Adelphi: “Racconti brevi e straordinari”

Jorge Luis Borges, Adolfo Bioy Casares per un racconto essenziale

Daniela Distefano
CATANIA
– “Questo libro intende proporre al lettore alcuni esempi relativi ad avvenimenti sia immaginari che storici. Abbiamo quindi interrogato testi di nazioni e di epoche diverse, senza trascurare le antiche e generose fonti orientali. L’aneddoto, la parabola e il racconto trovano qui ospitalità, a condizione che siano brevi. In questi brani sta, osiamo ritenere, l’essenziale di ciò che è narrazione; il resto è episodio illustrativo, analisi psicologica, felice o inopportuno ornamento verbale. Ci auguriamo, lettore, che queste pagine divertano te come hanno divertito noi. J.L.B. e A.B.C. Buenos Aires, 29 luglio 1953”.

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Hacca Edizioni: il mondo dell’industria in un romanzo di sentimenti

La classe avversa di Alberto Albertini

Giulia Siena
PARMA
“Un passero si posa sul davanzale della finestra del mio ufficio, rimbalza contro il vetro, lo tasta col becco. Immobile mi guarda negli occhi, reclina la testa su un lato. Lui vorrebbe entrare, io che sto dentro vorrei uscire”. Un leggero e crescente disagio: quel luogo così familiare – fondato, voluto e profondamente amato da suo padre – diventa una trappola. Si sente pressato, si sente estraneo; e a casa non va meglio. Tutto, nell’ultimo periodo, è in un vorticoso equilibrio che sta per disfarsi. Lorenzo è un uomo che sta attraversando una crisi professionale e umana. La pace, in questa sofferenza che è disfacimento, è da cercare nelle pagine dei tanti libri che consulta e studia – tra un volo e l’altro – per gli esami all’Università e nei colori sgargianti dei vestiti a fiori di Laura.

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Marsilio: Florencia Etcheves

“Scomparsa”, la dolorosa ricerca ai piedi del Tunik

Daniela Distefano
CATANIA
Florencia Etcheves è una giornalista argentina che da anni si occupa di cronaca nera, per ben due volte ha ricevuto il “Premio Martín Fierro”, ed è conosciuta anche per il suo militante impegno contro la violenza sulle donne. Con il romanzo Scomparsa (edito quest’anno da Marsilio, tradotto da Valeria Raimondi e che ha ispirato, nel 2018, il film “Perdida”), l’autrice leva alta la sua voce contro la vile barbarie dei nostri giorni, cioè la tratta delle donne, narrando la dolorosa ricerca di una ragazza scomparsa nel corso di una gita a “El Paraje”, paesino della Patagonia ai piedi del vulcano Tunik.

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Feltrinelli: un viaggio alla scoperta del Medioriente

“La polvere del mondo” di Nicolas Bouvier

Daniela Distefano
CATANIA
“Solo un grande libro può farvi venire voglia di andare fino a Prilep, in Macedonia, un buco polveroso dove non si ferma quasi nessun turista, perso tra alture brulle e minareti, con un fiumiciattolo torbido, bancarelle di peperoni e rivendite di burek. Ebbene, dopo aver letto questo libro, rischierete di andarci apposta per verificare se ci sono ancora quelle facciate dai “balconi panciuti rosi dal verderame” di cui parla
Nicolas Bouvier. E magari ci andrete d’agosto, come è capitato a me, con un caldo bestiale, a cercare quelle “lunghe gallerie di legno” dove, appunto in agosto, si mette a seccare “uno dei migliori tabacchi del mondo”, sperando di incontrare i “turchi installati in città dai tempi di Solimano”, che “vivono tra di loro, si aggrappano alla loro moschea o ai loro campi sognando solo Smirne o Istanbul”. Paolo Rumiz

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Il genio di Simenon nelle pagine di un grande romanzo

Adelphi: “La morte di Belle”

Daniela Distefano
CATANIA
La morte di Belle (Adelphi) è un romanzo di Georges Simenon, finito di scrivere nel 1951 mentre soggiornava nel Connecticut e venne dedicato all’amico Sven Nielsen, proprietario della casa editrice parigina presso cui il libro uscì l’anno successivo. Nel 1961 ne è stato tratto il film “Chi ha ucciso Bella Shermann?”. L’edizione italiana è stata curata da Mondadori nel 1958 nella traduzione dal francese di Bruno Just Lazzari e poi nel 1994 da Adelphi nella traduzione di Laura Frausin Guarino.

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Via del Vento Edizioni

Cinque racconti inediti dal genio di Bertolt Brecht

Giulia Siena
PARMA
– Personalità non semplice del Novecento artistico internazionale, Bertolt Brecht (1898-1956) rimane il più grande drammaturgo che la Germania abbia mai conosciuto. La sua produzione fu fortemente influenzata dalla necessità di esaltare il lato emotivo della realtà; il teatro – genere in cui Brecht trovò la sua massima espressione – divenne “epico”: lo spettatore doveva distaccarsi, provare straniamento, evitare di immedesimarsi. Brecht, quindi, fu un rivoluzionario, al punto che, quando aderì al marxismo nel 1926, il teatro divenne per lui il mezzo attraverso il quale il pubblico dovesse prendere una posizione nei confronti della realtà.

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Amador-Pedro Barrajon nei testi della fede

Effatà: Un Vangelo di grazia e misericordia. Meditando con san Luca

Daniela Distefano
CATANIA
Un Vangelo di grazia e misericordia. Meditando con san Luca di Amador-Pedro Barrajon (Effatà) è un testo che racchiude brani e commenti ad una delle più straordinarie testimonianze scritte del Divino – fattosi carne -pervenute fino ad oggi. In modo particolare, l’autore si sofferma sul Vangelo di San Luca, l’evangelista che con mansuetudine, pacatezza descrive la grazia della Madonna, umile serva di Dio e Madre dell’umanità. Leggendo san Luca abbracciamo il fulcro del messaggio di Cristo, il suo incessante incitamento alla carità, al dono di sé, che non vuol dire necessariamente rinuncia o altro sacrificio superiore alle nostre forze.

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Camminare, una filosofia di vita

Ediciclo: “ Nati per camminare” di Alessandra Beltrame


Daniela Distefano
CATANIA
“Il cammino si deve insegnare, e insegnare ad amarlo. Non si deve dare per scontato”.

Alessandra Beltrame (1964), vive tra Udine e Milano, è giornalista ed ha lavorato per i più importanti gruppi editoriali. Dirige la rivista “In Alto” , In questo volume – Nati per camminare (Ediciclo) – prosegue il suo racconto sul cammino a piedi come atto liberatorio non solo fisicamente. Dopo il successo di “Io cammino da sola”, la scrittrice ci fa capire che camminare vuol dire anche allontanarsi da ciò che non ci fa stare bene, dal logorìo della vita fin troppo confortevole; si deve essere in grado di capire cosa impedisce di avanzare e staccarsi dalla routine che produce noia, appiattimento.

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Letture vintage: Napoli lontana dal mare

Il mare non bagna Napoli nei cinque racconti di Anna Maria Ortese

Giulia Siena
PARMA
Il mare non bagna Napoli. Una constatazione che ripudia la realtà; un ossimoro geografico-topografico. In questo libro di Anna Maria Ortese (1914-1998) pubblicato nel 1953 (Premio Viareggio), si guarda a Napoli con occhi disincantati e curiosi; per la prima volta, forse, non è il mare a fare da sfondo alla narrazione partenopea, ma tutto il resto. Napoli viene descritta osservando i suoi quartieri, le colline verdi del Vomero e di Capodimonte, la punta scura di Posillipo e, più giù, “le case e i vicoli grigi, i miseri vicoli infetti”.

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Ediciclo Editore

L’odore del mare. Piccole camminate lungo le rive mediterranee

Daniela Distefano
CATANIA
– E’ estate, un’estate anomala per il mondo dopo la pandemia del Coronovirus (ancora non debellato), ma c’è chi non resiste e stacca la spina al tran tran dei giorni con un tuffo tra le acque dell’elemento più straordinario della Vita, il Mare. Chi ama il mare vuole ascoltarne la voce e vederne i colori. Ma vuole anche toccarlo, sentirne l’odore e, qualche volta, assaporare un po’ d’acqua salata. Andare a piedi sulla battigia, magari scalzi, regala tutti i piaceri del mare, soprattutto in autunno, inverno o primavera, anche sferzati dal vento e dalla pioggia, oppure d’estate all’alba o al tramonto nel rumoroso silenzio del suo respiro. Momenti in cui il rapporto con il Mediterraneo è profondo come i suoi abissi.

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