Marsilio: “I Romanov. Storia di una dinastia tra luci e ombre” di Raffaella Ranise

Daniela Distefano
CATANIA
“Fino al XVI secolo la Russia è stata un paese arretrato, di scarsa rilevanza nel panorama politico internazionale e incapace di competere con le sofisticate corti europee e le signorie italiane, in pieno Rinascimento. Tuttavia, nell’arco di due secoli, questa terra fredda e inospitale ha saputo trasformare il modesto Principato di Moscovia nella patria degli zar tra il XVII e XVIII secolo divenire protagonista della storia europea”.

Ci sono disegni divini tracciati con una penna o matita talmente marcata che non è prevista alcuna sbavatura al loro tracciato. E la parabola impressa sul foglio può essere tanto ascendente quanto discendente. E’ solo il destino il motore immobile, come è stato il caso dei Romanov, una dinastia che ha segnato le sorti della Russia spalmate nell’arco di secoli.

Il volume I Romanov ( Marsilio) di Raffaella Ranise ripercorre i trecento anni di questa leggendaria Casata in un folgorante racconto ispirato a grandi figure, zar e zarine che hanno portato l’impero a brillare nello scenario europeo e occupare dimensioni mai viste. Pietro il Grande, con la passione dell’Occidente, Elisabetta, la Semiramide del Nord, Caterina II, la zarina attratta dagli ideali dell’Illuminismo: le vicende dei protagonisti sono dominate da brama di potere, inanità, intrighi di ogni genere e fatti meteoritici, che rendono la loro storia mitologica e il carisma eterno. Tuttavia questo mondo laminato arriverà all’epilogo più atroce, perché l’intera famiglia reale verrà trucidata a Ekaterinburg, in una notte di luglio di cento anni fa.

La Russia imperiale rappresenta il mondo più vasto e affascinante, ricco,abbagliante: nessun altro regno ha vantato simili splendori, ricchezze e gioielli quanto quello degli zar. Nessun popolo d’Europa ha subito povertà e umiliazioni quanto quello russo, però nessuno ha amato così tanto i propri sovrani. Quando la rivoluzione è arrivata, non ha portato all’esecuzione del sovrano, come era accaduto in Inghilterra nel 1649 per Carlo I Stuart e nel 1793 per Luigi VXI e Maria Antonietta, ma alla morte di tutta la famiglia imperiale. La crudeltà di quella notte di luglio non ha pari, è stato il “modo russo” per giustiziare lo zar, ormai odiato. I corpi sono stati celati al mondo per molti anni e questo dimostra ancora una volta il senso di mistero che avvolge il modo di essere di un popolo.
I Romanov sono il fulcro e l’essenza di questo mondo, amato fino alla venerazione e disprezzato fino a svelare il lato più terribile dell’uomo. Zoomando le pagine di questo elegante libro, stilisticamente ben ritmato ed orchestrato, ci imbattiamo in una vera e propria icona russa, quasi una matrioska in carne e ossa: Caterina la Grande, la quale andò incontro al popolo, istituì un granaio imperiale per combattere la fame. Si ispirò a Montesquieu per emanare leggi giuste, non voleva schiavi, il suo obiettivo era la felicità della sua gente. Ricercava il modello occidentale, Voltaire la definì “la più luminosa stella del Nord”. Furono anni di enormi espansioni, di alleanze politiche che la portarono a estendere il suo dominio anche in Crimea. Conquistò poi la Polonia orientale e la parte della Russia meridionale ancora in mano ai Turchi. Il suo regno si estendeva dal mar Baltico alla Siberia.
Eppure non fu tutto oro quello che accecò la popolazione mosco-centrica. “Mai la storia della Russia è stata paragonabile a una favola e neppure a un sogno fatta eccezione per l’incanto dei palazzi. Se di favola si vuole parlare, bisogna essere disposti a ricercarla tra le spine, come in una rosa” .
Raffaella Ranise nata a Imperia, si è laureata in giurisprudenza all’Università degli Studi di Genova. Ha collaborato alla cattedra di Diritto del lavoro della stessa Università presso il polo imperiese. Da alcuni anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato, insieme a Giuseppina Tripodi, “Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni” (Longanesi 2013) e per Marsilio “Noi un punto nell’universo. Storia semplice dell’astronomia” (con la collaborazione di Francesca Matteucci).

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