Intervista: Aldo Putignano, fare libri è una necessità, una vocazione e un talento.

Aldo_Putignano_intervista_chronicalibriGiulia Siena
MODENA – Ci siamo incontrati tante volte, io e Aldo Putignano. Ogni volta io ero alla ricerca di nuovi libri, scrittori emergenti, buone storie; lui era dall’altra parte, a suggerirmi nuovi libri, scrittori emergenti, buone storie. Ogni volta che incontro Aldo Putignano lo riconosco dalla sua schiettezza, dalla determinazione e della passione. E questa volta ci siamo incontrati a Modena, in occasione del Bukfestival 2014. Ma questa volta non mi sono fermata a cercare nuovi libri, scrittori emergenti e buone storie. No, questa volta, ho voluto fermarmi di più e chiedergli chi è, che fa e perché lo fa; poi, per capire insieme a lui qual è la direzione che sta prendendo il libro. Perché chiederlo a lui? Perché Aldo Putignano, oltre a essere editore di Homo Scrivens, è anche uno scrittore dalla penna intelligente, sagace e divertente, con il libro “Social zoo”, infatti, ha vinto il Premio Carver 2013.

 
Homo Scrivens nasce nel 2002, casa editrice dal 2012. Raccontaci questa storia.
Siamo nati nel 2002 come Compagni di Scrittura, un gruppo di scrittori prestati all’editoria. Abbiamo unito le nostre forze per parlare al pubblico e agli operatori del settore per proporre anche eventi culturali. Il contesto nel quale ci siamo mossi è quello del Sud di Italia, territorio che vive molto di riflesso su molti argomenti tutt’oggi quasi filtrati dal giudizio delle grandi industrie culturali dislocate altrove. Così dopo dieci anni e numerose collaborazioni, anche con case editrici napoletane, abbiamo deciso di fare il grande passo e provare a dare a questa nostra passione una nuova stabilità in grado di portare avanti i tanti autori che nel frattempo erano cresciuti e meritavano uno spazio ulteriore.

 

Questo spazio è diventato Homo Scrivens, una casa editrice attiva e lungimirante. Cosa pubblicate e quali sono i libri oggi in catalogo?
In due anni siamo vicini ai settanta volumi, una produzione già di per se abbastanza ampia che da grande spazio alla narrativa. Quest’ultima nella collana Dieci, prende il nome dalla scelta di pubblicare solo dieci libri l’anno; accanto, con risultati molti importanti, c’è la collana Scout, dedicata agli scrittori emergenti ed esordienti. Per il prossimo anno tre dei libri che pubblicheremo nella collana Dieci sono autori che hanno già pubblicato con Scout, segno di una attenzione significativa del mercato verso i giovani. Inoltre, la collana Polimeri dedicata alla scrittura collettiva e collana nata con il libro “Enciclopedia degli scrittori inesistenti”. Poi una collana dedicata alle Arti per dare spazio a quei diversi generi che il mercato ha spesso “maltrattato”: poesia, teatro, critica letteraria; una sezione che vuole essere un segnale di apertura verso le arti.

 

Molti libri targati Homo Scrivens hanno ottenuto risultati importanti; tra questi, sicuramente, c’è “Social Zoo”, il libro di cui sei autore e che si è aggiudicato il Premio Carver 2013.
Il Premio Carver è un premio speciale ed è stata per me una gratificazione enorme, anche perché non pensavo di cimentarmi. Mi sono, quindi, sorpreso a vincere e sono stato felicemente sorpreso di vedere come in Italia ci siano premi letterari per i quali il marchio editoriale non è importante; c’è, invece, una lettura attenta e magari si cerca di premiare e non di penalizzare la voglia di ricerca, la sperimentazione e le idee innovative degli autori.

 

La sperimentazione e le idee innovative degli autori sono alla base di Homo Scrivens che, tra le altre cose, si è sempre schierata contro l’editoria a pagamento. Una scelta normale che diventa quasi coraggiosa nel panorama delle piccole e medie case editrici.
Il motivo quasi naturale di questa scelta è che noi siamo scrittori, l’editoria viene dopo e l’editoria è un passaggio che ci serve a portare avanti altri scrittori. Comunque penso che nessun editore dovrebbe essere imprenditore con i soldi degli altri, dovrebbe poter rischiare, metterci la faccia e investire in quel che crede. Per questo non ci sentiamo colleghi di queste persone, di chi vuole lucrare sull’entusiasmo di giovani e meno giovani. Dall’altra parte chi scrive per pubblicare a pagamento, anche se ingenuamente, è complice di questo sistema poiché pensa che non si possa fare altrimenti, pensa che pubblicare pagando sia l’unico modo o comunque una scoricatoia. Io chiedo a chi ci legge di evitare queste scorciatoie e confrontarsi con i professionisti perché la scelta di pubblicare pagando è una scelta che non paga.

 

Sul sito di Homo Scrivens campeggia la scritta “Scrivere molto fa male scrivere male fa peggio”, il bando di un concorso letterario. Titolo un po’ provocatorio, non pensi?
Il Concorso è indotto dalla Biblioteca Nazionale di Napoli rivolto a giovanissimi alla prima pubblicazione, al primo incontro con il mondo della scrittura. Il titolo, “Scrivere molto fa male scrivere male fa peggio”, è stato scelto un po’ come “provocazione” perché spesso ci vengono proposti dei testi scritti di getto e poi inviati, senza nemmono rileggerli. Questi testi si presentano come una cascata di parole, quasi come se la scrittura – per esempio quella dei social network – sia solamente un canale per esprimersi in maniera immediata, senza la meditazione del messaggio. La seconda parte del titolo “… scrivere male fa peggio” vuole essere un invito a riappropiarsi delle possibilità della scrittura che è un’arte nobile, che ti permette di conoscerti, di leggerti e quindi un invito a passare a una comunicazione più profonda e più vera.

 

Quali sono i tre libri targati Homo Scrivens che Aldo Putignano ci consiglia per la primavera?
Consiglio un nuovissimo romanzo che uscirà nei prossimi giorni tra i nuovi titoli della collana Dieci, “Aria di neve”, un giallo consigliato da Marco Malvaldi e scritto da Serena Venditto, già autrice de “Le intolleranze elementari”, piccola rivelazione dello scorso anno. Poi vi suggerisco di leggere è la spy story “Ragazzi straordinari” di Giancarlo Marino che con una scrittura molto molto forte descrive la storia di cinque ragazzi in una città immaginaria molto simile alla Germania dell’Est prima della caduta del Muro di Berlino. In ultimo – anche se la scelta è ampia – segnalo “Tutto andrà nel migliore dei modi” di Rosalia Catapano, prequel ideale di “Solo Nina”, quest’ultimo libro rivelazione che ha avuto importanti riscontri per noi che abbiamo piccoli numeri.

 

Per Aldo Putignano fare libri è…
Essenzialmente è una necessità, oltre che una vocazione, perché non riesco a pensare diversamente. Vivo fra i libri e sono abituato a questo mondo che mi sono un po’ costruito addosso.

 

Appuntamenti: a Sanremo I Martedì Letterari, dal 14 gennaio al 31 marzo

SANREMO – Dal 14 gennaio fino al 31 marzo 2014 il Casinò di Sanremo ospita “I Martedì Letterari”, una rassegna culturale dedicata ad arte, libri e grandi temi. Per dieci settimane il Casinò della città ligure e il Teatro dell’Opera saranno il palcoscenico sul quale si alterneranno i grandi nomi della cultura internazionale. Martedì 14 gennaio (ore 16.30) si parte con l’Omaggio all’Europa attraverso l’omonimo volume scritto da Louis Godart, professore, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del presidente della Repubblica. “Omaggio all’Europa” è un’opera originale ideata e realizzata dalla Casa Editrice UTET Grandi Opere, in occasione dell’Anno europeo dei cittadini sotto l’alto Patronato del Parlamento Europeo. Il volume è arricchito da un apparato iconografico che comprende 135 immagini, di cui 23 applicate a mano, raffiguranti opere d’arte, mappe e documenti tutti ispirati all’Europa, ai suoi miti e alla sua storia. Il corpus iconografico si chiude con la riproduzione integrale dell’opera “Europe a Prophecy” di William Blake. Sulla copertina del volume è stata collocata una lastra in ottone di 13 x 16 cm, ricoperta con bagno galvanico in oro 24 carati, raffigurante “L’Allegoria dell’Europa”, tratta dall’Iconologia di Cesare Ripa nell’edizione del 1611. ( dall’introduzione).
Con l’autore interverrà l’onorevole Claudio Scajola. La presentazione, inoltre, sarà accompagnata dal recital del quartetto d’Archi dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

#anatalemettiamocilafaccia grazie a tutti!

Siete tanti, siete belli: VI AMIAMO!! Buon Natale da tutta la redazione di Chronicalibri!

Per sapere tutti i nomi di chi ha partecipato all’iniziativa vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook

 

Pisa Book Festival, edizione 2013 all’insegna della letteratura tedesca

Pisabook-logo-2013PISA –  3 giorni, 150 editori indipendenti, oltre 200 eventi e circa 4.000 mq di superficie espositiva. Questi i numeri dell’XI edizione del Pisa Book Festival, la kermesse letteraria in programma al Palazzo dei Congressi di Pisa dal 15 al 17 novembre 2013. Nove autori riconducibili a percorsi diversi, ma tutti rappresentativi di una produzione libraria tra le più vivaci e interessanti del panorama europeo, rappresenteranno il filo conduttore di questa edizione: la letteratura tedesca. Il viaggio in Germania inizierà il 14 novembre con la mostra dell’autore-illustratore Philip Waechter allestita nelle sale di Palazzo Blu con 25 tavole originali. Realizzata con la collaborazione di Hamelin, la mostra resterà aperta fino al  30 gennaio 2014 e darà la possibilità ai visitatori di entrare in contatto con la fantasia di uno degli artisti tedeschi più innovativi del settore.

 

A rappresentare i rapporti tra Germania e Italia sarà l’editore-scrittore Klaus Wagenbach che con Ranieri Polese parlerà del suo libro autobiografico “La libertà dell’editore” (Sellerio). Wagenbach è considerato uno tra i più intraprendenti editori europei da quando, nel 1965, ha fondato la casa editrice che porta il suo nome facendone un luogo d’incontro ideale “intertedesco”, nel tentativo di gettare un ponte intellettuale tra le due Germanie del dopoguerra.

 

Anteprime e novità

Maurizio De Giovanni presenterà in anteprima nazionale al Pisa Book Festival il suo ultimo libro, “Buio per i Bastardi di Pizzofalcone” in programma domenica 17, mentre sabato 16 novembre alle 18 Marcello Fois legge in anteprima “L’importanza dei luoghi comuni”, il suo ultimo libro. Anteprima anche per Vanni Santoni con il suo primo romanzo fantasy “Terra Ignota” (Mondadori). Anche Marco Malvaldi in anteprima presenta “Argento Vivo” (Sellerio) e Sergio Costanzo in anteprima “La Tavola dei Galilei” (Linee Infinite edizioni). Per la prima volta disponibili in traduzione italiana grazie all’Editore Obarrao i racconti del fondatore del genere poliziesco giapponese Okamoto Kidō, autore del libro Detective Hanshichi. I misteri della città di Edo verranno presentati da Ikuku Sagiyama, docente di lingua e letteratura giapponese all’Università di Firenze. Una prima volta anche per lo scrittore brasiliano José Castello che arriva dal Brasile per presentare il romanzo “Ribamar” tradotto in italiano dalla casa editrice Urogallo. Tra le novità da o segnalare anche l’esordiente Vanessa Roggeri, caso letterario del 2013 e autrice del romanzo “Il cuore selvatico del ginepro” (Garzanti) e il libro di Nello Scavo “La lista Bergoglio, i salvati di Papa Francesco” (EMI).

 

La Sezione Junior 
Si arricchisce con nuovi spazi per editori e due nuove salette per i laboratori. Nei tre giorni di manifestazione ci sarà spazio per Comunicare ai tempi del web con i giornalisti Laura Montanari e Fabio Galati e lo spettacolo Omaggio a Roberto Denti, a cura di Teresa Porcella.

 

Evento Editoriale
Domenica 17 Gianluca Foglia, direttore editoriale di Feltrinelli presenta Feltrinelli Indies, una collana di narrativa trasversale e una formula inedita di collaborazione editoriale tra il grande gruppo e le case editrici indipendenti.


Novità 2013
Fuori Salone: il Pisa Book Festival invade gli spazi della città con libri e incontri dal 9 al 17 novembre e sabato 16 novembre dalle ore 20 alle 24 diventa Pisa Book by night con eventi in tutte le librerie della città.

 

 

 

LABirinti Festival – Narrazioni tra arte e vita: Torino dal 25 al 27 ottobre

LABirinti Festival_torino_2013_chronicalibriTORINO – LABirinti Festival – Narrazioni, tra arte e vita è in programma a Torino (presso l’OPEN 011 di corso Venezia, 11) da venerdì 25 a domenica 27 ottobre. Un’originale programmazione di incontri, in un’inconsueta e innovativa commistione fra letteratura, multimedialità e cinema, sarà l’aspetto caratterizzante dell’evento.
Gli editori presenti: Aguaplano, Avagliano, Ediciclo, La vita felice, Edizioni e/o, Voland, Quodilibet, Scritturapura Casa Editrice, Marsilio, Transeuropa Edizioni, Instar, Gaffi Editore, Kowalski, Edizioni La Linea, Whitefly, ‘Round midnight edizioni, Las Vegas Edizioni, Miraggi Editore, Mucchi Editore, Eris, Portaparole, Fernandel, Salvatore Sciascia Editore, Indiana.

 

Gli autori: Claudio Morandini, Matteo Marchesini, Vito Santoro, Vito Ferro, Anna Toscano, Daniela Marcheschi, Marco Lazzarotto, Fabrizio Elefante, Daniela D’Angelo, Andrea Pomella, Fernando Coratelli, Giuseppe Giglio, Grazia Valente, Tiziano Fratus, Franz Krauspenhaar, Francesco Signor, Andrea Caterini, Davide Rondoni, Anna Maria Carpi, Massimiliano Borelli, Giuseppe Lupo, Massimo Maugeri, Cristina De Laurentis, Vanni Santoni.

 

Leggi QUI il programma completo di LABirinti Festival 2013.

L’estate si chiude nella tana del Lupo

lupo-editoreGiulia Siena

COPERTINO (Le) – Strada provinciale Copertino – Monteroni, a pochi chilometri da Lecce. Queste, più o meno, le coordinate stradali per arrivare al quartier generale della Lupo Editore, la casa editrice salentina che dal 1992 è il punto di riferimento per l’editoria pugliese. Qui “la letteratura è la madre di tutto, la musica e il cinema sono due figlie bellissime e ribelli che donano gioia, completezza e qualche dispiacere alla madre-letteratura”. Da queste parole parte Cosimo Lupo (nella foto in basso), deus ex machina di questa realtà editoriale in continuo fermento, per spiegare il suo progetto che negli anni si è evoluto, cambiato, cresciuto e che con la forza delle idee e dei sogni si sta plasmando.

 

Da qualche mese la Lupo Editore ha spento 20 candeline: quali sono i traguardi, gli obiettivi e le speranze da cui partire e con i quali andare avanti?

Il bilancio di questi venti anni è sicuramente positivo perché, finalmente, posso dire con orgoglio di intravedere la luce in fondo al tunnel! Questo mestiere, il mestiere dell’editore, è un lavoro difficile e allo stesso tempo bellissimo, un mestiere che ti permette di entrare in contatto con le persone, vivere nelle storie, scoprire racconti e personaggi ogni volta diversi. Ma, allo stesso tempo, è un mestiere che ti prosciuga e che richiede sacrifici e, negli ultimi venti anni, di sacrifici ne abbiamo dovuti fare tanti per andare avanti. Come dicevo, comunque, negli ultimi anni siamo riusciti a crescere, a diventare visibili nel panorama nazionale e il punto di riferimento per la cultura salentina perché i libri sono il cibo per la mente e a noi piace essere la mensa da cui attingere.

 

E la mensa Lupo Editore è davvero ricca: 16 collane, oltre 200 scrittori e nuovi progetti che uniscono letteratura, musica e arti visive.

Sì, il nostro catalogo è ormai davvero ampio e comprende tante novità, tra cui romanzi, libri per bambini e ragazzi, una rivista laboratorio (“UnduetreStella”), libri sonori, racconti di cucina (“Una frisella sul mare”) e una nuova collana di letteratura rosa. Quest’ultima, una vera novità, è una collana di “libri intelligenti camuffati dal rosa” scritta solo da autrici donne. Tutte le nostre pubblicazioni, comunque, partono dalla genuinità dei testi – che è forse il punto di forza di un piccolo editore – sulle storie forti, coinvolgenti e molto vere. Da editore, poi, penso che sia indispensabile la capacità di promuovere i libri, comunicando e incuriosendo il lettore con fantasia e idee.

 

Cosimo Lupo_casa editrice_intervista chronicalibriQui siamo in provincia, fuori dalle grandi rotte editoriali e lontano dai colossi che dettano il mercato. Per Cosimo Lupo fare editoria a Copertino è un handicap o un punto di forza?

Partire da qui è sicuramente un vantaggio. Mentre nei grandi centri e nelle metropoli si lotta e si compete per creare la propria vetrina, qui c’è tanto spazio. Il Salento, infatti, offre spazio e visibilità. In questo periodo, poi, si è anche aiutati dal fermento turistico e culturale che sta vivendo la zona; a testimonianza di ciò arriva anche la candidatura della città di Lecce a capitale mondiale della cultura 2019. La forza della sua candidatura è che Lecce è una città fondata sulla persona poiché ogni persona è un racconto, un libro e una storia a se. Il mio sogno, infine, è di costruire qui in Salento una Casa della Cultura, un luogo di commistione tra le arti, una grande masseria con laboratorio a vista in cui la parola, l’arte e la cultura prendono forma per diventare fruibili.

 

Tu che libro sei?

Il libro che mi rispecchia di più è “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry; amo talmente tanto questo libro che ne colleziono copie in diverse lingue. Io – del resto – vorrei essere un libro per bambini, un libro semplice e allo stesso tempo “saggio”. Un racconto che abbia come protagonista l’ulivo, un albero mite, longevo, tranquillo, determinato e prolifico; una pianta provata dal tempo, ma nonostante le tante prove che deve affrontare l’ulivo si apre, accoglie dentro di se, scava in profondità per cercare l’acqua attraverso le sue radici e regala la vita, l’olio. Per il titolo penserei a “Il lupo e l’ulivo” e lo dedicherei a Michele, Chiara e Rossana, la mia vita vera oltre la carta.

Lampedusa e la sua prima biblioteca. ChronicaLibri intervista Deborah Soria.

Biblioteca dei ragazzi di LampedusaGiulio Gasperini
LAMPEDUSA – Lampedusa è l’ultima terra d’Italia, immersa nel Mar Mediterraneo. O forse, è più semplicemente la prima. Il primo luogo dove s’incontra l’Italia; la sua società, le sue leggi, i suoi uomini e le sue donne. E la sua cultura. Lampedusa è la “Porta d’Europa”, ma è anche quella italiana. E lo è con estrema dignità, con profonda consapevolezza. Lo è combattendo contro ostacoli e problemi di ogni misura e complessità, sfidando una natura aspra e un isolamento feroce. Come avamposto italiano, non si poteva continuare a eludere la mancanza di una biblioteca (tra le tante altre mancanze strutturali che l’isola conosce fin troppo bene). Una biblioteca che non sia semplicemente un deposito di libri ma un luogo dove i libri aiutano ad allacciare rapporti, ad approfondire conoscenze, a costruire quel ponte che possa trasportare tutti – migranti e lampedusani – verso una terra di tangenze comuni. ChronicaLibri, con profonda ammirazione per questo progetto, ha intervistato la responsabile, Deborah Soria.

 

Grazie al progetto “Libri senza parole” migliaia di volumi sono arrivati a Lampedusa. Nell’isola tradizionalmente conosciuta per gli “sbarchi” umani (che sono, in realtà, recuperi), approdano libri; per merito di Ibby Italia. Come mai si è pensato alla realizzazione di questo progetto? Da dove è giunta l’ispirazione?
Il progetto è nato nella mia testa dopo le emergenze del 2011. Volevo entrare in contatto con qualcuno che stesse lavorando con i minori che arrivavano sull’isola: sono nel direttivo di Ibby da molti anni e sono una fan dell’idea semplice e geniale che un libro ti può sostenere nei momenti difficili della tua vita e che non è solo utile ma necessario. Dopo vari tentativi andati a fallimento, ho avuto da un’amica che lavorava a Legambiente il numero di “una brava”; la chiamai per raccontarle la mia idea di libri per i bambini in arrivo da lontano e lei mi disse al telefono: “Lo sai, sì, che a Lampedusa ci sono 600 bambini italiani?!”. Lei era Giusi Nicolini e le se parole dettero una svolta decisiva al progetto. I bambini sono tutti uguali, per questo è ugualmente scandaloso che non ci sia una biblioteca per migranti quanto che non ce ne sia una per ragazzi: a questo punto mi sono indignata e mi sono convinta della necessità di questa azione. In seguito Giusi è diventata sindaco e così ha preso vita il progetto!

 

Sicché il progetto riguarda sia i bambini lampedusani che quelli migranti. Un modo ammirevole di insegnare a chi forse ci comanderà domani cosa significhi l’incontro e il rispetto di culture diverse. In cosa consisterà questo progetto? Quali attività saranno organizzate?
Il progetto nasce dall’accorgersi di un evidente bisogno e poi cambia e si modifica. Ora la nostra priorità è aprire; aprire una biblioteca e una consapevolezza (che manca) nelle menti dei lampedusani adulti: che non è giusto far crescere dei bambini lontano dalla possibilità di trovare risposte in un libro. Una volta che si fosse riusciti a superare tutti gli ostacoli fatti di burocrazia di economie di volontà e responsabilità condivise, allora avremmo uno spazio in cui accogliere e invitare i migranti che arrivano e stazionano sull’isola anche per tre-quattro settimane. Questa sarà una battaglia da fare per difendere i diritti di quei minori senza parola che raggiungono il centro. Le autorità dichiarano libere queste persone, ma la verità è che non lo sono. Ci hanno detto che una volta pronto il posto (evidentemente non riponendo molta fiducia nella nostra riuscita) allora potranno considerare l’ipotesi di far uscire i ragazzi, accompagnati per venire in biblioteca. Questa sarà la nostra richiesta appena pronti; questo è un altro motivo che ci spinge a continuare… se non ci ascolteranno lo chiederemo con più forza, augurandoci che funzioni! La biblioteca vive di progetti normali, non eccezionali: letture, incontri con autori, piccole mostre, soprattutto prestito di libri e buoni consigli. Uno spazio dove trovare ascolto e dove impegnare in modo costruttivo e vitale il proprio tempo. Ma come lei saprà a volte si tende a far diventare eccezionale il normale. Vorrei tanto che questa biblioteca desse il senso di come si può fare tanto con poco e di come non si può pensare di creare una società pensante se non si danno gli strumenti perché esista. La biblioteca avrebbe bisogno di, diciamo, 50 mila euro l’anno. Oggi leggevo che i “grillini” danno 4 milioni di euro indietro al governo: i conti non tornano, le cifre non si riescono a paragonare. Quello che sembra importante non lo è e quello che è importante non è considerato tale! In ogni caso proseguiamo e vediamo dove arriviamo. I lampedusani, dopo un primo aiuto, dovranno dare segni di approvazione e cominciare a chiedere da soli quello che è nei loro diritti.

 

Sono appena rientrato da una vacanza a Lampedusa, perché anche io volevo rendermi conto di cosa fosse e come funzionasse questa terra che sulle cartine appare tanto remota ma che in realtà ci è così vicina. E, come sempre succede, più che delle risposte o trovato tante domande. Che cos’è Lampedusa? Cosa rappresenta per l’Italia? È veramente la “porta d’Europa”?
Anche io sono tornata con molte domande: perché ci sono persone italiane con dei diritti ed altre senza diritti? Perché i nostri giornali le nostre notizie sono sempre così lontane dalla “verità” dalle mille sfumature della realtà che si possono percepire. Io trovo che Lampedusa sia un posto da cui imparare l’accoglienza, e non perché penso che i lampedusani siano speciali, ma perché penso che ogni cosa ricavi il suo modo di essere da una specie di equilibrio naturale. Direi che Lampedusa è disegnata dal tempo dal mare, per accogliere. Non è accogliente, ma ha imparato a dare a chi si ferma quello che cerca. Ti mette in piedi, ti aiuta, e ti lascia andare. Accoglie ogni forma animale, tartarughe delfini uomini, allo stesso identico modo, ti dà il meglio, per il tempo necessario. Poi si aspetta da te che continui il tuo viaggio (motivo per cui ti ha aiutato!). Lampedusa non è una porta, è un ponte. Guardata dall’Italia è un luogo in cui non sono riconosciuti i diritti fondamentali (parlando di minori) libertà, sport, cultura, scambio. Un luogo dimenticato… perché l’Italia non ha attenzione per chi ha bisogno. Guardata dal sud del mondo è un’idea, un sogno che viene disatteso, ma che rimane un sogno. Guardata con i piedi sull’isola è un luogo: un posto di nutrimento, un luogo indipendente, con le sue regole le sue anarchie…
Io vorrei per Lampedusa la “normalità”: una scuola funzionante, un cinema, un teatro, una biblioteca, come la vorrei per il resto d’Italia. Io vorrei che tutti avessero uguali diritti. E che i bambini dei luoghi remoti fossero curati ed accuditi perché ne hanno bisogno, invece a Lampedusa come altrove vengono dimenticati e crescono senza letteratura, senza arti, senza strumenti per comprendere il mondo. Lampedusa è sicuramente un simbolo. Ma potrebbe facilmente, con un po’ di buona volontà, diventare un esempio.

 

Cosa si può fare per aiutare la creazione della biblioteca? In cosa ciascuno di noi può dare una mano?
Per aiutare nella creazione della biblioteca bisognerebbe sostenere iBBY Italia
(http://www.bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/ibby/) iscrivendosi o semplicemente facendo una donazione, perché questo significa sostenere chi le cose le fa con passione, motivo e progetto. Per fare in modo che una biblioteca funzioni e sia veramente un servizio per un territorio bisogna che questo territorio ne senta la necessità: bisogna mostrare loro a cosa serve, come si usa, quali vantaggi porta alla vita di ognuno. È un lavoro lento, costante, e non si può mentire. Non basta calare dall’alto e inserire in un contesto una biblioteca: non funzionerà. Sarà la meta di qualche visita entusiasta e dopo un poco verrà abbandonata, come una “cosa” inutile. Sarà come i nostri musei e le nostre gallerie magnifiche e vuote in città. Una biblioteca è un servizio: ma bisogna saperlo e volerlo usare ogni giorno. Ibby Italia si sta occupando di questo lavorando con le istituzioni, lavorando con i bambini e con le insegnanti. Quindi ora servono soldi per far iniziare i lavori: 34.000 euro per l’esattezza. Bisogna realizzare il bagno per i disabili, i mobili per contenere i libri e gli artigiani dell’isola sono pronti ad iniziare. A novembre, dal 15 la 22, ci sarà la seconda settimana di IBBY camp. Nell’attesa dei finanziamenti della nostra lenta e sorda politica abbiamo deciso di andare avanti e festeggiare la giornata internazionale dei diritti del fanciullo a Lampedusa: chi vuole donare la sua esperienza può venire e proporre laboratori letture, formazione; soprattutto cerchiamo persone appassionate, che non si spaventino difronte alle difficoltà (basta scrivere a ibbyitalia@gmail.com). Insomma, per fare una biblioteca ci vuole un popolo che conosce i suoi diritti e i suoi doveri! Come per fare un tavolo ci vuole il legno!

 

I 12 candidati al Premio Strega 2013

ROMA – Il Comitato direttivo del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con Liquore Strega, ha selezionato i dodici libri che si disputeranno la sessantasettesima edizione tra i 26 presentati lo scorso 5 aprile dagli Amici della domenica:

1.       Apnea (Fandango) di Lorenzo Amurri

Presentato da Clara Sereni e Sandro Veronesi

2.       El especialista de Barcelona (Dalai editore) di Aldo Busi

Presentato da Alessandro Barbero e Stefano Bartezzaghi

3.       Romanzo irresistibile della mia vita vera (Marsilio) di Gaetano Cappelli

Presentato da Gian Arturo Ferrari e Marina Valensise

4.       Cate, io (Fazi) di Matteo Cellini

Presentato da Filippo La Porta e Paola Mastrocola

5.       Sofia si veste sempre di nero (minimum fax) di Paolo Cognetti

Presentato da Diego De Silva e Lorenzo Pavolini

6.       Mandami tanta vita (Feltrinelli) di Paolo Di Paolo

Presentato da Gad Lerner e Rosetta Loy

7.       Il cielo è dei potenti (e/o) di Alessandra Fiori

Presentato da Giovanna Botteri e Paolo Sorrentino

8.       Atti mancati (Voland) di Matteo Marchesini

Presentato da Massimo Onofri e Silvia Ronchey

9.       Le colpe dei padri (Piemme) di Alessandro Perissinotto

Presentato da Gianluigi Beccaria e Eva Cantarella

10.    Figli dello stesso padre (Longanesi) di Romana Petri

Presentato da Alberto Asor Rosa e Salvatore S. Nigro

11.    Resistere non serve a niente (Rizzoli) di Walter Siti

Presentato da Alessandro Piperno e Domenico Starnone

12.    Nessuno sa di noi (Giunti) di Simona Sparaco

Presentato da Valeria Parrella e Aurelio Picca

 

Il Comitato direttivo del Premio Strega – composto da due esponenti della Fondazione Bellonci, Tullio De Mauroe Valeria Della Valle, due rappresentanti di Strega Alberti S.p.A., Giuseppe D’Avino e Alberto Foschini, dall’assessore alle Politiche culturali di Roma Capitale, Dino Gasperini, da due autori premiati nelle precedenti edizioni, Melania Mazzucco Ugo Riccarelli, e da due personalità rappresentative dei quattrocento Amici della domenicaGiuseppe De Rita e Fabiano Fabiani – ha selezionato i dodici libri in gara. “Siamo stati piacevolmente sorpresi dal gran numero e dalla qualità complessiva dei libri presentati dagli Amici della domenica, che riflettono i caratteri di una stagione letteraria ricca di proposte letterariamente mature,” dichiaraTullio De Mauro, presidente del Comitato direttivo e della Fondazione Bellonci, “le scelte del Direttivo sono state perciò il frutto di una discussione accurata e appassionante. Ora spetta alla giuria del premio, nelle sue varie articolazioni, il compito di selezionare i finalisti prima e il vincitore poi, quest’anno avvalendosi anche dell’opportunità di votare telematicamente”.

 

Per la prima volta, sul nuovo sito del premio, www.premiostrega.it, i giurati potranno votare i libri concorrenti con un sistema sicuro e anonimo che sostituisce quello espresso via fax o tramite telegramma. Il nuovo sistema di voto, a cui si accede da un’area del sito espressamente riservata ai giurati e attiva dal 29 aprile, si aggiunge al voto tradizionale effettuato tramite la consegna o l’invio della scheda cartacea.

 

La rosa dei 12 candidati sarà presentata ufficialmente venerdì 10 maggio al Teatro San Marco di Benevento. La prima votazione si terrà come di consueto in Casa Bellonci, sede della Fondazione, dove sarà effettuato,mercoledì 12 giugno, lo spoglio dei voti dei quattrocento Amici della Domenica. Agli Amici della Domenica si aggiungono sessanta “lettori forti” (segnalati da altrettante librerie indipendenti associate all’ALI-Associazione Librai Italiani) e i gruppi di lettura coordinati da 10 Istituti Italiani di Cultura all’estero, ciascuno titolare di un voto collettivo. La seconda votazione e la proclamazione del vincitore avverranno nel consueto scenario del Ninfeo di Villa Giulia giovedì 4 luglio

Boosta racconta i suoi libri preferiti. E li trasforma in musica su Sky Arte HD

Boosta racconta i suoi libri preferiti e li mette in musica per Sky Arte HD

MILANO – Che suono hanno i libri? Quale potrebbe essere la colonna sonora per le pagine di Süskind, Roth, Ammaniti, Eco, Nietzsche? Ce  lo racconta, con parole e musica, Davide Dileo, per tutti Boosta,  tastierista e co-fondatore dei Subsonica, protagonista di BOO(K)STA, uno spazio in cui letteratura e musica si contaminano e si parlano, una produzione esclusiva Sky Arte HD in onda dal 30 gennaio ogni mercoledì, giovedì e venerdì alle ore 21 sul canale 150. Continua

I 10 Libri più venduti della settimana

ROMA – Con l’autunno tornano gli autori dei best seller che, per l’estate, avevano lasciato il posto alle 150 sfumature pubblicate da Mondadori. Torna in classifica Andrea Camilleri che con “Una voce di notte” fa tornare sulla scena letteraria il suo commissario Montalbano. Segue la cucina – una tematica ormai un po’ troppo logorata dalle luci della ribalta – con il nuovo libro di Benedetta Parodi. Entrano in classifica anche Paolo Giordano, Stefano Benni e Paulo Coelho. Una sfida all’ultima pagina.

 

1. Una voce di notte di Andrea Camilleri, SELLERIO
2. Mettiamoci a cucinare di Benedetta Parodi, RIZZOLI
3. Cinquanta sfumature di nero di E. L. James, MONDADORI
4. 1Q84. Libro 3. Ottobre-dicembre di Haruki Murakami, EINAUDI
5. Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James, MONDADORI
6. Cinquanta sfumature di rosso di E. L. James, MONDADORI
7. Il corpo umano di Paolo Giordano, MONDADORI
8. Di tutte le ricchezze di Stefano Benni, FELTRINELLI
9. L’inverno del mondo. The century trilogy vol. II di Ken Follett, MONDADORI
10. Il manoscritto ritrovato ad Accra di Paulo Coelho, BOMPIANI