Bébert Edizioni, quando disciplina e urgenza comunicativa danno vita a un libro. Un buon libro.

logoGiulia Siena
BOLOGNA 
– Chiari, lineari e senza fronzoli. Si presentano così i libri di Bébert Edizioni, la casa editrice fondata da Matteo Pioppi a Bologna nel 2012. Bébert – il nome della casa editrice è un omaggio al gatto letterario di Louis-Ferdinand Céline – è una scommessa imprenditoriale che punta a dimostrare come i libri siano ancora veicoli di messaggi importanti, di come la scrittura sia disciplina e di quanto ogni libro esprima un’urgenza comunicativa slegata dal resto, tutto il resto. Questi concetti, i principi editoriali che danno vita al lavoro quotidiano di Bébert, vengono ribaditi con forza anche nella nuova collana, Gli Irrisolti, raccolte di racconti di vita a poco prezzo.

Per scoprire di più, per capire chi è e dove sta andando Bébert Edizioni abbiamo intervistato l’editore, Matteo Pioppi (nella foto in basso).

 

Bébert Edizioni, una casa editrice giovane fatta da giovani che dal quartiere operaio della Bolognina di Bologna arriva nelle librerie d’Italia. Come inizia questa avventura?

Inizia per una questione privata, come quasi tutto. Praticamente mi sono ritrovato nel periodo più buio e cupo della mia vita, avevo dei soldi da parte e ho deciso di aprire una casa editrice. Un po’ perché bene o male e a stati alterni ho sempre lavorato in case editrici e quindi il lavoro lo conoscevo, e un po’ perché volevo costruire qualche cosa di mio che potesse essere utile anche agli altri. È stato come buttarsi nel vuoto, fortunatamente non ho ancora toccato il fondo.

Il motto che campeggia sul vostro sito è: “Bébert edizioni è convinta che non esista un solo modo giusto di fare le cose, bensì il modo di fare con quello che si ha”. Come fate le cose, qual è la linea editoriale che perseguite e come scegliete i vostri libri?

Si quella è una frase fondamentale secondo me. In questo periodo interminabile di crisi che è diventata la nostra nuova vita, non ci si può focalizzare sul superfluo, bisogna puntare dritto al centro per farle, le cose. Non si può più aspettare.
La linea editoriale per la narrativa e la poesia è l’urgenza comunicativa, dev’essere qualcosa scritto per necessità e non per atteggiamenti da bohemien. La scrittura è spesso disciplina e non ispirazione da sigaretta e pastis. Altra cosa importante è come si raccontano le storie, lo stile, questo è fondamentale. La voce dell’autore dev’essere sempre presente in modo forte, caratterizzandone la scrittura.
Per la saggistica invece cerchiamo di analizzare, tramite le tesi magistrali o di dottorato, ovviamente rivisitate, gli argomenti politico-sociali e storico-culturali più interessanti e raramente affrontati. In questo modo il libro entra in una contraddizione, la solleva e ne fa emergere il problema. Il momento più gratificante sono le presentazioni in cui viene dibattuto e socializzato il libro, è lì che termina e si definisce al meglio tutto il lavoro editoriale: nel confronto tra esseri umani.

Matteo_Pioppi_Bebert_chronicalibriI libri Bébert sono opere di narrativa, saggi e libri di poesia; opere in cui si respira la realtà e attraverso i quali si racconta la società attuale. Per un istante, sembra quasi di essere tornati al Neorealismo oppure al Populismo pasoliniano. Sbaglio?

Mah non saprei, non l’ho mai vista in questo modo. Io sono partito dall’idea che i libri, a me, hanno sempre fatto crescere. Non li ho mai visti come un intrattenimento, ma come una terapia d’urto. Ogni libro che riesce ad entrarti dentro è utile per farti crescere, per farti capire certe cose di te, di come sei fatto, di come sono fatti gli altri, di cosa è successo nella storia, nella politica, di come possano esistere differenti le organizzazioni della società sparse per il mondo e potrei continuare all’infinito. Quindi se vuoi i libri sono un po’ una terapia perché curano tutte le domande che uno si pone. Per me anche la musica ha questo effetto, soprattutto la musica che ha un approccio punkettone.

Allora, che ruolo ha la letteratura nella società attuale?

Ha un ruolo marginale purtroppo. Il problema è anche educativo. Se tu non abitui a leggere, nessuno leggerà o comunque leggerà poco. Poi ti dico, ci sono sempre le eccezioni. Io per dirti vengo da una famiglia nella quale la cultura non si è mai respirata e da frequentazioni adolescenziali dove la maggior parte degli amici lavorava già a 15 anni, però io ho sempre avuto interesse per la musica, il cinema e i libri. Quindi sicuramente il discorso è sia strutturale-educativo ma anche di volontà individuale. Se una persona preferisce guardarsi in TV due ritardati che scoreggiano dalla bocca, indubbiamente hanno la colpa di essere coscientemente coinvolti nella costruzione di un mondo orribile.
Quindi la letteratura resiste dove deve resistere, in coloro che si ostentano a trovare percorsi di vita alternativi e più ergonomici alle loro vite.

Chiudiamo con una grande novità; proprio in questi giorni nasce una nuova collana, Gli Irrisolti, in cui vengono raccolte storie e piccole narrazioni. Come nasce questa nuova collana?

Nasce quasi per caso. Mi sono ritrovato ad avere molti racconti di vari autori. Racconti tutti molto belli che, però, non potevano stare in una stessa raccolta perché alcuni erano troppo diversi tra loro. Allora ho deciso che, siccome erano troppo belli, andavano in un qualche modo pubblicati. Poi mi sono accorto che entrambi avevano questo denominatore comune: entrambi affrontavano delle storie irrisolte, in particolar modo delle storie sentimentali. Allora mi sono detto che era giunto il momento di creare una collana con libri di piccole dimensioni con un paio di racconti dentro e dal costo contenuto di 3 euro. Sono felicissimo di come sono venuti fuori, sono dei piccoli libri per parlare delle nostre vite, non per forza in modo drammatico. Anzi molto spesso è il tragico e il comico che riescono maggiormente a scuoterci.
Il primo dei due libri è dell’esordiente Ambra Porcedda e si intitola “Immeacht bronacht. Una miserevole uscita”, il titolo è in gaelico e vuole appunto dire una miserevole uscita. Sono racconti sentimentali e oceanici, che parlano di crolli e di edificazioni sentimentali.
Il secondo è “Come poteva essere una storia d’amore”, di Giuliano Bugani (poeta, regista, scrittore e un tempo operaio), in cui c’è un bellissimo racconto sull’amore che delle madri dei desaparecidos cileni nei confronti dei loro figli e di come tutto questo amore materno sia stato strappato via dalla dittatura. Io sono estremamente soddisfatto di entrambi i microlibri.

 

E questo a noi basta. Buone letture!

 

 

Annulli Editori: le idee sono ovunque

Logo_AnnulliVITERBO – Siamo nella provincia viterbese, in una terra ricca di storia e tradizioni. Qui, qualche anno fa, nacque la Annulli Editori, un progetto ideato con le radici nel territorio e la volontà di guardare lontano. Per capire meglio come nasce e quali strade intraprende una casa editrice che fa cultura in provincia abbiamo intervistato Leonardo Annulli, titolare di questa dinamica realtà.

 

La vostra è una casa editrice a “gestione familiare”, come è nata l’idea di un pubblicare libri?
Sì, esatto, a parte qualche collaborazione/aiuto esterno (la mia ragazza Nikoletta che si occupa delle newsletter e mi dà una mano con tutto il resto), siamo una casa editrice a conduzione familiare. L’idea di pubblicare libri è nata da mio padre, Giuseppe Annulli, e dal suo amore smisurato per la terra nella quale siamo nati e viviamo, la Tuscia, dalla volontà di promuovere questo territorio, la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura. La casa editrice nasce, con questi connotati, nel 2005. La Annulli Editori di oggi è un ibrido tra quell’idea originaria e le idee che io e mio fratello abbiamo messo in cantiere nel corso degli anni, idee che prescindono completamente dalla territorialità.

 

Tante collane e scrittori emergenti: qual è la linea editoriale Annulli?
Il nostro catalogo è attualmente diviso in 8 collane. Molte di esse (Andar per sagre, Tuscia Storia & Tradizioni, Itinerari e, in parte, Guide AE e Logìa) seguono l’idea originaria di cui parlavo sopra; altre invece (ViverSani, NarrAzioni, Collettiva) hanno deviato da quella strada sin dal principio o in corso d’opera.
Per quanto riguarda il primo gruppo, ci occupiamo in prima persona, ex ante, della scelta dei titoli da pubblicare (dell’argomento, così come, nel caso delle guide, della scelta dei paesi ai quali dedicare una guida) mettendoci poi alla ricerca di storici, antropologi, guide turistiche o semplici appassionati di storia locale, persone preparate sul tema che siano in grado di scrivere seguendo l’idea di base e lo “stile” della collana. Al principio era un lavoro enorme, poi con il tempo si è allegerito, avendo ora la fortuna di poter usufruire di alcune preziose collaborazioni che si sono consolidate con il tempo: un esempio di queste collaborazioni è quella con lo storico bolsenese Antonio Quattranni, persona preparatissima e scrittore eccellente, che ha già pubblicato con noi la guida di Bolsena e due volumi della collana Logìa (“La caccia” e “Il maiale”), e ha in cantiere altri due volumi della stessa collana.
Per quanto riguarda la collana dedicata alle opere di narrativa, abbiamo iniziato un po’ in sordina, pubblicando libri di autori locali dei generi i più vari (in generale, si trattava di cose che ci proponevano gli autori, alle quali facevamo semplicemente il “lifting”) finendo poi per allargare il raggio geografico e specializzarci su generi letterari che lambiscono il noir e il fantasy. Uso la parola lambire perché in realtà non si tratta di generi “puri”: ci piace molto, ad esempio, quando un noir o un opera fantastica incontrano la narrazione storica o la denuncia sociale: due splendidi esempi di questi connubi sono gli ultimi due romanzi pubblicati, “Kantharos”, dello scrittore viterbese Paolo Giannini, che è un fantasy storico, e “Fiori Ciechi”, della scrittrice sassarese Maria Antonietta Pinna, una raccolta di racconti che utilizza uno stile fiabesco per la denuncia sociale e l’analisi psicologica. Ora, quindi, oltre al lifting facciamo anche lo screening, valutando se le opere che ci propongono si legano all’idea di collana che vogliamo portare avanti. Per quanto riguarda lo stile di scrittura di un testo di narrativa, ci piacciono molto gli autori che sanno stupire e scioccare, e la cui scrittura sia dotata di una certa musicalità, di una verve poetica.

 

Chi sono i destinatari privilegiati delle vostre proposte?
Il nostro target di riferimento è decisamente vario: si va dagli appassionati di storia, locale e non (Tuscia Storia & Tradizioni, Logìa), ai turisti (le Guide AE e gli Itinerari), agli appassionati di erboristica, fitoterapia e cucina (la collana ViverSani), ai semplici appassionati di letteratura e di lettura (le collane NarrAzioni e Collettiva). L’aver pubblicato due libri di argomento stregonistico (una raccolta di racconti e un libro di storia locale) ci ha avvicinato agli appassionati di stregoneria e occultismo.

 

Leonardo_AnnulliQuali sono, se ci sono, le difficoltà che incontra, oggi, una piccola casa editrice? Il digitale, ad esempio, può essere una risorsa in più o un pericolo da cui difendersi?

La difficoltà più grande che incontriamo è quella legata alla distribuzione, un fattore che può influenzare in modo determinante le politiche editoriali, i prezzi apposti sui libri e quindi il rapporto con i lettori, così come le possibilità di successo di un’opera. Avendo deciso, all’inizio della nostra attività, di praticare una politica di prezzi popolari per garantire un accesso alla cultura il più amplio possibile, la logica conseguenza è stata quella di cercare di mettere in piedi una distribuzione autonoma e indipendente dai grandi circuiti, cercando di accorciare la filiera e stringendo rapporti diretti con i librai. Parrebbe cosa facile, in teoria, ma non lo è affatto. Non sempre le librerie, neppure quelle che si autodefiniscono indipendenti, sono disposte ad accogliere un autore esordiente, “senza nome”, se presentato direttamente da un editore altrettanto “senza nome”. Con un po’ di fatica, comunque, siamo riusciti ad allargare la distribuzione al di là della nostra provincia: arriviamo in diverse provincie della Toscana, in Umbria quasi ovunque, nella provincia di Roma e, in maniera episodica, anche nel resto d’Italia. Per facilitare la vita ai nostri lettori e stringere ancor di più i rapporti con i librai che prendono i nostri libri, abbiamo predisposto sul nostro sito una lista, in continuo aggiornamento, di “librerie amiche”. Credo, personalmente, che il digitale possa rappresentare per noi una risorsa da sfruttare, uno strumento per ampliare il nostro bacino di lettori. Penso soprattutto alle guide, a quelle in italiano ma ancor di più a quelle in lingua (ne abbiamo tre in catalogo, una in inglese e due in tedesco, e stiamo pensando già ad altre traduzioni): il digitale ci permetterebbe di arrivare al “lettore-turista” ancor prima che questi metta piede sul territorio, e di allargare così il raggio di distribuzione delle guide.

 

Operare in provincia è un handicap o un valore aggiunto?
Dipende. La scelta di lavorare in provincia è stata determinata, in passato, dalla linea editoriale stessa della casa editrice, dalla volontà di costituire un soggetto culturale che si identificasse quasi totalmente con il territorio della Tuscia. Se guardo al passato direi che è stato un valore aggiunto, per mille motivi: due dei quali, strettamente collegati tra loro, sono l’unicità della proposta editoriale e la mancanza sostanziale di competitori validi sul territorio. Oggi, che la casa editrice si è in parte liberata dalla “zavorra” della provincia, direi che può rappresentare un handicap, soprattutto per le collane che sono totalmente aliene ai vincoli territoriali. Il vero handicap, in realtà, più che la scelta di lavorare a livello provinciale (che resta un’opzione comunque valida per gran parte della nostra produzione editoriale), è, come spiegavo poco sopra, la difficoltà di allargare la distribuzione mantenendo inalterata la politica dei prezzi popolari.

 

I consigli Annulli Editori per le letture primavera/estate 2013?
Il catalogo della Annulli Editori è pieno di libri la cui lettura consiglierei vivamente a tutti. Vorrei cercare però di essere il più breve e specifico possibile. Quindi, innanzitutto, se siete interessati alla cucina e alla biologia marina, vi consiglio  “Il pesce di lago”, uscito giusto venerdì scorso, un libro di ricette arricchito da tantissime curiosità, informazioni sulle sagre del pesce di lago in tutta Italia e un bell’appendice biologico sui pesci trattati. Se siete interessati alla storia e all’antropologia contadina, non potete certamente perdervi i due volumi della collana Logìa “Viaggio nella civiltà contadina. Pane e companatico” e “Il Maiale”. Se vi interessa l’erboristica e la fitoterapia, “Le erbe aromatiche” e “Piante amiche” sono i libri che fanno per voi. Se invece vi piace leggere un bel testo di narrativa, in spiaggia, in pineta, sul letto, al bagno, dovunque, vi consiglio vivamente le ultime uscite della collana NarrAzioni, “Kantharos” e “Fiori Ciechi”, ma anche la raccolta di racconti di argomento stregonesco “Streghe Stregoni e Demoni”, dello scrittore falisco Mario Lozzi: il testo è del 2009, ma sembra non avere alcuna voglia di invecchiare!

Più Libri Più Liberi, dal 7 all’11 dicembre a Roma

Più libri più liberi 2011_chronicalibriROMA – Un inesauribile e vivace entusiasmo culturale, a dispetto della crisi economica, con un occhio rivolto al futuro e alle sue sfide. Dal 7 all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi di Roma torna Più Libri Più Liberi, fiera nazionale della piccola e media editoria. Un evento unico sul territorio italiano, giunto quest’anno alla decima edizione e interamente dedicato alla produzione libraria indipendente. Saranno 411 gli editori che presenteranno al pubblico le proprie novità, confrontandosi anche sui temi caldi del settore: Continua

Vento Letterario, da domani a Finale Ligure la fiera degli editori indipendenti

Finale Ligure (SV) – Organizzata dal comune di Finale Ligure e dalla casa editrice Las Vegas di Torino, parte domani la seconda edizione di Vento Letterario. La fiera, che si terrà nel comune ligure fino a domenica 23, è l’unica manifestazione in Italia a selezionare gli editori partecipanti in base alla loro politica editoriale cioè il dichiararsi editori non pagamento. Lo scopo è quello di attirare l’attenzione di lettori e non lettori sulle piccole e medie realtà editoriali. Durante i tre giorni di Vento Letterario ci sarà spazio per una mostra-mercato, diverse presentazioni di libri e tanta voglia di leggere.

Inoltre, questo l’elenco delle case editrici aderenti:
Araba Fenice EdizioniBradipolibri, Centofiori, Creazioni letterarie Guido Ferrari, Edizioni SaeculaFratelli Frilli editoriIl Foglio LetterarioIntermezzi EditoreLa Corte EditoreLas Vegas edizioniLinea BNLineadaria Edtoreminimum faxMiraggi edizioniProspettiva EdizioniStampa Alternativa – Nuovi EquilibriZerounoundici.

VENTO LETTERARIO
Venerdì 22 Luglio dalle 18.oo alle 23.30
Sabato 23 Luglio dalle 18.oo alle 24.oo
Domenica 24 Luglio dalle 18.oo alle 23.30
piazza Vittorio Emanuele II,
Finale Ligure (SV)