“Macelleria Equitalia”, l’unica macelleria che possiamo permetterci

Marianna Abbate
ROMA  Equitalia è un nome che incute timore. Un nome che toglie il sonno, che agita. Non sono lontane le notizie di cronaca che presentavano disperati mentre entravano negli uffici del riscossore tributario armati fino ai denti. Perché Equitalia arriva inaspettatamente, colpisce quando sei tranquillo.

Alzi la mano chi negli ultimi due anni non ha ricevuto nessuna cartella dal famigerato ente? Io personalmente ne ho ricevute diverse, principalmente per multe finite nel dimenticatoio. Ma se il mio sacrificio è stato abbastanza ridotto (sotto i mille euro), non mi è difficile immaginare il dramma di una famiglia che si vede arrivare una cartella da 10.000 euro, quando il reddito annuo non supera i 14.000. E tutto magari per un impagato da poche centinaia di euro cui si aggiungono multe su multe.

 

Ed ecco qui la storia delle storie raccontate da Giuseppe Cristaldi nel suo “Macelleria Equitalia”, pubblicato da Lupo Editore. Cinque racconti brevi, immagini di vita vissuta. Non sono storie complicate, sono storie vere. Fatti nudi e crudi, inquietanti nella loro inesorabilità. Microstorie racchiuse nella macrostoria che si sta compiendo ora nel nostro Paese.

Quello Stato che aveva fatto di tutto per includere, per diffondere, per uniformare… beh quello stesso Stato oggi esclude. Traccia una linea netta tra chi è nel giusto e chi ha peccato del più grave dei peccati: l’indigenza. Non avere diventa una colpa gravissima: A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Le parole dell’evangelista vengono interpretate nella concretezza più assurda e rimangono chiaramente incomprese.

Ad essere colpiti sono principalmente coloro che hanno da sempre fatto la ricchezza del paese, quei piccoli imprenditori che altro non sono che contadini, agricoltori, allevatori e artigiani. Quelli che hanno peccato nel modo più grave: non hanno pagato la Decima.

Ma se nel medioevo la Decima corrispondeva ad un decimo del raccolto, le tasse di oggi sono al 44%. Un peso insostenibile per chi già avrebbe problemi a contribuire con il 10%.

Tra guadagni presunti, valore aggiunto e scontrini il gioco non vale la candela, e così moltissime imprese sono costrette a chiudere i battenti. O non pagare le tasse.

Ma l’atto stesso di non pagare, di chiedere un dilazionamento, di cercare un po’ di respiro è un marchio indelebile sulla carne del malcapitato. Un segno che lo indica come parassita, grazie alla martellante pubblicità, come delinquente. Non importa se quelle tasse sono state sempre pagate: se hai mancato all’appuntamento non è perché sei povero, perché hai bisogno di aiuto, ma perché hai rubato. Hai nascosto nel materasso chissà quali tesori per acquistare una villa nei paradisi fiscali.

Ognuno giudica con il suo metro, e questo potrebbe farci comprendere molte cose. Forse lo Stato non riesce ad accettare l’idea che ci siamo impoveriti così tanto. Forse teme che tutto questo sia vero, nascosto dietro ai (poco) rassicuranti e (tanto) freddi numeri dell’Inps.

Ѐ questa l’Italia che ci racconta Cristaldi, l’Italia che cerca di rimanere a galla, che cerca di risalire il fiume. L’Italia che ogni giorno dimostra coraggio e forza di volontà e che un giorno tornerà a pagare tutte le tasse. Che, speriamo, non verranno più spese per pagare cenette romantiche e vacanze in yacht ai nostri cari politici.

Informazioni su Marianna Abbate

Innamorata dei libri da sempre, ne ha fatto oggetto di studio. Ama il Medioevo e Federico II di Svevia e per fame di shopping ha svolto mille lavori orrendi. Ha scritto e condotto con Giuseppe di Chiera il programma radiofonico "Pandora e Senofonte" sull'emittente romana RM12. Il suo punto debole sono il gossip storico e le storie d'amore. Conosce un mucchio di poesie tristi a memoria con le quali adora ammorbare gli amici.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

12 commenti

  1. Bravissima Marianna Abbate, grazie di cuore . Cosimo Lupo

  2. lanterne.den@tiscalinet.it

    SPENDETE SOLDI PER COSE PIU SERIE

  3. RISPARMIATE SOLDI COMPRATE COSE PIU SERIE

  4. ma perché cotanto agguerrimento? dacci le tue motivazioni! (Io spendo più volentieri sodi per cose poco serie, ma di certo non potrei annoverare questo libro tra le facezie :D)

  5. Marianna, forse spendi soldi per cose poco serie perché qualcun’altro li spende per te in cose serie! Hai provato a vivere con 600 euro al mese, due bambini e l’affitto? Non penso. Io i libri li prendo alla comunale

    • Gentilissimi Sign. Vincenzo De Nicolais e Sign. Gianluca, sono l’editore di “Macelleria Equitalia”, vivo di libri, credo onestamente, le posso garantire che investire con sacrifici (anche famigliari) enormi per pubblicare libri come questo, è l’unico motivo d’orgoglio e di resistenza della casa editrice Lupo , resistiamo perchè amiamo i libri e perchè crediamo nella editoria “civile e sociale” , in una editoria cioè di servizio… Vi scrivo per proporVi un “affare” se mi inviate anche in privato il Vostro indirizzo sarei lieto di omaggiarVi una copia dello splendida opera di Giuseppe Cristaldi, in cambio chiedo però una lettura ed una “critica” sincera corretta e possibilmente libera da pregiudizio. Giuseppe Cristaldi è un grande scrittore, un vero talento spesso sacrificato per la scrittura di “protesta” al fianco di chi non ha Carissimo Sign. Gianluca se vorrà aggiunga anche l’indirizzo della “comunale” spediremo volentieri a nostre spese totali copia omaggio… tanto di cultura non si mangia… ( Ministro docet: avete mai provato un panino ripieno di Dante?) L’importante per LorSignori è pagare le tasse nella misura del 65% del “fatturato” anche presunto dalle loro tabelle merceologiche, altrimenti triplicano per passare poi al pignoramento di tutti i beni , anche quelli di prima necessita come la prima casa di famiglia. In attesa di sentirVi. cordialmente, Cosimo Lupo

      • Cosimo, grazie per la disponibilità e per la professionalità.
        GS

      • carissimo Cosimo,
        è veramente un piacere leggere di storie di “Resistenza” dell’imprenditoria italiana. Avevo scelto intenzionalmente di non rispondere troppo seriamente a Vincenzo e Gianluca, perché credo che l’affermazione stessa di “spendere soldi in cose più serie” di libri sia assurda e abbia qualcosa in comune con quella infelice fatta da Tremonti che ci ha detto: “di cultura non si campa”. Chronicalibri da sempre invita i suoi lettori a commentare e anche a polemizzare sui libri che consigliamo, ma sempre con cognizione di causa. Per questo sono dispiaciuta che gli unici commenti che compaiono sono off topic e spesso assimilabili miseri troll. Non credo che una persona che abbia anche solo sfogliato “macelleria equitalia”, possa aver scritto un commento del genere.
        Spero che i due lettori approfittino della sua generosissima offerta e leggano questo bel libro- senza inutili pregiudizi.
        Un abbraccio
        Marianna

      • Cristina Floris

        Io lo sto leggendo e lo trovo “bellissimo”. E ringrazio le persone come il sig. Cosimo che permettono a queste storie di essere ancora raccontate. Nel mio piccolo lo consiglierò a tutti i miei amici.
        Cristina Floris

  6. Non avete qualcosa da dire sul libro?? Qualcosa di concreto tipo: mi è piaciuto perché usa un bel linguaggio; non mi è piaciuto perché i protagonisti sono sciapi… Gianluca credo che tu non abbia compreso il mio commento, fai benissimo a prendere i libri in biblioteca 😀 Stay on topic!

  7. Grazie a Cosimo Lupo per la risposta ma onestamente il mio non era un attacco riferito a lei né tanto meno alla pubblicazione in se. Ammiro il fatto che un editore abbia preso parte a un discorso e a un dibattito fatto da lettori e “non lettori”. La mia osservazione, forse non capita da Marianna e forse anche per questo non meritavo da lei una risposta seria, era una critica al costo dei libri. Ci rendiamo conto che in libreria ci sono romanzi e romanzetti che non scendono al di sotto dei 18-20 euro? Ci rendiamo conto che il prezzo per i libri per bambini si aggira intorno ai 16 euro? E’ facile parlare di cultura e di fare cultura quando non si deve andare in libreria solamente a osservare quello che poi non ci si può permettere.

    • La invito a sfogliare il catalogo di Lupo Editore per scoprire edizioni eleganti ed economiche, ma soprattutto libri di qualità. Forse è difficile immaginare quanta spesa ci sia dietro l’edizione di un libro: dall’autore, all’editor, all’ufficio stampa e alla tipografia, per finire alla distribuzione di un prodotto che vende sempre meno. Il sostegno all’editoria italiana è importantissimo per la sopravvivenza di un mestiere in via d’estinzione, che troppo spesso è diventato fabbrica di sogni impossibili per chiunque desideri poter dire: “ho pubblicato un libro” o “sono uno scrittore”. La scelta di andare in biblioteca è estremamente condivisibile, se ha il tempo e una biblioteca fornita e aggiornata vicino casa. Il mio invito è questo: se deve fare un regalo a qualcuno, regali un libro. Sono forse 16 euro, ma non credo che troverà mai nulla di altrettanto prezioso a questo prezzo. E approfitti assolutamente dell’offerta di Cosimo Lupo. Marianna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.