Un ritratto fatto di parole


Marianna Abbate

ROMA – Una figura eclettica, poliedrica e ancora oggi estremamente innovativa. Un uomo che ha cercato per tutta la vita un linguaggio che gli permettesse di esprimere appieno i messaggi che voleva trasmettere. E così ha frequentato la poesia, il dramma, il romanzo e la cinematografia. Si è cimentato anche nella poetica dialettale del suo Friuli, in una estrema e coraggiosa ricerca dei sentimenti originali. Ci piace leggere Pasolini narratore, ci piacciono i suoi film carichi di emotiva passione. Ci è piaciuta la sua Callas/Medea, carica del furor senechiano. E siamo quindi convinti di conoscere l’opera di Pasolini, di comprendere il suo messaggio.

E qui giunge in aiuto Luigi Martellini, con il suo Ritratto di Pasolini, edito da Laterza. Lo studioso mostra l’artista in tutte le sue forme, con un’analisi oggettiva e approfondita della sua biografia e delle sue opere. E’ evidente la sua ammirazione per lo scrittore, riconoscibile nell’attenzione alle citazioni e alle tematiche. Uno sguardo d’insieme che permette di conoscere meglio l’artista, anche per chi approccia per la prima volta le sue opere.

Un testo gradevole, scorrevole e nonostante questo, carico d’informazioni. Un testo che non può mancare nella bibliografia di una tesi su Pasolini.

 

Informazioni su Marianna Abbate

Innamorata dei libri da sempre, ne ha fatto oggetto di studio. Ama il Medioevo e Federico II di Svevia e per fame di shopping ha svolto mille lavori orrendi. Ha scritto e condotto con Giuseppe di Chiera il programma radiofonico "Pandora e Senofonte" sull'emittente romana RM12. Il suo punto debole sono il gossip storico e le storie d'amore. Conosce un mucchio di poesie tristi a memoria con le quali adora ammorbare gli amici.
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