Fefè Editore pubblica Amilcar Cabral, “Rosa Negra. Venti poesie per un mondo migliore”

Marilena Giulianetti
ROMA – “…No, poesia: / Non ti nascondere nelle grotte del mio essere, / non fuggire dalla Vita. / Rompi le inferriate invisibili della mia prigione, / spalanca le porte del mio essere / ed esci…” da La Mia Poesia Sono Io
Tascabile e prezioso. E’ la sorpresa che Fefè Editore ci propone per l’anno 2019: Rosa Negra. Venti poesie per un mondo migliore di Amilcar Cabral.
Com’è possibile racchiudere la personalità di Amilcar Cabral in pochi sostantivi? Intellettuale, poeta, ma soprattutto uno dei più noti leader anticolonialisti di tutta l’Africa e leader indiscusso della lotta di liberazione che portò Capo Verde all’indipendenza.
Si presenta così il testo Rosa Negra, selezione di venti bellissime poesie con testo originale a fronte dedicate alla libertà, al legame ancestrale con la terra di origine, alla dignità della vita. Continua

Vintage: l’eterna Poesia di Sandro Penna

ROMA – Fu poeta dalla vena lirica potente e intensa, Sandro Penna, colorata e umile nello scegliere la parole. Ma estremamente raffinata nel legarle, nell’allacciarle in isole di significati e di suoni che ci fanno scoprire quanto la realtà fisica sia importante, ci fanno sorprendere di quanto i colori siano fondamentali, ci fanno esagerare quanto l’orizzonte possa spingersi ancora un po’ più oltre del nostro sguardo. E di quanto la semplicità possa essere la forma più intensa di ricchezza ed eleganza.

Buona vita e buon risveglio a tutti!

 

La vita… è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all’alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell’aria pungente.
Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l’azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.

Sandro Penna – Poesie (1927-1938)

Andrea Zanzotto, ultimo poeta del Novecento

ROMA – Se la fede, la calma d’uno sguardo

come un nimbo, se spazi di serene
ore domando, mentre qui m’attardo
sul crinale che i passi miei sostiene,

se deprecando vado le catene
e il sortilegio annoso e il filtro e il dardo
onde per entro le piú occulte vene
in opposti tormenti agghiaccio et ardo,

i vostri intimi fuochi e l’acque folli
di fervori e di geli avviso, o colli
in sí gran parte specchi a me conformi.

Ah, domata qual voi l’agra natura,
pari alla vostra il ciel mi dia ventura

e in armonie pur io possa compormi. 

“Notificazione di presenza sui Colli Euganei”

Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo 10.10.1921 – Conegliano 18.10.2011)