Mito, citazione e ricordo. Da sabato 3 ottobre fino al 6 gennaio 2027

“La mia non è letteratura, ma è letteratura disegnata”. Basterebbero queste poche parole di Milo Manara per destare la curiosità e spingere il lettore a immergersi in Visioni, la mostra che apre domani, sabato 3 ottobre 2026, al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato. Quello che il lettore ancora non sa, è che Milo Manara, uno dei più importanti autori del fumetto contemporaneo, percorre – attraverso una selezione di tavole originali – incontri, momenti e ricordi seguendo un filo che attraversa gran parte della sua produzione: quello del labirinto, inteso come spazio dell’immaginazione, del mito e della ricerca interiore.
“Nel manifesto – spiega l’autore – ho voluto sottolineare quella sospensione come di un mistero carico di presagi che c’è anche qui nel Labirinto della Masone […] le linee sono lì a costruire l’intricato ingresso nel labirinto: sembra che sia abitato da presenze misteriose alcune delle quali terrificanti; un intricato senso di attesa e stupore perché il labirinto ha questo aspetto di svoltare continuamente ma senza mai sapere la sorpresa che ci sarà dietro ogni curva”.

Milo Manara, ottantuno anni compiuti lo scorso 12 settembre, ammalia ancora con il suo tratto riconoscibile e sincero, con quella capacità innata di rendere vivido il mondo dei sogni e onirica anche la realtà più crudele. Con la sua illustrazione ha delineato le forme dell’erotismo e sottolineato come solo l’arte può avvicinarsi alla perfezione. Nel corso degli anni il tratto di Manara è diventato un universo figurativo capace di dialogare con la letteratura, il cinema e la grande tradizione artistica europea, ha attinto dallo sguardo geniale di Fellini, dalla narrativa paradossale di Kafka, dal grafismo marcato di Pratt, della potenza narrativa di Borges, dalla dovizia di informazioni di Eco, dal dinamismo con il quale Da Ponte ha rivoluzionato il melodramma settecentesco.
Manara ha osservato, raccolto, rielaborato; il suo lavoro è stato quello di un “rinnovato” amanuense che ha “cesellato” con precisione ogni singola scena, poi tavole e insieme storie. Storie create da zero, storie rilette, adattate, alle quali ha dato nuovi volti, nuova linfa, nuovi lettori. Manara percorre, con Visioni, oltre cinquant’anni di disegni e lo fa con un itinerario espositivo diviso in tre sezioni tematiche.
La prima, un esplicito omaggio di un fumettista a Borges, esplora il labirinto come metafora del subconscio e dell’immaginazione; qui le opere affrontano il tema della ricerca interiore e della costruzione del racconto. Era il 1981 quando Manara disegnò Fone, una riflessione sul rapporto tra sogno e realtà, sull’identità dell’autore e sui meccanismi della narrazione, costruendo percorsi che richiamano la struttura del labirinto come spazio mentale.



Percorrendo le sale si arriva alla seconda sezione. Qui il labirinto viene avvertito come luogo del mito: figure mitologiche, divinità e metamorfosi appaiono in una selezione dei bozzetti scenografici realizzati da Milo Manara per l’opera Così fan tutte di Mozart. Il tema del labirinto viene interpretato come luogo simbolico del desiderio, dell’inganno e della trasformazione, elementi ricorrenti sia nella mitologia antica sia nell’immaginario figurativo dell’autore. Al centro di questo nucleo emerge la figura del Minotauro, emblema universale del rapporto tra mito e labirinto.




La terza sala, Il viaggio interiore, è dedicata alle tavole de Il Nome della Rosa, adattamento a fumetti del romanzo di Umberto Eco. L’opera costituisce uno dei punti di incontro più significativi tra Manara, Borges e Franco Maria Ricci. Nel romanzo di Eco, infatti, a biblioteca dell’abbazia, all’ultimo piano dell’edificio, viene chiamata proprio il “Labirinto” e costruisce il proprio impianto narrativo intorno al celebre labirinto della biblioteca abbaziale. Le tavole selezionate, ricche di dettagli e rimandi storici, evidenziano inoltre quanto di geniale ci fosse in quest’epoca storica: il Medioevo, sempre descritto come il “secolo buio”, era dominato dalla fantasia e dalla volontà di immaginare il possibile.
Visioni, Milo Manara nel Labirinto, è promossa dalla Fondazione Franco Maria Ricci e realizzata in collaborazione con COMICON e sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.
INFO
VISIONI, Milo Manara nel Labirinto
dal 3 ottobre 2026 al 6 gennaio 2027
Labirinto della Masone, strada Masone 121
43012 Fontanellato (Parma)
0521.827081
