Eventi: 160 edizioni manuziane in mostra e all’asta a Roma

ScriptoresAstronomiciROMA – I bibliofili sono avvisati: arriva a Roma, in viewings e con una grande asta, la magnifica collezione di oltre 160 edizioni uscite dai torchi manuziani. Philobiblon, infatti, racconta una sua storia fatta di libri ed emozioni che da Roma prosegue a Londra e su altri mercati internazionali.
L’Asta 7 del 22 giugno (ore 10-14) presenta a bibliofili e collezionisti oltre 160 edizioni frutto del genio di Aldo Manuzio, poi di Paolo e successivamente di Aldo il Giovane – tra il 1495 e il 1588, con esemplari che a pieno diritto sono entrati nella storia del libro come pietre miliari, dalle edizioni originali – in lingua greca – di opere prima diffuse solo attraverso compendi o traduzioni latine, alle stampe di scritti curati per la prima volta Continua

Meridiano Zero: “Il romanzo di Matilda”, la vita e le imprese di una donna tenace

il romanzo di Matilda_Meridiano Zero _ chronicalibriGiorgia Sbuelz
ROMA – Il romanzo di Matilda di Elisa Guidelli pubblicato da Meridiano Zero, rispolvera la figura storica della Grancontessa di Canossa, nota ai posteri per la parte da mediatrice che ebbe nel periodo delle lotte per le investiture e, soprattutto, per l’episodio che riguarda l’umiliazione del sovrano Enrico IV di Franconia, nell’ormai celeberrima rappresentazione che lo ritrae penitente al cospetto di papa Gregorio VII. Ma Matilda di Canossa fu molto di più e Elisa Guidelli, dopo una ricerca storiografica durata ben dieci anni, ci restituisce il ritratto di una donna sorprendentemente moderna, dalle eccezionali abilità politiche, conscia della sua femminilità e fiera della sua genealogia. Continua

“Una luce per la memoria, una luce per la libertà”: la storia raccontata con immagini e parole

Una luce per la memoria, una luce per la libertà_CAPATTI_chronicalibriGiulia Siena
PARMA “Ormai di tutti coloro che hanno combattuto siamo rimasti in pochi. La vita ha ucciso quelli che non sono morti in guerra. Alla fine restano le nostre giacche e le nostre storie raccontate.” Per questo bisogna ricordare, ripercorrere, raccontare. Per questo, per la libertà e il suo significato, che bisogna tornare in Bielorussia, in quelle terre prima violentate dalla guerra e poi martoriate dall’uomo; tornare per ascoltare le ultime voci, catturare le immagini. Questo hanno fatto il fotografo italiano Sandro Capatti e la giornalista bielorussa Nadzehda Kalinina: sono andati alla ricerca dei superstiti di quella generazione di bielorussi che combatté e respinse gli invasori tedeschi dell’allora Unione Sovietica, ne hanno raccolto le voci, gli sguardi, le rughe, le cicatrici e i ricordi. Continua

Cavallo di ferro: “Effatà”, quando è la storia a parlare

simona_lo_iacono_effataGiulia Siena
ROMA
“Anche se non può sentire, ci sono mille modi per far capire al mondo che lui è Nino e che per i nomi c’è sempre un motivo”. Nino non sente e non parla: le sue orecchie sono scatole vuote e la sua bocca non articola i suoni che donano la libertà e il dignità anche ai bambini della sua età. Infatti Nino è un bambino e “non è facile alla sua età, quattro palmi d’altezza, capelli biondi e orecchie sorde, farsi rispettare dal nugolo di ragazzini che girellano per i vicoli sotto zazzere nere infestate da pidocchi carnagioni olivastre e udito buono. Non è facile”.  Non è facile nella Sicilia del primo dopoguerra: qui arrivano Nino e sua madre. Lui è un bambino diverso e la madre non è come tutte le altre donne dell’isola; lei è un’attrice tornata dall’Inghilterra alla sua terra natia. Lei, la mamma, recita al Teatro Luna e Nino si lascia incuriosire da una buca che si trova nascosta sotto le assi del palcoscenico. Scopre, così, che da quella postazione privilegiata, osservando il via vai degli attori, si può immaginare un mondo che non conosce e sentire la propria voce che sente graffiargli la gola. Nino viaggia con la fantasia, aiutato dalle movenze e dall’affetto del maestro di buca, un misterioso omaccione cieco. Tra loro nasce una profonda amicizia: insieme si compensano e insieme possono “dettare” i tempi e le scene dello spettacolo che ogni giorno prende vita al Teatro Luna. Da questo scenario parte “Effatà”, il romanzo di Simona Lo Iacono pubblicato da Cavallo di Ferro. La scrittrice-giudice torna in libreria con una storia che si muove su due piani narrativi differenti e paralleli: Siracusa e Norimberga, la città tedesca che ospitò i processi dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale Militare Internazionale. Infatti, alla storia di Nino si alterna a quella del dottor Karl Krauser, uno dei medici che aderì al programma di eugenetica del regime nazista. I protagonisti sono, quindi, due bambini che in due differenti periodi e luoghi vissero la loro diversità: entrambi sordomuti ed entrambi curiosi ed intelligenti da capire il mondo circostante e apprendere anche quello che per la scienza non potevano.

 

“Effatà” è una parola aramaica, una parola dal fascino arcaico e profetico: “apertura al suono”, apertura naturale verso qualcosa che può essere udito anche non avendo la capacità dell’ascolto. “Effatà” è un libro intenso, una storia che è un magistrale intreccio tra fatti realmente accaduti, fantasia narrativa e fattore emotivo.

 

 

 

 

 

 

L’amicizia è “Una stella nel buio”

una stella nel buio_recensione_chronicalibri ROMA“Dove vado? Vorrei scappare, proseguire per quella valle, là in fondo, dove l’erba diventa verde a mano a mano che ci si avvicina al Giordano. Vorrei entrare nel fiume e farmi portare dalla corrente, via, sotto un altro cielo, sotto alberi diversi dagli ulivi.” Una stella nel buio”, il libro di Lucia Tumiati pubblicato da Topipittori si affaccia nel panorama della letteratura per ragazzi come una bellissima e sorprendente novità. Con i disegni di Joanna Concejo, “Una stella nel buio” è la storia di due bambini, pastori, entrambi troppo giovani per un lavoro così duro, che si incontrano e condividono le piccole esperienze di ogni giorno. Le loro non sono esperienze comuni: siamo in Galilea all’epoca di Erode e i due protagonisti senza nome si incontrano al pascolo, camminano scalzi, passano le loro giornate al freddo dietro al bestiame e si sacrificano spesso per la famiglia. Pur avendo tutte queste cose in comune i due ragazzi sono molto diversi tra loro e sarà questa differenza a far nascere tra loro una grande amicizia.

Per loro è bello farsi forza a vicenda, ascoltarsi e capirsi. Nonostante uno dei due sembri più debole e solitario, le sue parole sembrano quelle di un adulto e la sua consapevolezza quella di un uomo. Perché il figlio di Maria e del falegname cela nel suo sguardo quella preoccupazione? E’ lui il figlio in pericolo? Come mai tutta questa confusione, eppure lui ha sempre una risposta che conforta e fa andare avanti, per questo è bello stargli vicino e ascoltarlo, anche se a volte, le sue parole suonano un po’ strambe. Così, anche l’altro bambino guarda al mondo degli adulti con più attenzione, ascolta le loro paure e osserva le loro titubanze.

 

Lucia Tumiati utilizza una scrittura delicata e precisa per narrare un commovente spaccato di vita comune di un ragazzo uguale agli altri ma diverso dall’umanità.

“Ostriche rosse per Napoleone”, una food novel ricca di storia

ostricheFIRENZE – Quando il cuoco fiorentino Igor Rogi arriva all’Elba il giorno di Natale, sa poco o nulla dell’amore clandestino tra Napoleone e Maria Walewska, e si trova a seguire le tracce di una vicenda che la storia ufficiale non ha mai svelato. A cavallo tra verità storica e finzione, si intreccia un racconto che dal 1814 attraversa i secoli per approdare all’oggi, con la scoperta di un antico ricettario di specialità elbane e non solo. “Ostriche rosse per Napoleone”, il nuovo libro di Fabio Picchi ha tutte le caratteristiche di una food novel, nella quale il cibo entra da protagonista. Ma poiché il personaggio di Igor altri non è che l’alter ego dell’autore, tra le pagine riaffiorano di continuo tracce del suo vissuto: all’Elba Picchi è di casa.

 

I dialoghi con i pescatori e i bottegai dell’isola, i personaggi che dentro le loro cucine creano “superbe” alchimie, le veleggiate lungo le coste con una vecchia lancia, i sapori, i profumi e le atmosfere del racconto hanno la rara autenticità che conferisce l’esperienza diretta di questo cuoco e affabulatore.

Donne vincenti


Silvia Notarangelo

ROMA– “Cattive ragazze”, ovvero, “15 storie di donne audaci e creative”. Può sembrare un controsenso, ma non lo è. L’esplosiva e ironica graphic novel di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Sinnos Editrice) coglie nel segno: nell’immaginario collettivo chi sceglie di non omologarsi si schiera dalla parte sbagliata, dalla parte del “cattivo”. Eppure, basta sfogliare questo intelligente e accattivante volume per rendersi conto dell’importanza di portare avanti le proprie convinzioni, anche quando questo significa andare controcorrente o intraprendere delle battaglie che sembrano perse in partenza.
Protagoniste assolute, le donne. Per la precisione, quindici donne che hanno fatto della forza e della tenacia una vera filosofia di vita. Sono scrittrici, condottiere, scienziate, attiviste, cantanti, pittrici. In altre parole, donne in carne e ossa, lontane dagli stereotipi, indipendenti, coraggiose. Alcune conosciute, altre meno, ma tutte, seppur in tempi, luoghi e modi diversi, sono riuscite a lasciare la loro impronta nella storia.
La bellissima Hedy Lamarr era la diva più pagata di Hollywood ma anche un’eccezionale scienziata, a cui fu assegnato l’Oscar per i pionieri della scienza. Nellie Bly fu la prima giornalista d’inchiesta a indagare sotto copertura. Antonia Masanello fu l’unica donna a combattere nell’esercito dei Mille insieme a Garibaldi. Solo tre, delle quindici donne, che promettono di conquistarvi grazie alla loro energia e a quella particolare vena combattiva che le portò a sfidare la vita.
Nell’introduzione alla graphic novel, Cecilia D’Elia le definisce storie di libertà. “Probabilmente nessuna di queste donne si pensava eccezionale, ma tutte erano determinate. Così, vivendo la loro vita, hanno aperto strade nuove o mandato in frantumi tradizioni secolari”. Un’iniezione di ottimismo, dunque, per guardare al futuro attraverso gli occhi e le esperienze di chi, alla fine, ce l’ha fatta.
Destinata ai più giovani, ma non solo, “Cattive ragazze” inaugura “Leggimi Graphic”, la collana di Sinnos pensata per venire incontro anche a coloro che presentano problemi di dislessia o difficoltà nella lettura.

Piemme Junior: “La ragazza della foto” di Lia Levi

chronicaLibri_lia levi_piemmeROMA Piemme Junior porta in libreria un nuovo, nuovissimo libro di Lia Levi. “La ragazza della foto”, per lettori dai 10 ai 13 anni, è un viaggio nella memoria. Federica non crede ai suoi occhi: tra le foto di una mostra sulla Liberazione di Roma c’è anche quella di una ragazzina identica a lei! E’ sua nonna Teresa, che nel 1944 aveva la sua stessa età e che solo ora si decide a svelare i segreti del suo passato… Perché durante la Resistenza, nella città occupata, anche lei ha fatto la sua parte…
(scheda libro a cura della casa editrice)

“Le dodici tavole. Le prime leggi dell’antica Roma” per tutti

le dodici tavole nuove edizioni romane recensione ChronicaLibriGiulia Siena
ROMA
” Esplose poi la notizia che, nella nuova riunione del Senato, Appio Claudio contrariamente alle attese, e lontano dal ribadire le tesi dei conservatori, aveva riconosciuto l’opportunità, e addirittura la necessità, di una raccolta scritta delle leggi di Roma”. Siamo nel 450 a. C. circa e ci troviamo nell’antica Roma. E’ questo il periodo di svolta per l’impero: Tarquinio Prisco e Servio Tullio, entrambi re etruschi, portano Roma a una straordinaria crescita, tanto che la città diventa una vera e propria potenza, oltre che il nodo cruciale per il commercio con i Cartaginesi. A raccontarci in modo semplice e lineare l’antica Roma e la nascita delle prime leggi di diritto romano è Luigi Capogrossi Colognesi, nome illustre tra gli accademici. Il professore, cambiando la sua solita platea, parla ai bambini e ai ragazzi nel libro “Le dodici tavole. Le prime leggi dell’antica Roma”, bellissima novità delle Nuove Edizioni Romane. “Mi sono reso conto che mancava del tutto un elemento che valeva la pena approfondire. […] – ha dichiarato l’autore nell’introduzione del libro – Si trattava per me dunque di narrare, in particolare ai più giovani, come proprio quel diritto è stato poi, ed è tuttora, strumento indispensabile per governare le nostre società e orientarne lo sviluppo“.

In un momento di grande fermento, le Dodici tavole rappresentavano la svolta democratica per una società che vedeva contrapporsi patrizi e plebei. Il valoroso Appio Claudio, comandante delle legioni straniere, si accorse che l’impoverimento della plebe potesse causare diversi problemi anche ai ricchi di Roma, i patrizi. Toccò quindi al Senato – un organo fondato da Romolo per dar voce decisionale agli “anziani”-  far redigere delle leggi scritte che mettessero ordine nei rapporti tra cittadini per lo svolgimento della storia a venire, fino a noi.

Un volume essenziale questo di Luigi Capogrossi Colognesi che districa anche i nodi più difficili del passato, rendendo ancora più affascinante la storia del grande impero romano.

 

 

“Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…”

ROMA “La memoria è qualcosa di delicato, dunque, e non ci si può giocare sopra, pena il rischio di farsi male e di bruciarsi le ali […]”
Dal 2000, quando venne istituita dallo Stato italiano, ogni anno il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. Ma come spiegare ai più piccoli che in questo giorno non si celebrano i morti e il ricordo delle sofferenze imposte bensì la vita e la storia? Nel difficile percorso che porta alla consapevolezza del passato ci accompagna “Il libro della Shoah. Ogni bambino ha un nome…” di Sarah Kamiski e Maria Teresa Milano pubblicato dalle Edizioni Sonda.

Un volume ricco e complesso sulla storia della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, un libro intenso che si offre come strumento per insegnanti ed educatori al fine di crescere le nuove generazioni alla tolleranza e alla consapevolezza del passato. “Il libro della Shoah” è diviso in tre parti: la prima parte dedicata alle Narrazioni di diversi autori, tra cui Lia Levi e il suo toccante racconto. Vissuti è la parte dedicata alla storiografia: foto, testimonianze e cronologie riportano al grande dramma del Novecento. L’ultima sezione, il Laboratorio, è dedicata ai lettori – grandi e piccoli – e alla loro voglia di confrontarsi e rielaborare le sezioni precedenti.  Cartine geografiche, glossario e tante tavole colorate completano un’opera che riassume in modo eccellente una drammatica fetta di Storia.