“Colori ribelli”: una resistenza cromatica

Giulio Gasperini
AOSTA – “I bimbi vestono di azzurro e le bimbe di rosa”, così ha esordito la nuova ministra della famiglia del governo Bolsonaro, in Brasile, Damaers Alves. L’attacco a un’educazione che tenga conto principalmente dell’individualità di un singolo in formazione è diventata, in alcuni luoghi, persino istituzionale, imponendo una visione stereotipata e codificata da norme che vengono spacciate come “culturali” e “tradizionali”. Il libricino Colori ribelli, edito da Milena edizioni, con il testo di Antonella Milardi e Alessandro Coppola, sfida il lettore a guardare la realtà con occhi coraggiosi, con una visione nuova e più lungimirante. Il tentativo è quello di gettare uno sguardo ben oltre il nostro orizzonte limitato e limitante, per farlo atterrare in mondi alternativi e sapidi, significanti nel rispetto dell’individuo, particolarmente nelle fasi di formazione e allestimento, tra le più delicate della vita di ognuno e ognuna.
I colori, a un certo punto, decidono di ribellarsi e di sostituirsi, creando il panico negli abitanti della Terra, abituati a certe scelte dogmatiche e coatte, accolte senza riflessione e criterio. Come sarebbe un mondo se i colori fossero invertiti e inattesi? Il testo, per bambini ma – principalmente – per gli adulti, culla il lettore in un’avventura semplice ma arguta, con un’attenzione speciale al ritmo e alla lingua, ai termini giusti, a una fantasia contagiosa e contagiante. Attraverso delle sane provocazioni (un Gesù coronato di spine e vestito di rosa, un bambino che, altrettanto, veste di rosa e una bambina col tutù azzurro), rese ancora più ficcanti e precise dalle ricche tavole del disegnatore Alessandro Coppola, si indaga l’effettivo ruolo del colore nelle distinzioni sociali ma anche la potenzialità di un mondo personale ed espressivo che non può limitarsi al rispetto di convenzioni e consuetudini ma, per essere completo e compiuto al massimo livello, deve potersi esprimersi nella libertà dell’individuo, senza discriminazioni né indottrinamenti.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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