Buon compleanno Generale Giap

Agnese Cerroni

Roma – In occasione del centesimo compleanno dell’autore, Sandro Teti Editore ha deciso di ripubblicare il volume “Masse armate ed esercito regolare”, uno dei grandi testi di filosofia del conflitto (“scienza militare” sarebbe riduttivo) del XX secolo, summa concettuale del maggiore interprete della “guerra di popolo”, il generale vietnamita e teorico marxista Vo Nguyen Giap

Fu lui lo stratega e organizzatore che combatté il fascismo giapponese in Indocina (1942-45), portò l’esercito del Viemihn ad annichilire il colonialismo francese (Dien Bien Phu, 1954), diresse per lunghi anni la guerra contro l’imperialismo USA fino all’umiliante disfatta di quest’ultimo (Saigon, 1975) ed ebbe un ruolo-chiave nella deposizione del regime di Pol Pot in Cambogia (invasione militare del 1978).

Corredato dalla prefazione di Luciano Canfora (curatore della collana “Historos”, dov’è contenuto il testo) e dalla postfazione di Tommaso De Lorenzis (fra le altre cose da anni compagno di strada e di scrittura dei “Mu Ming”), per i curatori il libro punta a “riproporre un classico del pensiero militare, all’incrocio tra rigore filologico, aggiornamento critico e divulgazione pop. Nel rivolgersi a vecchi e nuovi lettori, il testo diventa l’occasione per un ragionamento a tutto campo sui significati metaforici della figura del Guerrigliero, da Spartaco ai giorni nostri, “e sulle icone dell’epos moderno nella società della comunicazione di massa”. 
La copertina del libro mostra il generale in piedi accanto a Ho Chi Mihn, “Colui che rimane sveglio quando tutti dormono”, protagonista del prologo di Asce di guerra.

Salone del Libro Usato – Bancarelle in Fiera

Agnese Cerroni
MILANO – Il Salone del Libro Usato Bancarelle in Fiera compie sette anni. L’evento, organizzato dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, quest’anno amplia la sua superficie espositiva nella storica sede di Fieramilanocity. Da mercoledì 7 a sabato 10 dicembre (ingresso gratuito) il padiglione si trasformerà nella più grande libreria allestita in Italia. Sarà un immenso, suggestivo scaffale di sedicimila metri quadrati dove si mescolano curiosità di ogni tipo.
Quattro giorni e 550 bancarelle per una rassegna diventata ormai un appuntamento fisso per il mondo del libro fuori commercio: un vero e proprio ritrovo per bibliofili e biblioamatori da tutta Italia e dall’Europa. Durante il ponte di Sant’Ambrogio, si potrà andare a caccia di prime edizioni di grandi classici della letteratura, testi autografati, fumetti introvabili, serie complete di paperbacks e gialli, rarità per collezionisti, raccolte di poesia, libri fotografici, ma anche testi per ragazzi, romanzi di fantascienza, cartoline, francobolli, stampe antiche e locandine cinematografiche. Tutto materiale spesso confinato negli angoli più nascosti delle librerie e delle biblioteche, che qui torna in vetrina. Non solo intenditori di lungo corso, ma anche famiglie, curiosi a caccia di un regalo di Natale particolare, e molti giovani: il Salone del Libro Usato si rivolge a un pubblico eterogeneo, confermando la sua vocazione culturale e la sua voglia di avvicinare sempre più persone al mondo dei libri. Particolare attenzione è riservata alle uscite editoriali più introvabili: quei testi ormai fuori catalogo, usciti dal circuito commerciale tradizionale. Anche quest’anno, sono coinvolti gli editori, invitati a mettere in mostra i propri tesori da collezione e i testi fuori commercio.

Grandi protagonisti saranno come sempre i libri economici: il Libraccio di viale Romolo (Milano) presenta una prima edizione de Il Dottore Zivago, la prima edizione americana autografata da Andy Warhol di A, il Libretto dell’Opera di Puccini autografato (Edizione Ricordi) e una foto di Papa Benedetto XV, con dedica e autografo. Il Libraccio di Monza, invece, porterà la prima edizione del 1936 di Black Spring di Henry Miller (Obelisk Press, Parigi), e poi testi settecenteschi, ottocenteschi e di modernariato del Novecento. Saranno moltissime le occasioni da non perdere, tra volumi contemporanei, curiosi e rari, come quelli di Usatopoli di Brugherio (MB) o di Voltapagina di Pavia e tanti altri.

Sono tante e variegate le scoperte che si faranno passeggiando tra i banchi del Salone dove si troverà davvero di tutto, come l’opera originale in lingua francese di Louis-Ferdinand Céline, “Scandale aux abysses” (Scandalo negli abissi) edizione Chambriand stampato nel 1950 presso le “imprimeries de Chambéry”. La copia, esposta da Acefalorarilibri, fa parte delle 20 copie fuori commercio riservate all’autore e ai suoi amici, con dedica autografa al pittore Pierre-Marie Renet. E poi le foto originali di D’Annunzio del settembre del 1937 esposte da LaBacheca Libreria Online di Montegrimano (PU), la raccolta di autografi della Libreria Scarpignato di Roma e i libri autografati con dedica di Davide Riboni (Gessate, MI). Non mancheranno le preziose edizioni stampate a torchio con incisioni originali e testi composti a mano de Il Buontempo (Milano), i testi antichi del 1500 e del 1800 di Meraviglia Libri di Legnano (MI) e i volumi di pregio di storia e militaria proposti da Studio Bibliografico Mori Paola (Pavia).

Tra le chicche per intenditori si trova la serie completa dei 4 multipli in legno di Ugo Nespolo, creati per la prima monografia dell’artista edita da Prearo ed esposta da Arte e Arte di Legnano (MI), e oggetti-libro belli da vedere e da toccare, come le Edizioni di Henry Beyle (Milano) in carta di puro cotone e stampa a piombo o le poesie visive della Libreria Ardengo di Roma. E poi, Gli Introvabili di Pablo Echaurren, Libreria Saba catalogo primo di Umberto Saba, Lo scaffale di carta di Massimo Gatta proposti da Biblohaus (Macerata), la prima edizione de L’odore dell’India di Pier Paolo Pasolini di Acefalorarilibri (Milano). O i libri di cinema di Tonna Giuseppe (Milano) e alcuni numeri della rivista Frigidaire controcultura italiana e internazionale di Noproduction (Milano).

Ci saranno libri come oggetti magici, che nascondono mondi di carta tutti da toccare: come The Story of Jesus, un volume degli anni ‘30 corredato da 9 pop-up, o le otto Fiabe di Andersen illustrate con 4 pop-up, fino ai due volumi Histoire du ciel di Pluche del 1740, dove si trovano testi esoterici, teorie cosmogoniche, riti e miti degli antichi, il tutto presentato da Meraviglia di Libri di Legnano (MI). I visitatori si possono perdere nella varietà di proposte: tra le riviste specializzate di fantascienza da Italia, Cina e Romania di D&L di Michele Clerici (Milano), le immagini devozionali di Les Images (Torino), i manifesti e le foto d’epoca di Poster Italia da Mortara (PV). Fino alle rare guide turistiche e di montagna de I Libri di Colombo di Genova o al testo di Botanica Allioni Carlo-Flora pedemontana (Bagnasco Luisa – Falco Giancarlo, Boves, CN).

Il Salone del Libro Usato vive non solo nei giorni della manifestazione ma tutto l’anno, grazie al nuovo sito web (www.salonelibrousatomilano.com), che si propone come catalizzatore e luogo di scambi tra organizzatori, espositori e appassionati di libri. Agli espositori, poi, è dedicata un’intera sezione, all’interno della quale potranno trovare informazioni utili per gli addetti ai lavori. Una vera e propria vetrina del mercato del libro fuori commercio, che coniuga l’amore per i testi usati con le nuove tecnologie.
La città avrà un’anteprima del Salone con Libromaggio: dall’1 al 3 dicembre i ragazzi dello staff regaleranno circa 6.000 libri, distribuendoli nelle piazze, davanti alle stazioni e all’università nelle ore di punta. Ogni libro sarà un piccolo promemoria per non mancare all’appuntamento in Fiera.

INFO
Milano, Fieramilanocity, Padiglione 3, Viale Scarampo

Inaugurazione mercoledì 7 dicembre – ore 10.00
Durata mercoledì 7 dicembre sabato 10 dicembre 2011
Orari da mercoledì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Ingresso libero

Dante stasera viene a cena

Agnese Cerronieditrice effequ_chronicalibri
ROMA
– Cosa si mangiava nel Medioevo? E perché? Cosa è rimasto di tutto ciò nell’alimentazione di oggi? La storia del cibo raccontata da Anna Pischedda in “Alighieri passatemi il sale. L’arte di mangiare nel MedioevoEdizioni Effequ, è una storia affascinante perché, come quella del pensiero, ricca di scoperte e di imprese anonime, ma non per questo meno importanti e meno appassionanti: nell’alimentazione l’atto più fisiologico e materiale diventa anche momento rivelatore di cultura e simbolismo. D

Continua

Intervista a Vincenzo Lerro – Lineadaria Editore: dalla provincia il libro come mezzo di confronto


Agnese Cerroni
Roma – Correva l’anno 2005 quando Vincenzo Lerro e Domenico Calvelli raccolsero il guanto di sfida; con l’obiettivo di creare un nuovo polo editoriale nello spazio culturale biellese, avviarono le attività della casa editrice Lineadaria. Agli amici di Chronica Libri, i soci fondatori si raccontano.



Perché la scelta di far nascere una casa ed. in provincia?

Perché sono convinto che la provincia sia sempre una grande fucina di idee, di esperienze e, in definitiva, di vissuto. Nel piccolo, c’è sempre, anche se in nuce, tutto ciò che avviene anche nelle grandi città e che, però, non ha la minima risonanza.
Perché nella mia provincia, Biella, non esisteva una casa editrice che avesse un settore ragazzi di livello, né tanto meno una distribuzione nazionale. Ma soprattutto perché, arrivando dal mondo del giornalismo ed essendo un lettore onnivoro, fondare una piccola casa editrice era il mio sogno nel cassetto.


Qual è la proprosta editoriale di Lineadaria?

La proposta di Lineadaria è compendiabile nella Qualità, del contenuto e del contenitore: testo, illustrazioni e prodotto complessivo. Per me il libro non è mai un fine, ma sempre un mezzo per creare nuove occasioni di confronto: dai nostri libri nascono incontri con gli autori, laboratori didattici, spettacoli teatrali e tutto ciò che da un libro possa prendere spunto.


Come mai la scelta di investire sugli autori emergenti?
Autori emergenti perché mi piace scommettere sulla novità: uomini e donne nuovi. l’Italia è piena di gente che scrive: tanti non meritano la pubblicazione, qualcuno sì, ma spesso quel qualcuno non riesce a trovare sbocchi possibili per emergere ed in questo senso l’editoria a pagamento non aiuta, anzi: dal mio punto di vista oltre ad inquinare il mercato, rischia di livellarlo verso il basso (oltre a risolversi, troppo spesso, in una becera forma di truffa).



Per Lineadaria come avviene la selezione del materiale presentato dagli scrittori? A quali tematiche si dà precedenza?Lineadaria sono io. Non ho un socio, né dipendenti: solo qualche collaboratore che mi aiuta a titolo di pura amicizia. Quindi la selezione avviene solo ed esclusivamente in base al mio gusto e alla mia sensibilità. Quanto alle tematiche, non ho preferenze particolari, ma occupandomi prevalentemente di letteratura per bambini e ragazzi, le tematiche principali sono quelle legate alla loro crescita e alla loro quotidianità.


Qualora ci fossero, quali sono quali sono i problemi di una piccola casa editrice (distribuzione,
individuazione del target, contributi economici statali) ?
Qualora ci fossero problemi? Ce ne sono una marea. Ci vorrebbero pagine e pagine: indubbiamente la distribuzione è il problema; ma non è solo quello. C’è una pletora di aporie non meno importanti e non meno invalidanti… In questo Paese, le piccole case editrici che investono sulla qualità e sulla continua ricerca non hanno un minimo di spazio. Dobbiamo accontentarci di qualcosa di meno delle briciole del mercato editoriale.



Sempre meno libri venduti, sempre più case editrici: come vive …. questa continua “lotta”?

Esatto è una lotta! E per me è anche una missione!

Around the "London boulevard". Discesa nell’inferno metropolitano

Agnese Cerroni
ROMA Quarantacinque anni, un metro e ottanta, muscoli definiti sollevando pesi sulla panca della prigione. Mitchell, protagonista del romanzo di Ken Bruen London Boulevard pubblicato da Casini Editore, è davvero un tipo poco raccomandabile. Dopo aver trascorso gli ultimi tre anni dietro le sbarre per rissa aggravata, ha pagato il suo debito con la giustizia ed ora è di nuovo libero. Lui è un tipo eclettico con uno spiccato fiuto per i guai : durante la detenzione ha maturato la passione della lettura, hobby insolito per un avanzo di galera come lui, ma non ha dismesso il vizio di menare pesantemente le mani. Nonostante abbia deciso di chiudere con il proprio tenebroso passato, fatto di abuso di droghe, alcool e violenze, è il suo passato a non aver finito con lui. Nello stesso istante in cui egli mette il naso fuori, è già chiaro che non potrà far altro che tornare a delinquere. D’altro canto chi offrirebbe una seconda chance ad uno come lui? Sullo sfondo di una Londra cupa e spaventosa, nelle periferie desolate e disumane oltre la Northen Line, Mitchell torna a fare i conti con il suo lato oscuro, popolato da assassini, usurai e spacciatori. Assoldato da una ricca e ambigua signora del cinema come tutto fare, ossessionato dall’isteria della sorella Briony, sorvegliato a vista da Jordan il maggiordomo, Mitch trascorre le proprie giornate tentando di far salva la pelle, dribblando il pericolo e divincolandosi tra loschi figuri che lo vogliono dalla loro parte al servizio del cartello della droga. Cosa potrebbe salvarlo, l’amore, la rabbia, la vendetta? Possono buttati in prigione e spararti alle ginocchia, ma fino a quando non ti innamori non sei fottuto davvero. Profondo, eh?

"Ieri è un altro giorno", un romanzo di passione e vivacità sentimentale

Agnese Cerroni
Roma – Edito da Ugo Mursia nel 2011, “Ieri è un altro giorno” è la più recente delle fatiche di Pasquale Intonti, docente di Comunicazione d’Impresa presso l’Università La Sapienza di Roma e individual coaching per Executive e Manager di aziende di primaria importanza. Quarantanovenne, separato e senza figli, Michele Resi da anni ricopre il ruolo di Direttore delle risorse umane presso la CINFOS, una multinazionale operante nel settore dell’informatica e dei call center. È un dirigente affermato e stimato da tutti che svolge il proprio lavoro con orgoglio e piena soddisfazione, mediando i rapporti, non sempre facilissimi, tra gli impiegati “disseminati in gran parte negli uffici di un moderno mini-grattacelo” e i piani alti. Le azioni si svolgono sullo sfondo di rivendicazioni sindacali, delicati licenziamenti e tentativi di scacco ai danni di Michele, il quale dovrà tentare di rimanere a galla in una lotta al potere fatta di colpi bassi, calunnie, deresponsabilizzazione. A movimentare il quadro, la vivace vita sentimentale del protagonista, che in un turbinio di microstorie a singhiozzi diventa uomo-oggetto del desiderio di procaci segretarie in via di divorzio, conturbanti amiche e ballerine scatenate con cui condividere senza impegno attimi di effimera felicità. Saranno gli inaspettati risvolti di una fosca vicenda lavorativa a indicare la donna con la quale intraprendere un rapporto a tempo indeterminato, una con cui, suo malgrado, Michele ha già una love story iniziata. “Davvero Direttore? E da quando”.”Da ieri.” 
“Che bello!Ieri è un altro giorno…”

"Morte nei boschi". Viaggio nell’animo umano in bilico tra bene e male

Agnese Cerroni

ROMA Da bambino, Nonno Goriot aveva sentito raccontare la misteriosa storia della bestia del Gevaudan che per molti anni aveva terrorizzato la popolazione sbranando donne e bambini”.
La storia proposta da Giorgio Celli e Costanza Savini nel romanzo “Morte nei boschi” pubblicato da Ugo Mursia Editore ci conduce in Francia, durante gli anni del regno di Luigi XV, nella tranquilla regione del Gevaudan, dove gli abitanti vivono di agricoltura e pastorizia e il tempo è scandito dal ciclo delle messi. Improvvisamente la quiete di quei luoghi viene turbata dal ritrovamento di corpi nelle radure della valle, dilaniati con lo stesso macabro modus operandi. Vox populi attribuisce i delitti ad una creatura mostruosa che pare si aggiri per boschi e prati, aggredendo le pastorelle e i bambini che portano le vacche all’alpeggio. La gente dei villaggi vive nel terrore di un gigantesco animale dalle fattezze di lupo assetato di sangue. O forse si tratta di un demone uscito dall’inferno o addirittura un flagello divino che già i parroci delle parrocchie di montagna da tempo avevano minacciato? Chi è dunque la Bestia del Gevaudan? Nessuno è in grado di rispondere alla domanda. Per circa quattro anni la bestia semina morte per tutta la regione, incutendo terrore tra la povera gente, in balia delle suggestioni della superstizione e del peccato. Poi, tutto d’un tratto, si dissolve nel nulla, lasciando dietro di sé un senso di vuoto e di inquietudine.
Sotto una pioggia fredda e torrenziale, un viandante dai capelli biondo-cenere e “lo sguardo benevolo e malevolo insieme” trova rifugio in una stamberga lungo il ciglio di una strada. I vestiti sono logori e malconci, ma ad uno sguardo attento non sfuggono le sembianze di ciò che resta di un abito talare. Ad accoglierlo in quell umile ricovero una ostessa compiacente, dalle mani tozze e gravate da anelli d’oro matto. L’ululato lugubre di un lupo scatena i ricordi di Stefan, questo è il nome dell’uomo, che comincia a raccontare una misteriosa storia, in cui realtà e delirio camminano parallelamente su un binario narrativo che conduce il lettore all’interrogativo finale: può il Male essere strumento del Bene? Può Dio redimere le anime per mezzo di mani macchiate di sangue?
Il delitto può diventare un vizio. Ho camminato tanto tempo nei boschi! Così tanto che a un certo punto mi sono smarrito (…) Mi chiamo Stefan. Avevo un amico. Si chiamava Elisè”. “Anche lui si è perduto nei boschi? Domandò la donna. “ Si ma poi l’ho ritrovato”.