Alfabeto di Quarantena

Le parole: alfabeto di quarantena, H – hobby

Giulia Siena
PARMA
– Avevamo tanto tempo in quei giorni in cui tutto ci sembrava infinito: tempo, noia, preoccupazioni, titubanze. In quel momento molti di noi, stanchi dei social, della connessione e delle onnipresenti video-chiamate, hanno scelto di tornare ad alcune “antiche passioni”. Gli hobby – che avevamo quasi dimenticato come vecchi jeans dismessi poiché troppo corti, troppo larghi, troppo stretti o troppo fuori moda – sono ricomparsi a gamba tesa per riprendersi i propri vecchi ruoli. All’improvviso piccole e soddisfacenti attività hanno ritrovato spazio nelle nostre vite non più affollate e caotiche.

Continua

Alfabeto di Quarantena

Le parole: alfabeto di quarantena, G – gioia

Giulia Siena
PARMA
– Sembra che la normalità stia facendo capolino nelle nostre vite. Timidamente abbiamo ricominciato (per chi aveva dovuto smettere) a mettere il naso fuori da casa – ma dentro la mascherina- , riprogettare la quotidianità e le occasioni sociali. Abbiamo dovuto archiviare le titubanze e rimodulare le nostre abitudini in base alle esigenze dell’oggi. Quell’oggi che abbiamo atteso tra paure e consapevolezze ora è qui; ora possiamo tornare a guardarci, a sorridere insieme, a raccontarci i tanti progetti che abbiamo accantonato, le piccole conquiste, le ricette riuscite, le paure e tutti i film che siamo (o non siamo) riusciti a vedere.

Continua

Alfabeto di Quarantena

Alfabeto di quarantena: F – fase

Giulia Siena
PARMA
– E’ passato quasi un mese dall’ultima lettera di questo Alfabeto di quarantena cominciato a fine marzo. Mi sono chiesta più volte se fosse un “progetto” concluso con la riapertura dei cancelli, con il “via libera” alle nostre vite. Essendo uno scrivere totalmente libero e scevro da progettazione e organizzazione, ho lasciato che l’interrogativo rimanesse sospeso senza trovare soluzione. L’occasione è arrivata da una chiacchierata con Michela, la mia vignettista incontrata per pura fortuna (questa fortuna si chiama Michela B. che ci ha messo in contatto). Così, quella che era ancora una sensazione di concludere l’alfabeto, è diventata una nuova lettera. Sapevo, infatti, che avevo ancora qualcosa da dire: perché questo spazio è stato un respiro in un momento di apnea, è stato un esercizio pubblico di introspezione privata. E non poteva finire così. Ho il vizio di portare a termine – quasi – tutto. Quindi proviamo a continuare.

Continua

Alfabeto di quarantena: E – Essenziale

Giulia Siena
PARMA
– Fase 2. Continuano i giorni. Fase due e molti dubbi. Ci sono degli interrogativi nell’aria che si mescolano al polline. Fase 2 e il doppio binario: non uscire, ancora, o tornare fuori, tornare alla “normalità”, una normalità differente, una normalità fuori dalle mura che ci hanno trattenuto finora. Fase 2 e la doppia sensazione: timore e voglia di fuga. La “giusta misura” potrebbe essere al centro, uscire con cognizione, non per la sola nostra necessità, uscire rispettando gli altri, ricominciare e far vedere che qualcosa l’abbiamo imparata. Ma cosa dipende da noi? Arrivare fuori, dopo tante titubanze, dovrebbe portarci ad apprezzare le piccole cose, interessarci agli altri, non mettere davanti sempre i nostri bisogni e il nostro malcontento.

Continua

Alfabeto di quarantena: D – destino

Giulia Siena
PARMA
– Destino. Diario, disincanto, distanza, divano, dolce, dolore. Sono tante le parole che in questi giorni di reclusione forzata, ormai diventati di una normalità preoccupante, mi ronzano intorno. Parole improvvise, parole scelte con cura oppure arrivate chiacchierando – virtualmente – con amici. Le parole giungono mentre faccio altro; si palesano con forza a definire una immagine, un evento, uno stato d’animo.

Continua

Alfabeto di quarantena: C – consapevolezza

Giulia Siena
PARMA
– Procrastinare sembra la parole giusta per questi ultimi giorni. Domani, dopodomani, la prossima settimana o il prossimo mese: pare che l’obiettivo sia sempre lontano e noi sempre più stufi di arrancare e non avere risposte. Fortunati nella furia pandemica, ma impazienti di fronte a uno stallo sociale, economico e personale.

Continua

Alfabeto di quarantena: B – Bambini

Giulia Siena
PARMA
– Sembra che il tempo stia rallentando la sua corsa. Siamo in affanno, siamo impotenti, siamo osservatori inermi. E la vita (e le vite degli altri) ci sta attraversando mentre siamo occupati tra dati statistici e bollettini delle ore 18.00, quelli prima della sera, quelli che raccontano la giornata che è stata. Le evoluzioni, le percezioni, chi c’è ancora, chi non è riuscito a farcela. Intanto ci intimano di rimanere a casa, a fare il nostro. E rimaniamo fermi in questa quarantena che ci modifica e ci plasma, ci ridimensiona e, a momenti alterni, ci toglie l’ottimismo.

Continua

Alfabeto di quarantena: A – ascoltare

Giulia Siena
PARMA
– Siamo cambiati? Cambieremo? Guarderemo al mondo con occhi diversi? Non lo so. Le domande sono tante e allo stesso tempo c’è una grande silenzio che smuove la città in questa ultima domenica di marzo. Avevamo tanti progetti, le solite corse, una infinità di scadenze; eravamo stressati, annoiati e polemici: eravamo i soliti italiani in un qualsiasi febbraio del decennio, il primo di questi anni Venti che si erano prospettati subito come punto di rottura rispetto al passato.

Continua

L’Editoriale: quando sono le donne a parlare. Imma Di Nardo vince la terza edizione del Premio La Quara

La Quara 2016_premiazione_chronicalibriGiulia Siena 
PARMA – Una lettura al buio dei dieci racconti selezionati tra gli oltre 150 arrivati al concorso. Sono partita da questo con la mia avventura da giurata – lusingata! – insieme ad Antonio Ferrari, Elisabetta Rosaspina, Maria Cuffaro e Carlo Martigli  per la terza edizione del Premio La Quara, quest’anno dedicato alla musica.

Leggere. Semplicemente leggere quello che si ha davanti, su fogli word senza copertina, senza bandelle. Lasciarsi trascinare tra le righe, nella storia, senza sapere chi scrive; senza conoscere identità, età, provenienza, esperienze, ragioni, tormenti e motivi. Continua

L’editoriale: quando leggere era un piacere. Con “I distillati” di Centauria il piacere di leggere viene svenduto per 3.99 euro

distillatiGiulia Siena
PARMA – Quando leggere era un piacere non ci si preoccupava delle pagine di troppo, del tempo dai impiegare, di quanto dovessimo risultare lettori voraci e veloci. Quando leggere era un piacere alcune cose sembravano assurde… tipo parlare di libri “distillati”, ovvero edizioni di romanzi commerciali “ristretti” (di pagine e contenuti) per invogliare il pigro popolo di lettori. Quando leggere era un piacere questo sarebbe sembrato impensabile; nel tragico mondo attuale, a cavallo tra Natale e il nuovo anno, invece, questo è diventato pensabile e – purtroppo – attuabile. Continua