Nuova collana, nuovi obiettivi, nuove storie fuori dall’ordinario

Diversioni è realtà. Accanto alla non-fiction, NEO Edizioni inaugura la nuova collana curata da Alex Piovan in cui confluiscono storie che, partendo dal mondo reale, vogliono narrare senza perdere la grana ruvida del vero e la vena provocatoria del confine, in pieno stile NEO. Qui confluiranno quei testi che non hanno perso l’audacia, la sfrontatezza, il carattere. Con “Diversioni”, infatti, lo strumento narrativo si applica alla realtà e quello che produce è un racconto sempre nuovo, costruito per sorprendere. “Perché – come spiegano gli editori – si parte senza sapere con esattezza quale sarà il punto di arrivo. Perché le cose più importanti sono le deviazioni, le cose dette tra parentesi. Parentesi che possono aprirsi e non chiudersi mai”.
Diversioni è una nuova collana, ma rientra a pieno nella “Teoria del NEO”, quella che ha portato la casa editrice abruzzese ad essere riconoscibile in ogni scaffale d’Italia: uno sguardo che arriva da una nuova prospettiva e genera storie audaci che non hanno timore di partire da una luce e diventare scrittura, immagine, ossessione.
Il primo titolo di questa collana è Veneri deformi di Yasmina Pani.
Non vi aspettate un romanzo canonico, non vi aspettate plot, personaggi e accadimenti ortodossi: quello che si dispiegherà ai vostri occhi, tra le pagine, sarà la confessione lucida e schietta della propria esperienza di disturbo alimentare. L’autrice, insegnante e divulgatrice di materie linguistiche e letterarie, comincia questa narrazione da lontano, da quando bambina, pur amando tremendamente le principesse Disney, non ritrovava nella propria immagine riflessa allo specchio le stesse sembianze armoniche delle sue eroine. Sarà un’incongruenza che l’accompagnerà sempre e che la porterà a volere, con caparbietà, decidere sul proprio aspetto attraverso il digiuno, l’abbuffata o il “rito” del vomito.
“E’ solo un corpo – ripete -, e il fatto che sia mio è soltanto l’aggravante, dovuta al fatto che è un corpo orribile”. Ma non sarà un percorso facile – da elaborare, leggere o comprendere – “Io ho sempre riso molto di me stessa e dei miei problemi, e cerco di farlo anche in questo libro; ma non sono mai riuscita a raccontare con leggerezza cosa accade quando chiudo la porta di casa e apro le buste della spesa – che non è spesa, ma sono le armi per farmi del male”.
Perché l’obiettivo che rincorre Yasmina è quello di un modello che ha nella testa, qualcosa di meraviglioso, irraggiungibile ma scevro del confronto altrui, talmente visionaria, come ambizione, da non avere paradigmi reali. Allora lo specchio diventa nemico, ma si deve continuare con gli allenamenti e i riti: è un continuo lavorìo mentale, fisico e analitico; la figura deve essere sviscerata attraverso un obiettivo fotografico che possa essere lente per ingrandire i difetti e allontanare la voluttà.
“Quello che si sperimenta è una sensazione di fame incontrollabile, che non ha niente a che fare con il bisogno di sostentamento: è solo un enorme vuoto che chiede di essere riempito, lo esige con una forza non dissimile da quella delle sostanze stupefacenti che causano dipendenza”.
In questa ricerca di perfezione, il disturbo dell’immagine diventa un aggregato di ossessioni che dona profondità all’immagine che la protagonista ha di sé ma, allo stesso tempo, non fanno altro che rafforzare quella gabbia di convinzioni e limiti che intrappolano il quotidiano sottraendogli leggerezza. Quello che Yasmina Pani cerca, però, non è una soluzione, non è la salvezza, non è la redenzione.
In tale percorso lastricato di sofferenza e lucidità, la consapevolezza di Yasmina Pani diventa il collante per una strada che è in costante edificazione: il dolore di ieri è ironia per l’oggi e disillusione per il domani, la visione del corpo è nitida ma illusoria. Le immagini sfumano, si perdono. Non sono più veritiere. Le mani che cercano la compattezza della carne, il livello delle imperfezioni, il tempo che passa, quelle rimangono. Ma cambia anche la capacità di toccare. Di percepire. Di essere.
Con Veneri deformi NEO Edizioni ha dato avvio a un nuovo genere, un differente modo di raccontare e raccontarsi. Neo ha messo un punto, anzi, due punti. Ora aspettiamo il resto.
