Da venerdì a domenica Mirandola è imprendibile

Memoria Festival: tre giorni nella complessità del reale

Imprendibile: come una città, Mirandola, inespugnabile per antonomasia, capace di respingere le truppe di Papa Giulio III per quasi un anno, dal 1551 al 1552, con la forza disperata di poche centinaia di difensori. Ma inafferrabile è la cifra stessa del nostro tempo: il mondo combatte contro qualcosa di invisibile e di infinitamente piccolo come un virus, le relazioni sociali sono dominate dall’assenza e filtrate dagli schermi, e ambiguità e illusione sono le parole chiave del contemporaneo. Parte dalla “imprenable” Mirandola, come la definirono i militari francesi, la nuova edizione del Memoria Festival organizzata dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi Editore, dall’1 al 3 ottobre dedicata a L’imprendibile: per indagare le sfaccettature di un’assenza.

Una tensione verso la ricerca delle parole giuste, nella letteratura, nella traduzione, nella forza della poesia. Un’indagine verso altri mondi: galassie, comete, perché è questa sete di superare i limiti che ci rende profondamente umani, come insegna il folle volo di Ulisse cantato da Dante, al quale saranno dedicati incontri. Si esploreranno personaggi misteriosi, da Moby Dick alla maschera di Pulcinella, si indagheranno i confini geografici spingendosi verso città invisibili. Un viaggio attraverso poesia e teatro, scienza e letteratura, filosofia e religione, arte e storia, musica e cinema, ambiente e mitologia e la partecipazione di protagonisti del panorama culturale nazionale e internazionale impegnati in dialoghi, letture, monologhi e performance in diversi luoghi di Mirandola: tra gli altri, Corrado Augias, Claudio Bartocci, Marco Belpoliti, Maurizio Bettini, Donatella Di Pietrantonio, Marco Tullio Giordana, Lucrezia Lante della Rovere, Melania Mazzucco, Paolo Mereghetti, Tomaso Montanari, Giacomo Poretti, Salvatore Settis e Vincenzo Trione. Per scoprire, come in un verso di Montale, che “La verità è nelle nostre mani ma è inafferrabile e sguiscia come un’anguilla”.

Racchiudere la complessità del reale, e delle emozioni umane, attraverso la parola: è la sfida – e la gioia – di scrivere. Tema che sarà sviscerato da Enrico Testa sulla forza della Poesia (sabato 2 ottobre ore 15), e dai versi potenti di Mariangela Gualtieri in Il quotidiano innamoramento, protagonista venerdì 1 ottobre alle 21. La sfida di esprimere i sentimenti e metterli in versi: le Cento poesie d’amore a Ladyhawke sono il fortunato esordio poetico di Michele Mari, ospite sabato 2 ottobre alle 18.30. E poi c’è quella di tradurre, che è un po’ tradire, come insegna l’etimologia: ne parlerà Anna Nadotti, traduttrice di Virginia Woolf, venerdì 1 ottobre alle 10.30. Fino alla dialettica tra Scrivere/Dipingere analizzata dalla scrittrice Melania Mazzucco, domenica 3 ottobre alle 15. Perché ognuno è le parole che sceglie, come spiegherà la sociolinguista Vera Gheno in Il buon uso delle parole, alle 17.30 di domenica 3 ottobre.

La letteratura sarà grande protagonista del festival: dove si esplorerà l’arte di raccontare gli inesprimibili legami famigliari, in Sorellanza con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio (3 ottobre ore 21), fino a toccare gli scenari aperti dalla parola Baciarsi, con Marino Niola ed Elisabetta Moro (3 ottobre ore 11), per poi perdersi nei versi, delicati e violenti, di Patrizia Valduga in Andantino e grande fuga (3 ottobre ore 18), o nella storia gotica di Fernanda Alfieri in Diavolo (3 ottobre ore 21) o ancora tra le corsie ospedaliere di un classico Turno di notte con l’attore Giacomo Poretti (3 ottobre ore 19). E spingersi fino a indagare la Follia, con lo psichiatra Paolo Milone autore di L’arte di legare le persone (2 ottobre ore 10.30) e il binomio più misterioso, quello tra finzione e realtà, con l’attrice Lucrezia Lante della Rovere (2 ottobre ore 19).

Anche lo spazio, e la geografia, possono essere relativi, con un loro grado di indefinito. Dalla ricerca di una Vetta, con una delle più grandi alpiniste donne, Nives Meroi (3 ottobre ore 17), al concetto di Antipodi – opposizione, lontananza, contrasto – su cui rifletterà il geografo Franco Farinelli, alle 15.30 di venerdì 1 ottobre. La Pianura può rivelarsi un luogo dell’anima, come racconterà Marco Belpoliti (venerdì 1 ottobre ore 10.30), così come lo Spazio chiesa racchiude molte implicazioni, intersezione tra committenza e rappresentazione, nell’analisi dello storico dell’arte Tomaso Montanari (venerdì 1 ottobre ore 21). Fino ai significati, evidenti e nascosti, delle città, con l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis in Città visibili e città invisibili (venerdì 1 ottobre ore 16) e le Megalopolis raccontate dallo scrittore e giornalista argentino Martìn Caparros (2 ottobre ore 15.30). Per poi indagare l’infinitamente piccolo, come Il punto, raccontato dal matematico Claudio Bartocci, sabato 2 ottobre alle 11, o le Particelle, il microcosmo della materia, con il fisico Giacomo Sguazzoni (domenica 3 ottobre ore 15.30). E arrivare a lui, inafferrabile protagonista del nostro tempo: Molto piccolo ma vivo (il virus), con il docente di Biologia molecolare all’Università San Raffaele di Milano Roberto Sitia (domenica 3 ottobre ore 15).

Si esploreranno miti e storie del Mare, con il docente di letteratura greca Giorgio Ieranò (domenica 3 ottobre ore 10.30); personaggi iconici come Moby Dick, con il filologo e critico letterario Pietro Boitani (1 ottobre ore 15.30); animali fantastici, come quelli dell’Antico Egitto raccontati dal direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco (1 ottobre ore 21), e leggende dello sport famose per la loro imprendibilità insieme al giornalista e scrittore Marco Pastonesi (2 ottobre ore 21). Per poi sognare lo spazio: e chiedersi se Le comete sono davvero imprendibili? con Cesare Barbieri (sabato 2 ottobre ore 11.30), scovare nuovi mondi in L’Universo imprendibile con Adriano Fontana (venerdì 1 ottobre ore 11), e con Roberto Orosei, il ricercatore che ha scoperto la presenza dell’acqua su Marte, arrivare Lontano da dove: pianeta Marte (sabato 2 ottobre ore 21). Focus su Giovan Francesco Pico e il suo Examen, con Franco Bacchelli e Lucia Pappalardo il primo ottobre alle 16, sull’ Oratio elegantissima, l’opera capitale di Giovanni Pico, con Raphael Ebgi, professore di Storia della Filosofia all’Università San Raffaele di Milano e Marco Bertozzi, professore di Filosofia Teoretica all’Università di Ferrara (2 ottobre ore 16.30) e il suo rapporto con Dante nell’incontro con lo studioso di letteratura umanistica e rinascimentale Andrea Severi (3 ottobre ore 16).

L’imprendibile è tentativo, ricerca: del sacro, Gli dei indagati dal filologo classico, latinista e antropologo Maurizio Bettini (2 ottobre ore 19), dei misteri della Kabbalah con Giulio Busi, uno dei massimi esperti di misticismo ebraico (3 ottobre ore 11). E di sé, in Cercare con Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose (2 ottobre ore 21). Della nostra memoria collettiva, con Corrado Augias in Di chi siamo figli (1 ottobre ore 18), e della vita attraverso la morte, in Volti della pietra con l’antropologa Olga Rickards (3 ottobre ore 17). Dell’Amicizia, con l’antropologo Franco La Cecla (2 ottobre ore 17), delle Emozioni che ci rendono vivi, con la filosofa Ilaria Gaspari (1 ottobre ore 17.30). Delle Differenze, con la docente e studiosa di storia lgbt+ e teoria queer Maya De Leo (3 ottobre ore 11.30). E dell’altro, sempre più lontano, come spiegherà lo psicoanalista e sociologo Luigi Zoja autore di La morte del prossimo (sabato 2 ottobre ore 15). Perché la nostra è l’epoca dell’ineffabile, e noi siamo Creature dell’ambiguità e dell’illusione, come sostiene la psicoanalista Simona Argentieri (2 ottobre ore 17), capaci di afferrare Il sentimento del non so che, ben espresso dallo scrittore Ernesto Franco (3 ottobre ore 15.30).

Il festival esplorerà le sfumature dell’arte: il mistero di Banksy l’imprendibile, con il critico Vincenzo Trione, il primo ottobre alle 19, e di una maschera altrettanto ambigua come Pulcinella in Sotto la maschera di Pulcinella: Eduardo, Nureyev e Carla Fracci (3 ottobre ore 21), con la scrittrice Giuliana Gargiulo e l’antropologo Marino Niola, che parlerà della famosa maschera napoletana anche insieme allo storico della musica Sandro Cappelletto in Imprendibile Pulcinella. La maschera e la musica (2 ottobre ore 16), la meravigliosa inafferrabilità de La narrazione del cinema, con il regista Marco Tullio Giordana e il critico e storico del cinema Gian Piero Brunetta (2 ottobre ore 17), gli ultimi quarant’anni di musica e spettacolo nel nostro Paese con il giornalista Marino Bartoletti in dialogo con il conduttore radiofonico Giacomo Borgi (3 ottobre ore 21), fino all’analisi sulla settima arte della leggenda del settore Paolo Mereghetti, in dialogo con Brunetta in Provando a tutto comprendere: i dizionari del cinema (1 ottobre ore 18). Al mondo dello spettacolo saranno dedicate anche alcune proiezioni: Mother Fortress, film di Maria Luisa Forenza che aprirà con un’anteprima il festival giovedì 30 settembre alle ore 21, De Sica, sul docufilm Mia madre, Giuditta Rissone di Michela Zegna incentrato sulle figure di Emi de Sica e sua madre Giuditta Rissone, moglie di Vittorio De Sica (2 ottobre ore 21), e poi l’irruzione nel buio in sala delle voci di Vittorio Gassman che legge Shakespeare (1 ottobre ore 15), di Franca Valeri che interpreta la signorina snob e la sora Cecioni (3 ottobre ore 15), di Carmelo Bene che legge Dante (2 ottobre ore 15). E poi la musica, si inizia il 1 ottobre alle 21 con Musica: imprendibile e indefinibile. Jazz, creatività e improvvisazione con i saxofonisti Gianni Vancini e Achille Succi insieme alla Banda giovanile John Lennon, diretta da Mirco Besutti, e poi il concerto racconto L’arte della fuga di Johann Sebastian Bach (3 ottobre ore 21), Maria Perrotta al pianoforte e il commento del musicologo Sandro Cappelletto, in dialogo-recital anche con il violoncellista Giovanni Sollima in Musica: imprendibile e indefinibile (2 ottobre ore 21).

A guidare il dialogo a più voci di questa edizione del Memoria Festival sarà ancora una volta la struttura dei 16 cerchi tematici: I. A viva voce, con la testimonianza di poeti e scrittori; II. Per voce sola, per riascoltare grandi protagonisti del cinema e del teatro; III. Altra voce, per esplorare nuovi punti di vista; IV. Pianeta, perché il paesaggio è anche condizione esistenziale; V. Giovanni Pico, dedicato al cittadino più illustre di Mirandola; VI. Prossimo, per provare ad afferrare i profili dei personaggi; VII. Infinitamente piccolo, quello che ci sfugge è spesso sotto i nostri occhi; VIII. Infinitamente grande, come ciò che cerchiamo di indagare ad anni luce da qui; IX. Dio, la ricerca del sacro, l’inafferrabile per eccellenza; X. Sentire, un’esplorazione delle categorie dell’esistenza; XI. Ispirazione, indagine sulle forme artistiche di espressione; XII. Italiano, per (ri)scoprire le nostre eccellenze; XII. Lontano, nel tempo e nello spazio; XIV. Animalia, dedicato ai più misteriosi bestiari; XV. Musica e memoria, dedicata a una delle più evocative e impalpabili delle arti; XVI. Cinema e memoria, la magia del grande schermo. E poi, appuntamenti dedicati ai meno giovani per allenare la memoria e aiutare chi invece ce l’ha fragile, giochi e laboratori per bambini insieme alle autrici per ragazzi Guia Risari (1 e 2 ottobre ore 16.30 e 17.30) e Anna Vivarelli (3 ottobre ore 17.30) e agli esperti di lettura ad alta voce Alfonso Cuccurullo e Alessia Canducci (2 e 3 ottobre alle ore 15). Inoltre, proprio al Festival, verrà inaugurato e presentato il percorso di arte urbana Mirandola Galleria a cielo aperto 2021 – A riveder le stelle (1 ottobre ore 18.30), un progetto che, rendendo omaggio ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, prevede la realizzazione di tre opere d’arte contemporanea localizzate in altrettante diverse aree della città. Una sorta di “viaggio” lungo un itinerario di rinascita, che prende spunto dal cammino del percorso della Commedia dantesca, per dare conto di un processo di ricostituzione e di rigenerazione urbana imposto dal doloroso evento sismico del 2012.

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