“I tre giorni della famiglia Cardillo”, il nuovo libro di Flavio Pagano in anteprima esclusiva

I tre giorni della famiglia Cardillo_chronicalibri_anteprimaGiulia Siena
ROMA
– Sarà in libreria la prossima estate per Piemme ma qui, in anteprima esclusiva per coloro che amano l’ottima letteratura, si svela un po’. È “I tre giorni della famiglia Cardillo”, il nuovo libro di Flavio Pagano (nella foto in basso), l’autore che, dopo il successo di “Perdutamente” (Giunti, 2013), cambia completamente genere. Nasce, così, un libro che è una commedia nera, pulp ed esilarante, che promette di fare scalpore per il ritratto graffiante che fa della società italiana e del suo rapporto con i media, e per l’originalità della vicenda, che tocca senza pudori il tema del rapporto tra mafia e potere.

 

I Cardillos, una famiglia italoamericana che vive a Detroit, tornano in Italia per partecipare al faraonico matrimonio della figlia di un grande boss. Nonostante siano nostalgici del Belpaese, i Cardillos sono pieni di stereotipi: pensano che le musiche di Gigi d’Alessio le abbia scritte Giuseppe Verdi, pensano che Michelangelo siano due persone Michele e Angelo e credono che in Italia tutto sia piccolo, comprese le montagne e i criminali; ma su questo punto si sbagliano di grosso, mentre attraversano il Cilento, luogo di fascino e mistero, si perdono e finiscono nelle mani di un serial killer, uno che fa sul serio. Quella che dovrebbe essere la vittima predestinata non è affatto inerme: al contrario è un killer di professione, un uomo abituato a lottare e a uccidere, e la situazione darà luogo a un travolgente susseguirsi di colpi di scena. Intanto, simultaneamente, sia i Carabinieri che la mafia stessa indagano sull’accaduto.

Flavio Pagano_chronicalibri_anteprimaLa storia si arricchisce, così, di una sfumatura thriller che aggiunge ritmo alla magistrale scrittura di Flavio Pagano. Una scrittura ironica – come sempre nei libri di Pagano, l’attenzione allo stile di scrittura e ai registri letterari è grande – (da non confondersi con la banale e sorpassata satira sul mondo mafioso)  che rende «I tre giorni della famiglia Cardillo» un romanzo vivido e che non fa sconti: il suo realismo è per certi versi agghiacciante. I mafiosi di questa commedia nera sono divertenti, ma non c’è buonismo. La loro convinzione che la violenza possa risolvere tutto, trova sconcertanti conferme; i suoi protagonisti, poi, sono mafiosi veri, spietati e pronti a tutto. E, soprattutto, sono efficienti.

 

Thriller d’azione e giallo all’italiana si fondono in questa storia ad alto ritmo, calata profondamente nella realtà della provincia italiana. Emblematico, quasi, lo scalpore che viene raccontato nel libro  – come in tanti amari casi della cronaca vera – quando giornalisti da tutta Italia accorrono nel paesino cilentano di Petina (un luogo incantevole nel cuore del Parco nazionale del Cilento) a caccia di scoop. Ma questa è solo un’anteprima; per assaporare “I tre giorni della famiglia Cardillo”, le sue citazioni tratte da “Il padrino” o “Pulp fiction” (in cui Tony Cardillo crede che Ezechiele Ventisette non sia un nome biblico seguito dall’incarnazione dei versetti, ma semplicemente il nome e cognome dell’autore) e l’esplosiva vitalità dei personaggi, non vi resta che aspettare l’uscita di questa bellissima «mafiàba». Cos’è la «mafiàba»? La «Mafiàba», azzeccatissimo neologismo di Pagano, è una favola mafiosa, dove tutto è alla rovescia. Soprattutto la morale….

Notizie: ecco tutti i dati del Rapporto Nielsen sull’acquisto e la lettura dei libri

foto (8)Giulia Siena
ROMA 
– Leggiamo meno, acquistiamo ancora meno e a comprare sono sempre gli stessi. Si potrebbe riassumere così il rapporto Nielsen sull’acquisto e la lettura dei libri. Ma, si sa, la ricerca Nielsen – presentata ieri alla Biblioteca Angelica di Roma – è una cosa seria e proprio così non è il caso di riassumerla. I dati che emergono dal rapporto commissionato dal Centro per il Libro e la Lettura all’agenzia di rilevamento Nielsen, parlano chiaro: nel triennio 2011-2013 si è registrato un calo medio sia nella percentuale dei lettori (dal 49% al 43% della popolazione) che degli acquirenti (dal 44% al 37%), ma non è tutto.

 

“Oltre a offrire la fotografia più fedele del 2013 – spiega Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura – la ricerca consente di vedere le immagini in movimento del triennio 2011-2012-2013”. 

Allora, questa fotografia scattata da Nielsen per il 2013 mostra un paese in cui il 37% della popolazione (19,5 milioni di individui) ha acquistato almeno un libro durante l’anno, per un totale di 112 milioni di copie vendute. Gli acquirenti sono per la maggior parte diplomati/laureati, risiedono tra il Nord e il Centro Italia, hanno un profilo giovane (25-34 anni) e sono in maggioranza donne: il 41% della popolazione femminile ha acquistato un libro, contro il 33% di quella maschile.

Ulteriore discriminante è la fascia di reddito: più gli individui sono benestanti, maggiore è la loro predisposizione a investire in libri. Più della metà dei libri acquistati è compresa nella fascia di prezzo medio-bassa: il 28% riguarda i titoli sotto i 5€, il 31% quelli tra i 6€ e i 10€. Si conferma il ruolo preponderante dei lettori forti: il 4% della popolazione ha acquistato il 36% delle copie vendute nel 2013.

Mentre cala la quantità dei libri acquistati, aumenta quella dei volumi in prestito. Il risultato è che in Italia si legge più di quanto si acquista: il 43% della popolazione ha letto almeno un libro (22,4 milioni di lettori, per un totale di 153 milioni di copie lette). Le lettrici sono più numerose dei lettori (il 48% delle donne contro il 38% degli uomini) e la fascia di età più forte è quella dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni (dove i lettori si attestano al 60%). Il genere preferito è la narrativa (71% di gradimento), seguita da biografie/autobiografie e dai libri storici.

La comparazione dei dati relativa agli ultimi tre anni (novità fondamentale della ricerca Nielsen) mostra un trend negativo sia per quanto riguarda i lettori che gli acquirenti di libri in Italia. Negli ultimi anni il calo riguarda tutte le fasce d’età, con particolare rilevanza in quelle più giovani: dal 70% al 60% nella fascia 14-19 anni, dal 52% al 40% in quella 20-24. A crescere sono i lettori ultrasessantenni: dal 33% nel 2011 al 38% nel 2012 al 39% nel 2013.

Non ci resta che leggere.

 

La ricerca
Il campione è il Panel Consumer Nielsen (9.000 famiglie), che stima i principali indicatori relativi al comportamento degli acquirenti nei mercati di largo consumo e rappresenta 52,4 milioni di individui sopra il quattordicesimo anno d’età sull’intero territorio nazionale. Inviato a circa 24.000 individui, il questionario ha chiesto informazioni relative a ciascun acquisto(tipologia e genere di libro acquistato, canale d’acquisto, prezzo, utilizzo) e alla lettura (tipologia e genere di libro letto, canale di provenienza). Tra gli indicatori presenti all’interno dell’indagine, si evidenziano l’affluency (classe socioeconomica) e sette tipi di life stages (le diverse tipologie familiari).

Bébert Edizioni, quando disciplina e urgenza comunicativa danno vita a un libro. Un buon libro.

logoGiulia Siena
BOLOGNA 
– Chiari, lineari e senza fronzoli. Si presentano così i libri di Bébert Edizioni, la casa editrice fondata da Matteo Pioppi a Bologna nel 2012. Bébert – il nome della casa editrice è un omaggio al gatto letterario di Louis-Ferdinand Céline – è una scommessa imprenditoriale che punta a dimostrare come i libri siano ancora veicoli di messaggi importanti, di come la scrittura sia disciplina e di quanto ogni libro esprima un’urgenza comunicativa slegata dal resto, tutto il resto. Questi concetti, i principi editoriali che danno vita al lavoro quotidiano di Bébert, vengono ribaditi con forza anche nella nuova collana, Gli Irrisolti, raccolte di racconti di vita a poco prezzo.

Per scoprire di più, per capire chi è e dove sta andando Bébert Edizioni abbiamo intervistato l’editore, Matteo Pioppi (nella foto in basso).

 

Bébert Edizioni, una casa editrice giovane fatta da giovani che dal quartiere operaio della Bolognina di Bologna arriva nelle librerie d’Italia. Come inizia questa avventura?

Inizia per una questione privata, come quasi tutto. Praticamente mi sono ritrovato nel periodo più buio e cupo della mia vita, avevo dei soldi da parte e ho deciso di aprire una casa editrice. Un po’ perché bene o male e a stati alterni ho sempre lavorato in case editrici e quindi il lavoro lo conoscevo, e un po’ perché volevo costruire qualche cosa di mio che potesse essere utile anche agli altri. È stato come buttarsi nel vuoto, fortunatamente non ho ancora toccato il fondo.

Il motto che campeggia sul vostro sito è: “Bébert edizioni è convinta che non esista un solo modo giusto di fare le cose, bensì il modo di fare con quello che si ha”. Come fate le cose, qual è la linea editoriale che perseguite e come scegliete i vostri libri?

Si quella è una frase fondamentale secondo me. In questo periodo interminabile di crisi che è diventata la nostra nuova vita, non ci si può focalizzare sul superfluo, bisogna puntare dritto al centro per farle, le cose. Non si può più aspettare.
La linea editoriale per la narrativa e la poesia è l’urgenza comunicativa, dev’essere qualcosa scritto per necessità e non per atteggiamenti da bohemien. La scrittura è spesso disciplina e non ispirazione da sigaretta e pastis. Altra cosa importante è come si raccontano le storie, lo stile, questo è fondamentale. La voce dell’autore dev’essere sempre presente in modo forte, caratterizzandone la scrittura.
Per la saggistica invece cerchiamo di analizzare, tramite le tesi magistrali o di dottorato, ovviamente rivisitate, gli argomenti politico-sociali e storico-culturali più interessanti e raramente affrontati. In questo modo il libro entra in una contraddizione, la solleva e ne fa emergere il problema. Il momento più gratificante sono le presentazioni in cui viene dibattuto e socializzato il libro, è lì che termina e si definisce al meglio tutto il lavoro editoriale: nel confronto tra esseri umani.

Matteo_Pioppi_Bebert_chronicalibriI libri Bébert sono opere di narrativa, saggi e libri di poesia; opere in cui si respira la realtà e attraverso i quali si racconta la società attuale. Per un istante, sembra quasi di essere tornati al Neorealismo oppure al Populismo pasoliniano. Sbaglio?

Mah non saprei, non l’ho mai vista in questo modo. Io sono partito dall’idea che i libri, a me, hanno sempre fatto crescere. Non li ho mai visti come un intrattenimento, ma come una terapia d’urto. Ogni libro che riesce ad entrarti dentro è utile per farti crescere, per farti capire certe cose di te, di come sei fatto, di come sono fatti gli altri, di cosa è successo nella storia, nella politica, di come possano esistere differenti le organizzazioni della società sparse per il mondo e potrei continuare all’infinito. Quindi se vuoi i libri sono un po’ una terapia perché curano tutte le domande che uno si pone. Per me anche la musica ha questo effetto, soprattutto la musica che ha un approccio punkettone.

Allora, che ruolo ha la letteratura nella società attuale?

Ha un ruolo marginale purtroppo. Il problema è anche educativo. Se tu non abitui a leggere, nessuno leggerà o comunque leggerà poco. Poi ti dico, ci sono sempre le eccezioni. Io per dirti vengo da una famiglia nella quale la cultura non si è mai respirata e da frequentazioni adolescenziali dove la maggior parte degli amici lavorava già a 15 anni, però io ho sempre avuto interesse per la musica, il cinema e i libri. Quindi sicuramente il discorso è sia strutturale-educativo ma anche di volontà individuale. Se una persona preferisce guardarsi in TV due ritardati che scoreggiano dalla bocca, indubbiamente hanno la colpa di essere coscientemente coinvolti nella costruzione di un mondo orribile.
Quindi la letteratura resiste dove deve resistere, in coloro che si ostentano a trovare percorsi di vita alternativi e più ergonomici alle loro vite.

Chiudiamo con una grande novità; proprio in questi giorni nasce una nuova collana, Gli Irrisolti, in cui vengono raccolte storie e piccole narrazioni. Come nasce questa nuova collana?

Nasce quasi per caso. Mi sono ritrovato ad avere molti racconti di vari autori. Racconti tutti molto belli che, però, non potevano stare in una stessa raccolta perché alcuni erano troppo diversi tra loro. Allora ho deciso che, siccome erano troppo belli, andavano in un qualche modo pubblicati. Poi mi sono accorto che entrambi avevano questo denominatore comune: entrambi affrontavano delle storie irrisolte, in particolar modo delle storie sentimentali. Allora mi sono detto che era giunto il momento di creare una collana con libri di piccole dimensioni con un paio di racconti dentro e dal costo contenuto di 3 euro. Sono felicissimo di come sono venuti fuori, sono dei piccoli libri per parlare delle nostre vite, non per forza in modo drammatico. Anzi molto spesso è il tragico e il comico che riescono maggiormente a scuoterci.
Il primo dei due libri è dell’esordiente Ambra Porcedda e si intitola “Immeacht bronacht. Una miserevole uscita”, il titolo è in gaelico e vuole appunto dire una miserevole uscita. Sono racconti sentimentali e oceanici, che parlano di crolli e di edificazioni sentimentali.
Il secondo è “Come poteva essere una storia d’amore”, di Giuliano Bugani (poeta, regista, scrittore e un tempo operaio), in cui c’è un bellissimo racconto sull’amore che delle madri dei desaparecidos cileni nei confronti dei loro figli e di come tutto questo amore materno sia stato strappato via dalla dittatura. Io sono estremamente soddisfatto di entrambi i microlibri.

 

E questo a noi basta. Buone letture!

 

 

“Libri al centro”: dal 7 al 13 aprile libri e scrittori invadono CinecittàDue

librialcentrologoROMA – Nuova idea, nuovo evento letterario: è Libri al Centro. I libri questa volta, per la prima volta in Italia, occuperanno letteralmente un centro commerciale per un’intera settimana. Dal 7 al 13 aprile 2014 presso il centro commerciale CinecittàDue (via P. Togliatti, 2) di Roma arriva Libri al Centro, la rassegna ideata da Roberto Ippolito che vede protagoniste le voci più importanti e rappresentative del panorama editoriale italiano: da Andrea Vitali e Chiara Gamberale a Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, da Marco Lodoli e Marco Travaglio a Mario Tozzi e Marco Malvaldi fino a Nicola Gratteri.

“I libri sono emarginati dalla vita quotidiana – spiega il direttore editoriale, lo scrittore Roberto Ippolito – da qui l’idea di portarli dove questa si svolge. Il nome dell’evento, Libri al centro, mette in risalto questa esigenza e la massima determinazione. Un semplice gioco di parole sintetizza l’urgenza per l’Italia, che leggeva poco e incredibilmente legge sempre meno, di affrontare una questione culturale fondamentale”.

L’urgenza si traduce in un festival che si annuncia senza precedenti, per dimensioni e spessore, oltre che per la location. Insieme agli autori già citati, interverranno anche Antonio Nicaso, Alessia Gazzola, Paolo Di Paolo, Antonio Manzini, Giuseppina Torregrossa, Marco Damilano, Oliviero Beha, Fede e Tinto, Anna Scafuri, Stefano Polacchi, Gino Castaldo. Dalla narrativa alla saggistica, dalla cucina alla fotografia con autori di grande richiamo, sono presenti gli editori Chiarelettere, Contrasto, Einaudi, Feltrinelli, Gambero Rosso, Giunti, Laterza, Longanesi, Mondadori, Perrone, Rai Eri, Rizzoli, Sellerio. Inoltre viene proposta la mostra fotografica “Vita da Strega”, realizzata dall’Archivio Riccardi e curata da Giovanni Currado, sulla storia del premio letterario italiano più importante.

Realizzato dal centro commerciale CinecittàDue in collaborazione con le librerie Arion, il progetto vuole portare i libri dove di norma c’è poca attenzione, in un luogo tendenzialmente estraneo agli approfondimenti e al confronto, ma dalla forte capacità di aggregazione. CinecittàDue, situato in un’area molto popolata della città, facilmente raggiungibile in metro e a due passi dagli storici studi cinematografici, è l’ambiente giusto per un evento dall’identità originale, che mira a vincere una scommessa difficile e di grande valore sociale, soprattutto in un Paese che tende sempre più a relegare la cultura ai margini.
“Nessuno deve accettare passivamente livelli di lettura bassi come quelli italiani – afferma Marcello Ciccaglioni, presidente dell’Associazione Commercianti di CinecittàDue e del gruppo Arion – Negli ultimi anni le vendite e la lettura sono calate in modo drastico e il fenomeno non accenna a diminuire, un segno certo della crisi, ma anche di un più preoccupante e generale impoverimento della società. Per questo sentiamo il dovere di impegnarci per ridare dignità e centralità ai libri”.
Per un’intera settimana, destinata a lasciare il segno, CinecittàDue e in particolare la terrazza interna “Espressamente Illy”si lasciano letteralmente invadere dalla cultura. Stop agli annunci commerciali dagli altoparlanti e via libera alla pluralità di voci, titoli, e generi proposti dalla rassegna, con il meglio della produzione letteraria nazionale.

 

Tanti gli incontri e gli appuntamenti in calendario: due dal lunedì al venerdì (alle 17.00 e alle 18.30), quattro il sabato e la domenica (alle 12.00, 15.30, 17.00 e 18.30). Il fine settimana, inoltre, si arricchisce di incontri di lettura interamente pensati per il mondo dei più piccoli che possono essere lasciati dai genitori desiderosi di seguire in tranquillità gli eventi.

Intervista: Aldo Putignano, fare libri è una necessità, una vocazione e un talento.

Aldo_Putignano_intervista_chronicalibriGiulia Siena
MODENA – Ci siamo incontrati tante volte, io e Aldo Putignano. Ogni volta io ero alla ricerca di nuovi libri, scrittori emergenti, buone storie; lui era dall’altra parte, a suggerirmi nuovi libri, scrittori emergenti, buone storie. Ogni volta che incontro Aldo Putignano lo riconosco dalla sua schiettezza, dalla determinazione e della passione. E questa volta ci siamo incontrati a Modena, in occasione del Bukfestival 2014. Ma questa volta non mi sono fermata a cercare nuovi libri, scrittori emergenti e buone storie. No, questa volta, ho voluto fermarmi di più e chiedergli chi è, che fa e perché lo fa; poi, per capire insieme a lui qual è la direzione che sta prendendo il libro. Perché chiederlo a lui? Perché Aldo Putignano, oltre a essere editore di Homo Scrivens, è anche uno scrittore dalla penna intelligente, sagace e divertente, con il libro “Social zoo”, infatti, ha vinto il Premio Carver 2013.

 
Homo Scrivens nasce nel 2002, casa editrice dal 2012. Raccontaci questa storia.
Siamo nati nel 2002 come Compagni di Scrittura, un gruppo di scrittori prestati all’editoria. Abbiamo unito le nostre forze per parlare al pubblico e agli operatori del settore per proporre anche eventi culturali. Il contesto nel quale ci siamo mossi è quello del Sud di Italia, territorio che vive molto di riflesso su molti argomenti tutt’oggi quasi filtrati dal giudizio delle grandi industrie culturali dislocate altrove. Così dopo dieci anni e numerose collaborazioni, anche con case editrici napoletane, abbiamo deciso di fare il grande passo e provare a dare a questa nostra passione una nuova stabilità in grado di portare avanti i tanti autori che nel frattempo erano cresciuti e meritavano uno spazio ulteriore.

 

Questo spazio è diventato Homo Scrivens, una casa editrice attiva e lungimirante. Cosa pubblicate e quali sono i libri oggi in catalogo?
In due anni siamo vicini ai settanta volumi, una produzione già di per se abbastanza ampia che da grande spazio alla narrativa. Quest’ultima nella collana Dieci, prende il nome dalla scelta di pubblicare solo dieci libri l’anno; accanto, con risultati molti importanti, c’è la collana Scout, dedicata agli scrittori emergenti ed esordienti. Per il prossimo anno tre dei libri che pubblicheremo nella collana Dieci sono autori che hanno già pubblicato con Scout, segno di una attenzione significativa del mercato verso i giovani. Inoltre, la collana Polimeri dedicata alla scrittura collettiva e collana nata con il libro “Enciclopedia degli scrittori inesistenti”. Poi una collana dedicata alle Arti per dare spazio a quei diversi generi che il mercato ha spesso “maltrattato”: poesia, teatro, critica letteraria; una sezione che vuole essere un segnale di apertura verso le arti.

 

Molti libri targati Homo Scrivens hanno ottenuto risultati importanti; tra questi, sicuramente, c’è “Social Zoo”, il libro di cui sei autore e che si è aggiudicato il Premio Carver 2013.
Il Premio Carver è un premio speciale ed è stata per me una gratificazione enorme, anche perché non pensavo di cimentarmi. Mi sono, quindi, sorpreso a vincere e sono stato felicemente sorpreso di vedere come in Italia ci siano premi letterari per i quali il marchio editoriale non è importante; c’è, invece, una lettura attenta e magari si cerca di premiare e non di penalizzare la voglia di ricerca, la sperimentazione e le idee innovative degli autori.

 

La sperimentazione e le idee innovative degli autori sono alla base di Homo Scrivens che, tra le altre cose, si è sempre schierata contro l’editoria a pagamento. Una scelta normale che diventa quasi coraggiosa nel panorama delle piccole e medie case editrici.
Il motivo quasi naturale di questa scelta è che noi siamo scrittori, l’editoria viene dopo e l’editoria è un passaggio che ci serve a portare avanti altri scrittori. Comunque penso che nessun editore dovrebbe essere imprenditore con i soldi degli altri, dovrebbe poter rischiare, metterci la faccia e investire in quel che crede. Per questo non ci sentiamo colleghi di queste persone, di chi vuole lucrare sull’entusiasmo di giovani e meno giovani. Dall’altra parte chi scrive per pubblicare a pagamento, anche se ingenuamente, è complice di questo sistema poiché pensa che non si possa fare altrimenti, pensa che pubblicare pagando sia l’unico modo o comunque una scoricatoia. Io chiedo a chi ci legge di evitare queste scorciatoie e confrontarsi con i professionisti perché la scelta di pubblicare pagando è una scelta che non paga.

 

Sul sito di Homo Scrivens campeggia la scritta “Scrivere molto fa male scrivere male fa peggio”, il bando di un concorso letterario. Titolo un po’ provocatorio, non pensi?
Il Concorso è indotto dalla Biblioteca Nazionale di Napoli rivolto a giovanissimi alla prima pubblicazione, al primo incontro con il mondo della scrittura. Il titolo, “Scrivere molto fa male scrivere male fa peggio”, è stato scelto un po’ come “provocazione” perché spesso ci vengono proposti dei testi scritti di getto e poi inviati, senza nemmono rileggerli. Questi testi si presentano come una cascata di parole, quasi come se la scrittura – per esempio quella dei social network – sia solamente un canale per esprimersi in maniera immediata, senza la meditazione del messaggio. La seconda parte del titolo “… scrivere male fa peggio” vuole essere un invito a riappropiarsi delle possibilità della scrittura che è un’arte nobile, che ti permette di conoscerti, di leggerti e quindi un invito a passare a una comunicazione più profonda e più vera.

 

Quali sono i tre libri targati Homo Scrivens che Aldo Putignano ci consiglia per la primavera?
Consiglio un nuovissimo romanzo che uscirà nei prossimi giorni tra i nuovi titoli della collana Dieci, “Aria di neve”, un giallo consigliato da Marco Malvaldi e scritto da Serena Venditto, già autrice de “Le intolleranze elementari”, piccola rivelazione dello scorso anno. Poi vi suggerisco di leggere è la spy story “Ragazzi straordinari” di Giancarlo Marino che con una scrittura molto molto forte descrive la storia di cinque ragazzi in una città immaginaria molto simile alla Germania dell’Est prima della caduta del Muro di Berlino. In ultimo – anche se la scelta è ampia – segnalo “Tutto andrà nel migliore dei modi” di Rosalia Catapano, prequel ideale di “Solo Nina”, quest’ultimo libro rivelazione che ha avuto importanti riscontri per noi che abbiamo piccoli numeri.

 

Per Aldo Putignano fare libri è…
Essenzialmente è una necessità, oltre che una vocazione, perché non riesco a pensare diversamente. Vivo fra i libri e sono abituato a questo mondo che mi sono un po’ costruito addosso.

 

Appuntamenti: a Sanremo I Martedì Letterari, dal 14 gennaio al 31 marzo

SANREMO – Dal 14 gennaio fino al 31 marzo 2014 il Casinò di Sanremo ospita “I Martedì Letterari”, una rassegna culturale dedicata ad arte, libri e grandi temi. Per dieci settimane il Casinò della città ligure e il Teatro dell’Opera saranno il palcoscenico sul quale si alterneranno i grandi nomi della cultura internazionale. Martedì 14 gennaio (ore 16.30) si parte con l’Omaggio all’Europa attraverso l’omonimo volume scritto da Louis Godart, professore, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del presidente della Repubblica. “Omaggio all’Europa” è un’opera originale ideata e realizzata dalla Casa Editrice UTET Grandi Opere, in occasione dell’Anno europeo dei cittadini sotto l’alto Patronato del Parlamento Europeo. Il volume è arricchito da un apparato iconografico che comprende 135 immagini, di cui 23 applicate a mano, raffiguranti opere d’arte, mappe e documenti tutti ispirati all’Europa, ai suoi miti e alla sua storia. Il corpus iconografico si chiude con la riproduzione integrale dell’opera “Europe a Prophecy” di William Blake. Sulla copertina del volume è stata collocata una lastra in ottone di 13 x 16 cm, ricoperta con bagno galvanico in oro 24 carati, raffigurante “L’Allegoria dell’Europa”, tratta dall’Iconologia di Cesare Ripa nell’edizione del 1611. ( dall’introduzione).
Con l’autore interverrà l’onorevole Claudio Scajola. La presentazione, inoltre, sarà accompagnata dal recital del quartetto d’Archi dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti

#anatalemettiamocilafaccia grazie a tutti!

Siete tanti, siete belli: VI AMIAMO!! Buon Natale da tutta la redazione di Chronicalibri!

Per sapere tutti i nomi di chi ha partecipato all’iniziativa vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook

 

Pisa Book Festival, edizione 2013 all’insegna della letteratura tedesca

Pisabook-logo-2013PISA –  3 giorni, 150 editori indipendenti, oltre 200 eventi e circa 4.000 mq di superficie espositiva. Questi i numeri dell’XI edizione del Pisa Book Festival, la kermesse letteraria in programma al Palazzo dei Congressi di Pisa dal 15 al 17 novembre 2013. Nove autori riconducibili a percorsi diversi, ma tutti rappresentativi di una produzione libraria tra le più vivaci e interessanti del panorama europeo, rappresenteranno il filo conduttore di questa edizione: la letteratura tedesca. Il viaggio in Germania inizierà il 14 novembre con la mostra dell’autore-illustratore Philip Waechter allestita nelle sale di Palazzo Blu con 25 tavole originali. Realizzata con la collaborazione di Hamelin, la mostra resterà aperta fino al  30 gennaio 2014 e darà la possibilità ai visitatori di entrare in contatto con la fantasia di uno degli artisti tedeschi più innovativi del settore.

 

A rappresentare i rapporti tra Germania e Italia sarà l’editore-scrittore Klaus Wagenbach che con Ranieri Polese parlerà del suo libro autobiografico “La libertà dell’editore” (Sellerio). Wagenbach è considerato uno tra i più intraprendenti editori europei da quando, nel 1965, ha fondato la casa editrice che porta il suo nome facendone un luogo d’incontro ideale “intertedesco”, nel tentativo di gettare un ponte intellettuale tra le due Germanie del dopoguerra.

 

Anteprime e novità

Maurizio De Giovanni presenterà in anteprima nazionale al Pisa Book Festival il suo ultimo libro, “Buio per i Bastardi di Pizzofalcone” in programma domenica 17, mentre sabato 16 novembre alle 18 Marcello Fois legge in anteprima “L’importanza dei luoghi comuni”, il suo ultimo libro. Anteprima anche per Vanni Santoni con il suo primo romanzo fantasy “Terra Ignota” (Mondadori). Anche Marco Malvaldi in anteprima presenta “Argento Vivo” (Sellerio) e Sergio Costanzo in anteprima “La Tavola dei Galilei” (Linee Infinite edizioni). Per la prima volta disponibili in traduzione italiana grazie all’Editore Obarrao i racconti del fondatore del genere poliziesco giapponese Okamoto Kidō, autore del libro Detective Hanshichi. I misteri della città di Edo verranno presentati da Ikuku Sagiyama, docente di lingua e letteratura giapponese all’Università di Firenze. Una prima volta anche per lo scrittore brasiliano José Castello che arriva dal Brasile per presentare il romanzo “Ribamar” tradotto in italiano dalla casa editrice Urogallo. Tra le novità da o segnalare anche l’esordiente Vanessa Roggeri, caso letterario del 2013 e autrice del romanzo “Il cuore selvatico del ginepro” (Garzanti) e il libro di Nello Scavo “La lista Bergoglio, i salvati di Papa Francesco” (EMI).

 

La Sezione Junior 
Si arricchisce con nuovi spazi per editori e due nuove salette per i laboratori. Nei tre giorni di manifestazione ci sarà spazio per Comunicare ai tempi del web con i giornalisti Laura Montanari e Fabio Galati e lo spettacolo Omaggio a Roberto Denti, a cura di Teresa Porcella.

 

Evento Editoriale
Domenica 17 Gianluca Foglia, direttore editoriale di Feltrinelli presenta Feltrinelli Indies, una collana di narrativa trasversale e una formula inedita di collaborazione editoriale tra il grande gruppo e le case editrici indipendenti.


Novità 2013
Fuori Salone: il Pisa Book Festival invade gli spazi della città con libri e incontri dal 9 al 17 novembre e sabato 16 novembre dalle ore 20 alle 24 diventa Pisa Book by night con eventi in tutte le librerie della città.

 

 

 

LABirinti Festival – Narrazioni tra arte e vita: Torino dal 25 al 27 ottobre

LABirinti Festival_torino_2013_chronicalibriTORINO – LABirinti Festival – Narrazioni, tra arte e vita è in programma a Torino (presso l’OPEN 011 di corso Venezia, 11) da venerdì 25 a domenica 27 ottobre. Un’originale programmazione di incontri, in un’inconsueta e innovativa commistione fra letteratura, multimedialità e cinema, sarà l’aspetto caratterizzante dell’evento.
Gli editori presenti: Aguaplano, Avagliano, Ediciclo, La vita felice, Edizioni e/o, Voland, Quodilibet, Scritturapura Casa Editrice, Marsilio, Transeuropa Edizioni, Instar, Gaffi Editore, Kowalski, Edizioni La Linea, Whitefly, ‘Round midnight edizioni, Las Vegas Edizioni, Miraggi Editore, Mucchi Editore, Eris, Portaparole, Fernandel, Salvatore Sciascia Editore, Indiana.

 

Gli autori: Claudio Morandini, Matteo Marchesini, Vito Santoro, Vito Ferro, Anna Toscano, Daniela Marcheschi, Marco Lazzarotto, Fabrizio Elefante, Daniela D’Angelo, Andrea Pomella, Fernando Coratelli, Giuseppe Giglio, Grazia Valente, Tiziano Fratus, Franz Krauspenhaar, Francesco Signor, Andrea Caterini, Davide Rondoni, Anna Maria Carpi, Massimiliano Borelli, Giuseppe Lupo, Massimo Maugeri, Cristina De Laurentis, Vanni Santoni.

 

Leggi QUI il programma completo di LABirinti Festival 2013.

L’estate si chiude nella tana del Lupo

lupo-editoreGiulia Siena

COPERTINO (Le) – Strada provinciale Copertino – Monteroni, a pochi chilometri da Lecce. Queste, più o meno, le coordinate stradali per arrivare al quartier generale della Lupo Editore, la casa editrice salentina che dal 1992 è il punto di riferimento per l’editoria pugliese. Qui “la letteratura è la madre di tutto, la musica e il cinema sono due figlie bellissime e ribelli che donano gioia, completezza e qualche dispiacere alla madre-letteratura”. Da queste parole parte Cosimo Lupo (nella foto in basso), deus ex machina di questa realtà editoriale in continuo fermento, per spiegare il suo progetto che negli anni si è evoluto, cambiato, cresciuto e che con la forza delle idee e dei sogni si sta plasmando.

 

Da qualche mese la Lupo Editore ha spento 20 candeline: quali sono i traguardi, gli obiettivi e le speranze da cui partire e con i quali andare avanti?

Il bilancio di questi venti anni è sicuramente positivo perché, finalmente, posso dire con orgoglio di intravedere la luce in fondo al tunnel! Questo mestiere, il mestiere dell’editore, è un lavoro difficile e allo stesso tempo bellissimo, un mestiere che ti permette di entrare in contatto con le persone, vivere nelle storie, scoprire racconti e personaggi ogni volta diversi. Ma, allo stesso tempo, è un mestiere che ti prosciuga e che richiede sacrifici e, negli ultimi venti anni, di sacrifici ne abbiamo dovuti fare tanti per andare avanti. Come dicevo, comunque, negli ultimi anni siamo riusciti a crescere, a diventare visibili nel panorama nazionale e il punto di riferimento per la cultura salentina perché i libri sono il cibo per la mente e a noi piace essere la mensa da cui attingere.

 

E la mensa Lupo Editore è davvero ricca: 16 collane, oltre 200 scrittori e nuovi progetti che uniscono letteratura, musica e arti visive.

Sì, il nostro catalogo è ormai davvero ampio e comprende tante novità, tra cui romanzi, libri per bambini e ragazzi, una rivista laboratorio (“UnduetreStella”), libri sonori, racconti di cucina (“Una frisella sul mare”) e una nuova collana di letteratura rosa. Quest’ultima, una vera novità, è una collana di “libri intelligenti camuffati dal rosa” scritta solo da autrici donne. Tutte le nostre pubblicazioni, comunque, partono dalla genuinità dei testi – che è forse il punto di forza di un piccolo editore – sulle storie forti, coinvolgenti e molto vere. Da editore, poi, penso che sia indispensabile la capacità di promuovere i libri, comunicando e incuriosendo il lettore con fantasia e idee.

 

Cosimo Lupo_casa editrice_intervista chronicalibriQui siamo in provincia, fuori dalle grandi rotte editoriali e lontano dai colossi che dettano il mercato. Per Cosimo Lupo fare editoria a Copertino è un handicap o un punto di forza?

Partire da qui è sicuramente un vantaggio. Mentre nei grandi centri e nelle metropoli si lotta e si compete per creare la propria vetrina, qui c’è tanto spazio. Il Salento, infatti, offre spazio e visibilità. In questo periodo, poi, si è anche aiutati dal fermento turistico e culturale che sta vivendo la zona; a testimonianza di ciò arriva anche la candidatura della città di Lecce a capitale mondiale della cultura 2019. La forza della sua candidatura è che Lecce è una città fondata sulla persona poiché ogni persona è un racconto, un libro e una storia a se. Il mio sogno, infine, è di costruire qui in Salento una Casa della Cultura, un luogo di commistione tra le arti, una grande masseria con laboratorio a vista in cui la parola, l’arte e la cultura prendono forma per diventare fruibili.

 

Tu che libro sei?

Il libro che mi rispecchia di più è “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry; amo talmente tanto questo libro che ne colleziono copie in diverse lingue. Io – del resto – vorrei essere un libro per bambini, un libro semplice e allo stesso tempo “saggio”. Un racconto che abbia come protagonista l’ulivo, un albero mite, longevo, tranquillo, determinato e prolifico; una pianta provata dal tempo, ma nonostante le tante prove che deve affrontare l’ulivo si apre, accoglie dentro di se, scava in profondità per cercare l’acqua attraverso le sue radici e regala la vita, l’olio. Per il titolo penserei a “Il lupo e l’ulivo” e lo dedicherei a Michele, Chiara e Rossana, la mia vita vera oltre la carta.