Ogni volta è come fosse la prima.

Edizioni Lapis in un mondo fantastico

Giulio Gasperini
AOSTA – Silvia Vecchini e Daniela Tieni allestiscono una storia poetica, attraverso l’unione di parole e immagini: Ogni volta, edito da Edizioni Lapis, è la narrazione magica del rapporto tra ogni genitore con la sua bambina o il suo bambino. “Ogni volta” ci conduce in un mondo fantastico, che squaderna ogni possibilità oltre il reale e il quotidiano e ci apre la strada all’immaginazione, a un mondo onirico nel quale ogni forma prende vita, ogni incredulità diventa reale, ogni frammento si compone in un mosaico totale e colorato, gravido di potenza. Le parole sono essenziali, basilari, ma proprio per questo necessarie e imprescindibili, tramutandosi in pura poesia.

Il mondo si trasforma, si scontorna quando ogni parola viene pronunciata, in un gioco magico che rappresenta, visivamente, ciò che la parola può fare, che può evocare e produrre: la parola diventa fisicità e immaginazione, crea legami coinvolgendo il corpo e apre le porte di un immaginifico che dal corpo si smarca. Questo è ciò che la parola poetica possiede come propria caratteristica principale e peculiare, potenziata, in questo caso, dall’immagine, dalle sue forme e dai suoi colori.

Non si parla strettamente di famiglia, in questo libro, o quanto meno di famiglia in senso strettamente riconosciuto: l’analisi passa attraverso il rapporto diretto, miscelando origini, provenienze, personalità e individualità. Coinvolge padre e madre indipendentemente da ogni caratteristica più asfissiante. “Ogni volta” si fa canto e manifesto corale del rapporto di origine e di crescita, svincolato da ogni altro accidente esterno o elemento esterno perturbante. Ed è per questo che la narrazione intera, in parole e immagini, si fa così potente, tellurica; perché l’ogni volta si tramuta in una formula magica che tutto schiude e fa gemmare.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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