Lee Child: “Non sfidarmi”, ventunesimo romanzo nella serie di Jack Reacher

Daniela Distefano
CATANIA“Si aspettano che faccia un tentativo in tal senso, prima che il caso rimanga irrisolto. E francamente è quello che voglio fare il prima possibile”.
“Perché?”
“Be’, tanto per cominciare perché ci stiamo dedicando troppo tempo.”
“Per essere una prostituta?”
“In ultima analisi, direi di sì. Ma è dovuto solo all’amara esperienza e ai dati. La maggior parte degli omicidi di prostitute è commessa da gente di passaggio. E’ un dato di fatto. Quell’uomo sarà già in mezzo all’Atlantico, ne sono sicuro, ben felice d’essersela cavata”.
Parole tratte dall’ultimo romanzo di Lee Child, Non sfidarmi (Longanesi). L’edizione originale di questo adrenalinico romanzo risale al 2016 con il titolo “Night School”. Ora è Italia nella collana La Gaja Scienza con la traduzione di Adria Tissoni.

Non sfidarmi è il ventunesimo romanzo nella serie di Jack Reacher. Al centro del plot, ovviamente, questo protagonista che da anni calamita i sensi dei lettori, “un moderno cavaliere errante” – come lo ha definito qualcuno che sa esercitare la critica più della sottoscritta. Il romanzo che ha preceduto Non sfidarmi, ovvero Prova a fermarmi, ci ha mostrato un Reacher in una situazione tutto sommato tipica, con l’ex ufficiale della polizia militare statunitense che, vagando per gli USA, si imbatte in una situazione problematica, trascinato in missioni complesse e pericolose. L’esordio del personaggio risale al 1997. L’autore deve aver pensato che fosse ora di fare un salto nel passato della sua creatura, e per farlo ha deciso di imbastire una storia radicalmente diversa.
Differente in primis per la collocazione cronografica e geografica ma anche per attitudini e modus operandi del titolare della serie.

In Non sfidarmi vediamo un Reacher più giovane e ancora arruolato nell’esercito, ma soprattutto un Reacher che, coinvolto in una complessa spy story, si mostra propenso a collaborare con altri agenti e ben disposto al lavoro di squadra, cosa che solitamente non è il suo tratto più caratteristico.
Nel 1996 Jack Reacher ha trentacinque anni, è arruolato nell’esercito, è appena rientrato da una missione importante nei Balcani, portata a compimento con successo: fa appena in tempo a ricevere la Legione d’Onore che deve immediatamente rimettersi in moto. Lo aspetta una lezione. Nel senso che deve frequentare
una scuola serale piuttosto speciale, insieme a un analista della CIA e un agente proveniente dall’FBI. Ben presto il vero scopo di queste lezioni notturne sarà chiaro: ad Amburgo una cellula dormiente jihadista ha incontrato un corriere saudita che sta cercando di concludere un affare da circa un centinaio di milioni di dollari, una transazione che coinvolge il leader di una organizzazione segreta, nascosto in qualche remoto angolo dell’Afghanistan, alla ricerca di un’arma in grado di scatenare un massacro di immani proporzioni.
I tre dovranno intervenire per cercare di fermare il piano prima che sia troppo tardi. Non sfidarmi modifica, altera, le gesta abituali di Jack Reacher e ci mostra un eroe che, fin dall’inizio, collabora con altri agenti pur di ottenere il risultato finale. E’ soprattutto un romanzo per amanti del genere, una bomba che passa di pagina in pagina al lettore desideroso di lasciarsi soverchiare dall’azione, dalla tempestività, dalla corsa per salvare il mondo, o un suo prezioso pezzo.
Lee Child è nato a Conventry, in Inghilterra, nel 1954. Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa: il suo primo libro, Zona pericolosa, è stato accolto con un notevole successo di pubblico e critica, e lo stesso è accaduto per gli altri romanzi d’azione in centrati sulla figura di Jack Reacher, un ex militare dotato di un profondo senso dell’onore e della giustizia. Lee Child dal 1998 vive negli Stati Uniti.

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