abitudini. Fondare qui la mia libreria indipendente è stata una sfida. Come dicevo all’inizio, l’obiettivo è stato quello di non lasciare trascurate queste bellissime realtà del nostro paese. Essere una libraia indipendente in provincia significa guadagnarsi la fiducia e il rispetto della comunità, significa entrare in punta di piedi in una realtà di relazioni consolidate da decenni e far conoscere il proprio mondo. Significa diventare un punto di riferimento, una voce che consiglia, un’amica per farsi una chiacchiera. Significa lavorare molto per vincere la diffidenza e portare nuovi autori e nuovi editori. Significa spesso sentirsi anche un po’ soli, isolati da un certo mondo editoriale, ma quando si raccoglie l’affetto tangibile delle persone si comprende che essere qui con la propria libreria ha un senso.

Il libro non è solo un oggetto sullo scaffale – è una cosa che viene ripetuta spesso sui canali de Il Gorilla e L’Alligatore – qual è il valore aggiunto di un presidio culturale quale una libreria? 
Il libro è un prodotto da vendere ma non smetterò mai di dire che non è un prodotto come gli altri. Un libro è frutto di un lungo lavoro creativo e intellettuale, è un oggetto che racconta emozioni, passioni, intimità, è un prodotto che trasmette umanità e come tale va rispettato, prima di tutto dal libraio. Se fosse solo un oggetto posto sugli scaffali il mio lavoro e la mia professionalità non avrebbero senso. Le persone entrano, scelgono e pagano? Qui non è così. Qui ci sono soprattutto lettori, e non lettori, alla ricerca del romanzo giusto per loro, per il momento che stanno vivendo, per il tempo che hanno da dedicare alla lettura. Regalare loro un’esperienza d’acquisto diversa da un semplice clic su tastiera e far conoscere l’ampio panorama editoriale, composto da tanti piccoli editori indipendenti, è ciò che fa di una libreria un presidio culturale.

Tre libri da consigliare ai nostri lettori?
Domanda difficile…vi consiglio tre titoli usciti nell’ultimo anno e che dimostrano la forza e la qualità dell’editoria indipendente.
Tiffany McDaniel, Il caos da cui veniamo, Edizioni Atlantide – per la forza letteraria e la capacità di trasformare l’orrore e la violenza in immagini di pura bellezza.
Giulia Corsalini, La lettrice di Cechov, Nottetempo – per aver raccontato una storia umana di grande attualità facendo rivivere la prosa, lo stile e lo spirito di Cechov
Zivko Cingo, Grande madre acqua, Casasirio – per aver trasformato una storia dolorosa e commovente in una splendida allegoria, un sogno di libertà che dalle voci di due ragazzini diventa un grido universale. Una grande riscoperta letteraria.

Libreria Il Gorilla e L’Alligatore
via dei Calefati 13C/22
01028 Loc. Petignano – Orte (VT)
tel. 0761.403477
ORARIO APERTURA:
dalle 9 alle 13 / dalle 16:00 alle 19:30 – chiusa lunedì mattina e domenica

Informazioni su Giulia Siena

Direttore. Per gli amici: il direttore di ChrL. Pugliese del nord, si trasferisce a Roma per seguire i libri e qui rimane occupandosi di organizzazione di eventi e giornalismo declinato in modo culturale e in salsa enogastronomica. Fugge, poi, nella Food Valley dove continua a rincorrere le sue passioni. Per ChrL legge tutto ma, come qualcuno disse: "alle volte soffre un po' di razzismo culturale" perché ama in modo spasmodico il Neorealismo italiano e i libri per ragazzi. Nel 2005 fonda la rubrica di Letteratura di Chronica.it , una "vetrina critica" per la piccola e media editoria. Dopo questa esperienza e il buon successo ottenuto, il 10 novembre 2010 nasce ChronicaLibri, un giornale vero e proprio tutto dedicato ai libri e alle letterature, con occhio particolare all'editoria indipendente. Uno spazio libero da vincoli modaioli, politici e pubblicitari. www.giuliasiena.com
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