“Tutte le strade” portano a Roma

Tutte le stradeGiulio Gasperini
AOSTA – Roma è una metropoli intensa e strana. La capitale di un paese che, per molti aspetti, ricorda più un paesone, una comunità di persone che si incontrano sui pianerottoli, nei mercati al coperto, nelle librerie. Federico Longo è uno che ha una grande esperienza di Roma, come immigrato da una piccola cittadina del Nord, e ha raccontato l’Urbe attraverso tante strade, tanti luoghi, tanti quartieri e locali in Tutte le strade, edito da La Tana del Bianconiglio nel 2015.
Roma è una città che attira e calamita a sé, con la sua sfarzosità e le bellezze dei suoi angoli e delle sue prospettive. E Federico Longo si è sempre sentito attratto dalla potenza di Roma, dal suo richiamo che viene da estremamente lontano. Vivere Roma, però, è molto più complesso che sottostare a un istinto. È una città difficile, complessa, estremamente articolata. È una città dove è pericoloso come andare in guerra uscire con una bicicletta. Ma è anche una città dove esistono delle oasi di pace e tranquillità, delle zone di salvezza imprescindibili, delle sacche di resistenza al grigiore della vita ministeriale che non lascia scampo e finisce per anestetizzare ogni uomo e ogni esistenza.
In queste strade, nelle piazze come Santa Maria in Trastevere o Piazza di Spagna, in via Urbana come in via Asmara, a Santa Severa come al Pigneto, in Piazza San Pietro come in Vicolo del Mattonato si incontra un’umanità varia, che a Roma è più varia che altrove. Un’umanità composita e vivace, colorata di mille tonalità. Sono luoghi che rimangono indissolubilmente legati a memorie, ricordi, atteggiamenti e situazioni; e anche a volti, persino di sconosciuti, ma che tessono una corrispondenza di amorosi sensi a significare la città. Tanto che, spesso, di Roma, chi ci ha abitato e l’ha amata, non ricorda tanto i monumenti, che tutti possono vedere anche banalmente al telegiornale, ma ricorda proprio quei luoghi discosti, quei mercati dove si trovano i romani e le romane più genuini, quella Roma in cui puoi mangiare a dieci euro, quei cinema d’essai persi nelle vie striscianti del centro. È quella la Roma che ha valore, quella Roma che più merita di essere conosciuta e vissuta.
Federico Longo ha lo sguardo disincantato di chi sa che passerà poco tempo in quel luogo, e che sarà destinato ad altro. Ma il suo racconto di Roma è un canto d’amore intenso e potente. È una vigorosa carrellata sull’interiorità stessa della città, condotta con uno sguardo ironico ma compartecipe, affettuoso comunque nella capacità di smascherare debolezze e punti deboli. Roma è una città, come dice Longo, in cui tutto sembra possibile. E forse è proprio così: basta solo saperla vivere senza dominarla.

Informazioni su Giulio Gasperini

Laureato in italianistica (e come potrebbe altrimenti), perdutamente amante dei libri, vive circondato da copertine e costole d’ogni forma, dimensione e colore (perché pensa, a ragione, che faccian anche arredamento!). Compratore compulsivo, raffinato segugio di remainders e bancarelle da ipersconti (per perenne carenza di fondi e per passione vintage), adora perdersi soprattutto nei romanzi e nei libri di viaggio: gli orizzonti e i limes gli son sempre andati stretti. Sorvola sui dati anagrafici, ma ci tiene a sottolinare come provenga dall’angolo di mondo più delizioso e straordiario: la Toscana, ovviamente. Per adesso vive tra i 2722 dello Zerbion, i 3486 del Ruitor e i vigneti più alti d’Europa.
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