La settima edizione del Festival è in programma dall’11 al 14 settembre

La Mole Vanvitelliana di Ancona ospiterà la settima edizione del Festival della Storia, in programma da giovedì 11 a domenica 14 settembre 2025. Quest’anno la manifestazione si incentrerà sulle passioni.
Le passioni, come le definiva Cicerone, sono “perturbationes animi”, ovvero agitazioni interiori che impediscono di ascoltare la voce della ragione. L’etimologia rimanda al concetto di sofferenza, malattia e non a caso per molti pensatori sono movimenti irrazionali dell’animo da reprimere e curare.
Eppure, la storia ci insegna che molti grandi cambiamenti sono nati dalla passione, che si è rivelata essere un motore essenziale tanto in politica quanto nella scienza e nell’arte.
“Chi non si interessa di politica, la politica non si interesserà di lui/lei”.
“La politica come vocazione e partecipazione” è il titolo della lectio magistralis di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna, che inaugurerà la settima edizione del Festival della Storia di Ancona. Questa edizione del Festival della Storia infatti invita studiosi e pubblico a riflettere su un tema complesso e affascinante, che si presta a così tante declinazioni. Una parola coinvolgente che ieri come oggi indica un interesse bruciante che ci spinge a perseguire i nostri obiettivi, ma anche il turbine che, travolgendo la volontà, può portare alla rovina.
Agli ospiti del Festival è stato chiesto di restituire alcune delle infinite sfaccettature della “passione”, a partire dalle molte vicende storiche e personali in cui questo sentimento dominante si è imposto come protagonista assoluto.
“Il Festival della Storia di Ancona si conferma un evento culturale di rilievo nazionale che promuove la conoscenza storica accessibile a tutti – dichiara Fulvio Cammarano, direttore scientifico del Festival e Docente di Storia Contemporanea all’Università di Bologna -. Grazie alla collaborazione con il Comune di Ancona e vari sostenitori, il Festival offre infatti l’ingresso gratuito al pubblico, sostenendo la cultura come un diritto e non come un privilegio. In un’epoca di disinformazione, il festival funge da agorà per la riflessione e il confronto, dove esperti di diverse discipline, tra cui storici, scienziati sociali, artisti e giornalisti, presentano il passato in modo rigoroso ma non elitario. Crediamo dunque – conclude Cammarano – che l’importanza di sviluppare un pensiero critico sia essenziale per la democrazia, e il pubblico, che risponde ad ogni edizione con grande entusiasmo, ci spinge a continuare in questo impegno con determinazione e passione.
Il Festival della Storia – con la direzione scientifica di Fulvio Cammarano e la direzione organizzativa di Valentina Conti e Lucilla Niccolini – nasce dall’esigenza di tornare al pensiero, alla riflessione e al confronto mettendo insieme “la divulgazione alta degli studiosi e degli specialisti con momenti in cui attraverso altre forme espressive, come la musica e l’arte, si possa ricominciare a parlare, seriamente, di storia e di storie, il sostantivo plurale, come le vicende degli uomini e dei popoli, che quasi duemilacinquecento anni fa diede il titolo alla prima opera storiografica della cultura occidentale”.
Tra gli ospiti: Gianfranco Pasquino, Nadia Urbinati, Felice Casson, Azzurra Meringolo, Patrizio Bianchi, Patrizia Gabrielli e Alberto Mantovani.
Consulta QUI il programma completo del Festival della Storia 2025.
